Brano: [...]capoluogo [...] Kosovo, [...] recentissimo capo del Partito comunista di Serbia [...] migliaia dei suoi compatrioti: «Nessuno dovrà mai [...]. Questa battuta da podio, una [...] e al contempo una minaccia, assegnerà un nuovo corso [...] storia della Iugoslavia. La scena assume tanta [...] quanto, agli occhi dei serbi del Kosovo, [...] Kosovo [...] a due passi dal [...] loro più caro, quel famoso Campo dei Merli [...] 28 giugno 1389, i 70. Nel corso [...] 1987, la crisi si [...] Kosovo, piccola provincia d[...]
[...]te, [...] sarebbero infangati e i vostri discendenti delusi. Ma con questo non intendo [...] che dovete rimanere [...] accettando una situazione che non [...] soddisfa. Al contrario, dovete [...] così come deve fare [...] progressista di Serbia e di Iugoslavia». Quella sera, [...] diventa un uomo nuovo. Agli occhi degli altri, [...] di se stesso. [...] modello e un [...] insignificante che fino a quel [...] aveva dissimulato la [...] divorante ambizione sotto la prudenza [...] buona lega (buon gusto) che [...]
[...]fetti, nella stessa Serbia [...] nazionalistiche si riscaldano. Sette anni dopo la [...] Tito, il [...] serbo si risveglia. Durante decenni, il fragile [...] messo in piedi da Tito, il croato, [...] un principio implicito: una Serbia debole in [...] Iugoslavia [...]. La Serbia ha dovuto sacrificare [...] iugoslavo [...] con la sola eccezione [...] il ruolo egemonico che la [...] la demografia e gli immensi sacrifici patiti nella lotta [...] il nazismo la invitavano a rivendicare legittimamente dentro il [[...]
[...] arti. Questo testo di [...] pagine, di cui un quotidiano [...] grande diffusione pubblicherà ampi stralci, costituisce una bomba politica. Solleticando il complesso di [...] continuamente nutrito dal ricordo del doppio sacrificio [...] favore della Iugoslavia, nel 1918 e nel [...] degli accademici mette insieme le lagnanze e [...]. La Jugoslavia, si legge [...] non costituisce più la soluzione della questione [...]. Il paese si sfalda [...] su dieci vivono fuori dalla madre patria. La Croazia e la Sloven[...]
[...]i vivono fuori dalla madre patria. La Croazia e la Slovenia [...] la Serbia. Il loro statuto nazionale deve [...] una questione politica prioritaria. Se non si dovesse [...] le conseguenze saranno disastrose, non solo per [...] Croazia, [...] per la Iugoslavia nella [...] interezza». Nel redigere questo documento [...] serbi avevano anche in mente il [...] culla del loro [...] loro chiesa ortodossa che vi ha eretto, [...] di [...] i suoi monasteri più [...]. Laggiù, affermano gli autori [...] genocidio mi[...]
[...] delle poche istituzioni iugoslave che non sia [...] diktat della Lega dei comunisti iugoslavi, il [...]. I dirigenti di Belgrado, [...] sostenuti da una stampa a loro favorevole, [...]. Il presidente serbo, Ivan [...] lo considera «un requiem [...] Iugoslavia». In mezzo a tanta [...] che sa già maneggiare il silenzio come [...]. A [...] stupito dal suo silenzio, [...] ritiene inutile aggiungere, con i suoi commenti, [...] «confusione» dominante. Durante gli anni che [...] mesi che fanno seguito alla pubb[...]
[...]una città di 60. Suo padre, un montenegrino [...] ortodossa, non terminerà mai i propri studi [...] dovrà [...] da vivere insegnando il [...] serbocroato. Mentre il giovane [...] ha solo cinque anni [...] fratello maggiore [...] oggi ambasciatore di Iugoslavia [...] Mosca, [...] la scuola elementare, il papà fugge in Montenegro. I due adolescenti saranno [...] insegnante e convinta comunista. Alunno studioso, riservato, quasi [...] non apprezza le attività [...]. Preferisce la poesia e [...]. Dato che fre[...]