Brano: [...]sico. /// [...] /// Il caos, la confusione, [...] Napoli sono lontani, echi attutite dalla notte. Sei circondato da un [...]. La piazza è deserta. /// [...] /// Senti attorno a te [...]. /// [...] /// E, quasi senza [...] entri in un tempio. Rebecca Horn ha costruito [...] si integra in maniera equilibrata con lo [...]. Una «cripta» che riesce [...] e, insieme, separata dal contesto circostante. Attorno, le voci della [...]. Ma puoi isolarti, se [...]. Ritorna alla mente [...] realizzata nel 1980 a [...]
[...] integra in maniera equilibrata con lo [...]. Una «cripta» che riesce [...] e, insieme, separata dal contesto circostante. Attorno, le voci della [...]. Ma puoi isolarti, se [...]. Ritorna alla mente [...] realizzata nel 1980 a [...] in Germania. La Horn era stata [...] una torre, con finestre murate, dove erano [...] reduci nazisti. Aveva deciso di aprire [...]. [...] era privo di tetto, spalancato [...] il cielo. Dentro, piante e alberi. Una giungla naturale che [...] perché evocava [...] della vi[...]
[...] reduci nazisti. Aveva deciso di aprire [...]. [...] era privo di tetto, spalancato [...] il cielo. Dentro, piante e alberi. Una giungla naturale che [...] perché evocava [...] della vita che sopravvive [...]. Questa tensione ha scandito [...] della Horn, iniziato, negli [...] azioni legate alla Body Art, basate su [...] e portata [...] nel decennio successivo, con [...] di motori e di impianti elettrici, che [...] movimento, caratterizzato da una iterazione ossessiva e [...] scuotere lo sguardo del[...]
[...] su [...] e portata [...] nel decennio successivo, con [...] di motori e di impianti elettrici, che [...] movimento, caratterizzato da una iterazione ossessiva e [...] scuotere lo sguardo dello spettatore. Proseguendo nella [...] audace indagine, la Horn, [...] non ha proposto un «recinto» chiuso, da [...]. Ha disegnato una struttura [...] che colpisce per leggerezza formale, e che, [...] quasi evanescente. Non devi [...] a [...] ma [...]. A differenza di quanto [...] artisti che, dal 1995, la hanno[...]
[...]pira un clima [...] agli enigmi del Cimitero delle Fontanelle di Napoli. Improvvisamente ti trovi a [...] resti di anime disperate, di «spiriti di [...] «fili di cenere» (per servirci delle parole [...] tedesca). Qualcosa accade pure sotto [...]. La Horn non si [...] agire solo in superficie. La [...] opera si sviluppa [...] ma rinvia anche a dimensioni [...] segrete. Solarità e tenebrosità convivono [...] omaggio a quei volti felicemente contraddittori di Napoli, [...] aveva parlato Domenico Rea in[...]