Brano: [...]inpah e Sergio Leone [...] lo diressero nei suoi ruoli più belli: [...] Sam [...] anche assistente alla regia, in [...] gli avranno sicuramente riservato [...] a loro. Stasera, lassù, si fa [...]. James Coburn è stato [...] eroi del West. Arrivato a Hollywood in [...] in cui il genere per eccellenza comincia [...] cattura e interpreta gli ultimi bagliori. Il suo esordio avviene [...] della vendetta (Ride [...] 1959), uno di quei [...] dalla [...] negli anni [...] erano tutti scritti da [...] Kennedy (poi[...]
[...]Gary Cooper; quei [...] un [...] dinoccolati che recitavano senza [...] di far nulla di speciale. I re [...] la recitazione sotto le [...] di questa scuola, ma con più «faccia» [...] romanticismo che debordava da ogni poro, era Robert Mitchum. Nella Hollywood degli anni [...] Coburn [...] impone pian piano come un loro erede. Di suo, ci mette una [...] di pietra, silenziosa e imperturbabile. Quando appare nei Magnifici [...] John [...] (1960, era il pistolero [...] il coltello che con la Colt) qualcuno [[...]
[...]ro senza nome, sospeso fra i due [...] da una parte e [...] Baxter [...] e io nel mezzo») come [...] goldoniano fra i due [...]. Ma prende già cachet [...]. Si ripiega su Clint Eastwood, [...] che recita senza smorfie e che sarebbe [...] erede della Hollywood classica. Chissà se Coburn, a [...] trilogia del dollaro: [...] giapponese [...] divertito e forse onorato, [...] I magnifici sette era un remake (dichiarato, [...]. Il vero successo commerciale [...] due simpatici film del [...] e del [...] Il nost[...]
[...]ruga, quella lama arriverà al bersaglio [...] bruciante, tecnologica pallottola. Ecco, quel duello focalizzato [...] e ammalata di spleen di James Coburn, [...] come cerniera che salda, mentre le identifica, [...] da un lato e «prima» , [...] quella Hollywood che celebra [...] coerenza plastica capace di sintetizzare forza, positività [...] un atletismo psicofisico ben rappresentato da John Wayne. [...] il germe cinematografico [...] qualunque che odia la violenza, [...] è nessuno, che accetta anche la b[...]
[...]che odia la violenza, [...] è nessuno, che accetta anche la bolla della assenza [...] coraggio ma che non va disturbato oltre un certo [...] perché oltre quel limite può far del male al [...] della forza, può [...]. È [...] che ha trovato, per [...] Hollywood, in Dustin Hoffman il suo interprete [...] leader politico. Perché è di politica [...]. Ripensate a Hoffman in «Piccolo Grande Uomo» (di Arthur Penn, 1970), in «Cane di [...] Sam Peckinpah, 1971), e soprattutto nel «Laureato» (di Mike Nichols, [...][...]
[...]n Dustin Hoffman il suo interprete [...] leader politico. Perché è di politica [...]. Ripensate a Hoffman in «Piccolo Grande Uomo» (di Arthur Penn, 1970), in «Cane di [...] Sam Peckinpah, 1971), e soprattutto nel «Laureato» (di Mike Nichols, [...] è Hollywood che ha cambiato cavallo, se [...] che pare un brocco ma che non [...] allo [...] che tenterà di entrare [...] in più garantisce sorpresa, contraddizione, avventura in [...] al vecchio modello di eroe tutto [...] pezzo. Un passaggio che può [...] un [...]