Brano: [...]i aggiunse: ok, mettiti [...] forse si laveranno da soli [...] Robert, dopo «Jackie Brown», [...]. Ha [...] e ne ha viste di [...] i colori. Hollywood lo aveva dimenticato Forster, [...] polvere [...] Ecco un [...] che fa [...] tra alti e bassi. Con Huston e Tarantino David Grieco LOS [...] Forster è un attore [...] conoscono ma di cui pochi ricordano il [...]. È quello che si [...] di serie B, cioè uno di quei [...] sempre in un cinema senza gloria. E pensare che aveva [...] stile, con un regista com[...]
[...]ntino David Grieco LOS [...] Forster è un attore [...] conoscono ma di cui pochi ricordano il [...]. È quello che si [...] di serie B, cioè uno di quei [...] sempre in un cinema senza gloria. E pensare che aveva [...] stile, con un regista come John Huston [...] due giganti del calibro di Marlon Brando [...] Elizabeth Taylor nel film Riflessi in un occhio [...]. Subito dopo, è sprofondato [...]. La [...] bella faccia buona per tutti [...] usi è finita per anni sui manifesti di piccoli [...] di genere.[...]
[...] Dicono che fare il cattivo non è male [...] devi preoccupare della carriera, le scene sono [...] a volte, si hanno anche dei giorni [...]. Ma sul set bisogna [...] per tutto il giorno, e ti assicuro [...] divertente. Il tuo primo regista [...] John Huston. Come lo hai incontrato? Non [...] chi fosse. Avevo recitato solo una volta [...] teatro, a [...]. Lessi velocemente la sceneggiatura [...] Riflessi [...] un occhio [...] e mi recai in [...] Madison [...] a New York, dove [...] Huston. Faceva un caldo terribile. Entrai nella hall ed [...] gente. Tutta gente che mi [...]. Saranno stati una cinquantina. Ci rimasi male. Decisi di [...] perdere e andai a farmi [...] passi. Ma ad un certo [...] «Ehi, sei venuto fin [...] dalla Califor[...]
[...][...]. Mi presentano un tipo [...]. Non sono andato male, [...] ritengo un attore. Non ho mai fatto un [...]. Non so niente di [...]. Ma se mi prende, [...] imparerò, e la ripagherà della fiducia». Incredibile ma vero, mi [...]. Passa circa un mese. Huston viene a Los Angeles. Ci incontriamo dove vengono [...]. Gli dico: «Mi hanno [...]. /// [...] /// Lei mi ha detto [...] dato delle indicazioni. Sono pronto». E lui: «Non ancora, [...]. Aspetta, aspetta, i giorni [...] nessuno chiama. Le settimane div[...]
[...]va la telefonata. Si gira per 10 [...] parte per Roma». Mi presento a Long [...] in una base militare [...] New York. Mi truccano, mi vestono, [...] macchina e mi portano sul set. La macchina si ferma. Apro la portiera, metto [...] e da dietro sento Huston che dice: «Ora [...] momento, ragazzo». Sono tutto orecchie». E lui: «Vai a dare [...]. Vado dietro la macchina [...]. Guardo [...] poi guardo Huston e non [...]. Lui mi fa: «Vedi [...] Quello è il formato [...]. Ora [...] soltanto una cosa: cosa deve [...] tra quelle linee?» Io gli domando: «Tutto [...] E lui mi risponde: «Sì. È tutto quello che [...]. Questo è quello che [...] John Huston il primo giorno di riprese [...] Riflessi [...] un occhio [...]. Da come lo dici, [...] sia bastato per tutta la vita. È proprio così. Tocca a me essere [...] «Azione! La mia interpretazione deve [...] consentito sul piano del realismo, della credib[...]
[...]ventare una [...]. Ricordo che un giorno, [...] madre mi disse: «Bob, uno dei tuoi [...] i piatti». Io ovviamente non volevo. E lei: «Okay, mettiti [...]. Forse si laveranno da [...]. Non si sono mai lavati [...] soli. Ho dovuto imparare a [...] io. Huston e mia madre [...] la stessa cosa: la responsabilità è tua, [...] te [...] tu, chi vuoi che [...] Parliamo di quello che hai fatto recentemente. Hai fatto un film, «Diamond [...] è la storia di un venditore. Se non sbaglio, è [...] hai praticato. Mio[...]