Brano: [...]uattro storie da ricordare. In edicola con [...] dal 26 marzo a euro [...] in più Maria Serena [...] «Carlo era una lingua tagliente, [...] sue scelte letterarie erano molto marcate e la [...] polemica pizzicava, faceva un [...] paura» spiega Pietro Ingrao. Carlo [...] classe 1912 e Pietro Ingrao, [...]. Ci sono un momento [...] nel 1940 nel cenacolo della rivista La Ruota, [...] i due, giovani, si incontrano per la [...]. E comincia lì un rapporto [...] durerà per una sessantina [...]. [...] degli anni Quaranta, antifascisti tutti [...] due[...]
[...]lla [...] «no» alla svolta della Bolognina. Lui era con Rifondazione Comunista [...] Garavini. Mi fece impressione [...] nella battaglia politica quando era [...] anziano e già un [...] provato. Era un gesto di [...] in campo fino [...] commenta ora Ingrao. La sede dove ebbe [...] primo incontro era molto tipica di quegli [...] intorno a una rivista. Eppure, da lì partì [...] intrecciata alla rilettura della letteratura italiana di [...] Ottocento [...] del Novecento» racconta Ingrao. La Ruota, fondata da Mario Alicata [...] Giuliano Briganti, [...] Petroni e Antonello Trombadori, [...] periodo breve, tra il 1940 e il [...]. Parola [...] «letteratura come impegno di vita [...]. Dopo la Liberazione Carlo [...] si sarebbe impegnat[...]
[...]giornali, monopolizzati dal regime, tempi di guerra, [...] e più feroce quanto contassero i contatti [...] ruolo di aggregazione potesse avere una rivista, [...] potesse acquistare il parlare di letteratura? «Per [...] fu la guerra di Spagna» spiega Ingrao. E [...] il mio senso di [...] una fascia di intellettuali, di letterati, alcuni [...] altri più anziani, ma tutti fortemente intrecciati [...] della cospirazione». Sono gli anni in [...] fiorentini, torinesi, in molte parti della penisola, [...] le[...]
[...]iati [...] della cospirazione». Sono gli anni in [...] fiorentini, torinesi, in molte parti della penisola, [...] letteratura ripensano [...] ed è da quella [...] la via [...] militante. È [...] in cui si va [...] di potenziali oppositori al regime: Ingrao ricorda [...] Bruno Sanguinetti, con le sue spedizioni a Roma, [...] di «eretici» nelle università, così come la [...] ai Littoriali di Roma [...] dalla stampa di destra [...] Littoriali che furono in realtà il luogo in [...] Antonio Amendola, gli s[...]
[...] lì [...] della Ruota ero il più [...]. E [...] portava il grande legame [...] De Sanctis, con quella lettura dello storicismo idealista, punto [...] storia, non solo perché De Sanctis era [...] parti». Ci si spaccava tra [...] montaliani e [...]. E Ingrao svela di [...] la prima volta tra le mani, poco [...] poesie brevissime e inedite di Umberto Saba, [...] carte di suo fratello Francesco, nei giorni [...] scomparsa Carlo [...] (tra i grandi valorizzatori [...] triestino) intreccia poi il rapporto c[...]
[...] a Giulio Einaudi. È la costola «meridionale» [...]. Nel dopoguerra conduce le [...] della tradizione comica, anziché tragica o melodrammatica, [...] da Boccaccio a Belli e a Carlo Porta: «Corrispondeva [...] al suo humour. Era mordace, ma col [...] Ingrao. Però, spiega, per un [...] lui la memoria va soprattutto [...] polemica sul Metello di Pratolini. Mentre Carletto Salinari lo [...]. Era il 1955 e [...] in vista spaccature più sanguinose. Pure, gli echi di [...] Metello durarono a lungo. Perché ? [...]
[...]un punto di riferimento molto forte [...] cui i giovani intellettuali italiani venivano cercando [...] ripensamento culturale col problema bruciante della cospirazione». Torniamo indietro, a quel [...] primi mesi di guerra, nel cenacolo della Ruota. Ingrao, oggi che le [...] pochi, che i romanzi sono considerati anzitutto [...] mercato culturale, sapresti spiegare cosa stavate facendo, [...] romanzi e di poesia parlavate? «Facevamo i [...] storia culturale. E, insieme, con il [...]. Se penso a me [...[...]