Brano: Stefania Scateni Che le donne [...] una delle anime più dinamiche e democratiche della società [...] iraniana non è una novità. Femministe o no, da [...] sostengono, insieme agli studenti e ai democratici, [...] le riforme e per i diritti civili, [...]. Alle donne, peraltro, bisogna [...] capire cosa fiorisce e cresce nella vita [...]. Un giardino che p[...]
[...]e [...]. Sono artiste, registe, architette, [...]. Alcune molto note a [...] internazionale: [...] la regista [...] le registe e fotografe Samira [...]. E tante altre: [...] presente alla Biennale con [...] dai volti enormi, volti di donna per [...] iraniano sono stati invitati a esporre le [...] uomini [...] Hossein [...] Ahmad [...] che vive in Canada [...] poliedricamente creando dipinti, web [...] e collage interattivi (www. Altre, anonime per noi, [...] la loro vita, andando a teatro (due [...][...]
[...]zione di lutto) viene [...] Hussein, ucciso nel Seicento [...] gruppo di sostenitori dal potente esercito del [...] Omar, [...] dagli insorti un usurpatore. Unanimemente venerato dai musulmani [...] Hussein simboleggia il sacrificio [...] contro la tirannia e [...]. Il 9 luglio in Iran [...] celebrerà il martirio [...] Hussein con un giorno di [...] nazionale, [...] (a noi nota per le [...] studentesche del [...]. Le donne iraniane, nella [...] finzione, piangono il martire, uomo ucciso da [...] dei loro uomini. Velo e occhi umidi. /// [...] /// Esploriamo ancora i percorsi [...]. Tanto più che ora, [...] ideologiche e aneddotiche di pronto consumo, cominciano [...] solidi[...]
[...]..] «Perché tu mi oda le [...] parole a volte si assottigliano» DESTRA: [...] ex libris E al mondo [...] rendono omaggio [...] con il nuovo libro e [...] parte) [...] con [...] Da [...] a [...] Cosa raccontano le artiste, registe, [...] e architette iraniane [...] creativa è [...] di una società Se ho [...] voce, posso integrare i punti di vista di tante [...] diverse Per esorcizzare la guerra ha creato [...] un film nel quale ha [...] una composizione musicale che [...] scrisse durante [...] Bruno [...]
[...] madre una casalinga con atteggiamenti [...] a diciassette anni si recò negli Stati Uniti per [...] studi artistici. Costretta [...] dalla rivoluzione khomeinista del [...] poté rientrare in patria nel 1990 restò [...]. Da allora, ogni anno [...] in Iran ed è così riuscita a [...] vita del suo paese natale. [...] di interessi di [...] si è notevolmente ampliato da [...] 1993 in cui cominciò a esporre, dieci anni dopo [...] conseguito un Master in Belle Arti presso la University [...] California a Be[...]
[...]sero contro il governo statunitense. Per la prima volta [...] mi sono sentita fuori [...]. Ho trovato stupefacente come [...] tutto il mondo con milioni di partecipanti [...] poco effetto [...]. [...] cosa che può fermare la [...] è la gente». Lei è iraniana, americana, [...]. Come si sente oggi? «In [...] strano. Ora sono cittadina americana [...] New York mi sento a casa, ma fuori [...] che accoglie tutti, mi sento straniera. Per carità, le persone [...] con me, però ho questa [...] accade». Cosa [...]
[...]sto atteggiamento ipocrita. Ma gli americani sembrano [...] storia, il che mi infuria. Oggi vedo il male [...] parti e non saprei quale scegliere. Mi importa però della gente [...] che ha già sofferto abbastanza per [...]. A quanto le risulta, [...] iraniani? «Ci sono persone che sostengono gli Stati Uniti, [...] provano rabbia nei confronti del regime iraniano [...] salvatore. Altri invece sono spaventati. Hanno già vissuto tanti [...] con milioni di morti». In veste di artista ritiene [...] possa dare un contributo alla [...] tra i popoli? «Sì, alla fin fine considero [...] artistica [...] di una soc[...]