Brano: [...][...]. Arrivando sul grande prato davanti [...] noi giornalisti trovammo due vecchietti seduti, un uomo e [...] donna di spalle. Ma lui a un [...] alzò e, dal passo, subito divenne riconoscibile [...] Robert Mitchum. Perché Mitchum aveva la [...] di Hollywood. Era un grande attore [...] un grande attore anche da fermo. Bastava un battito delle sue [...] gonfie per dare una svolta al film. Apparteneva alla schiera ristretta [...] che recitano meno che possono e che, [...] sul set, sono sempre se stessi. L[...]
[...]veva ormai 74 anni [...] da due dei suoi figli. Arrivò alla conferenza stampa [...] bicchiere e coi segni visibili della [...] vita dissipata, tra carcere [...] e risse. Non sembrava avere riconoscenza [...] che lo aveva per così dire salvato [...]. Hollywood , disse, «un [...] posto dove si raccontavano delle storie. Oggi è un posto [...] affari». Ma smitizzava anche se [...] essere stato, in fondo, «solo un prodotto [...] presidente [...]. Non poteva certo mancare [...] gli domandò che cosa pensava del[...]
[...]v, tra cui spicca Venti di [...]. Cristiana Paternò canaglia [...] canaglia Alcune immagini dei [...] Robert Mitchum È morto nel sonno a Santa Barbara [...] 79 anni Il suo corpo sarà cremato [...] disperse in mare NEW YORK. Il cattivo più sexy [...] Hollywood, Robert Mitchum, se ne è andato silenziosamente nel [...] anni martedì mattina, poco dopo le 5, [...] di Santa Barbara. Se [...] accorta subito la moglie Dorothy, [...] che gli è stata accanto dal lontano [...] Mitchum, che era solo un lavapiatti, l[...]
[...]...] non [...] ma chi lo conosce da [...] lo ricorda per la [...] semplicità e il suo senso [...]. Quanti sanno che il [...] compose e cantò due album negli anni [...] ANNA DI L ELLIO Addio a Robert Mitchum indimenticabile Marlowe IL PERSONAGGIO Tra Hollywood, fughe sui treni merci e [...] sul filo Ribelle e anticonformista con il [...] Nato nel Connecticut nel 1917, orfano, a 19 [...] teatro come macchinista. Nel [...] fu arrestato per possesso di [...]. Il vecchio Robert Mitchum [...] andato. /// [...][...]
[...]ismo. Le labbra sensuali, lo [...] il fisico atletico, il parlare ironico. Una vita scapigliata, fatta di [...] mestieri, di sbronze, di fughe sui treni merci, come [...] vecchi [...] frontiera americana. La prigione, la miseria, [...] cinema. [...] hollywoodiano, macchina inarrestabile di [...] personaggi stereotipi la cui forza è, appunto, [...] rappresentare qualcosa di inaudito e di dirompente, [...] stile consueto. Un autentico «anticorpo», difficilmente [...] i ribelli di razza. Eppure, la [...] ca[...]
[...]ppure, la [...] carriera di attore un [...] «drop out» è stata una [...] più longeve del dopoguerra. Il suo personaggio, appena [...] e dal cambiare dei gusti e delle [...] una presenza forte nel cinema ancora negli [...] Settanta, [...] della nuova Hollywood. Il fatto è che [...] vecchio Humphrey Bogart, cui per tanti versi [...] profilo dei personaggi), ha trascinato sullo schermo [...] lo stile di vita, la scorza caratteriale [...] esistenziali come lui, Robert Mitchum, che non [...] stato definito «u[...]
[...]mo, e risolta in un finale [...] come in pochi altri film, un sapore [...]. A proposito di questo [...] può dire anche di [...] quello che molti anni [...] di Erick von Stroheim: [...] che vi piace odiare» [...] uno slogan promozionale della vecchia Hollywood del [...]. Nondimeno, a quasi [...] se mai ce ne fosse [...] bisogno, [...] aveva dato prova che la [...] presenza, forse irripetibile nel cinema americano, non era stata [...] mero capriccio del caso. Aveva dominato un paio [...] classe (Marlowe po[...]
[...]e non si sentiva più alla testa [...] uno spessore di modernità. In fondo, Robert Mitchum [...] attore senza scuola e senza maestri. Il suo stile era [...] sullo schermo con distacco e al tempo [...]. A dimostrazione ancora una volta [...] quella di Hollywood è una storia complessa, una galassia [...] che non riesce mai a nascondere fino in fondo, [...] ai suoi splendori, il baluginare dei propri fantasmi. /// [...] /// A dimostrazione ancora una volta [...] quella di Hollywood è una storia complessa, una galassia [...] che non riesce mai a nascondere fino in fondo, [...] ai suoi splendori, il baluginare dei propri fantasmi.