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Il vocabolo Guarda si trova nei "vocabolari":
- Lingua Italiano - Sottosistema simbolico: Toponimi geografico/politici, in uso nella lingua italiana contemporanea →toponimi comuni Italia(CoIt+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 1572 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...]te [...] che lo sposo le aveva dato del [...]. Veniva su la luna, [...] fu un mostro di [...] e di giallore, navigava nel cielo caldo [...] greppo della langa, come li volesse accompagnare [...] Liguria. [...] toccò il suo sposo e [...] disse: [...] Guarda solo un momento che [...]. /// [...] /// [...] toccò il suo sposo e [...] disse: [...] Guarda solo un momento che [...].


Brano: [...]evo [...] considerazione e compassione perché la sfortuna aveva [...] quelle condizioni e mi attaccavo sempre più [...] vedevo che ormai mia sorella era felice [...] più di tutto. Un vero conoscitore del mondo [...] mio posto forse avrebbe pensato: «Guarda [...] e di cui tu ti [...] non [...] ». Ma io non conoscevo [...] dappoiché, fino allora, benché avessi già trentatré [...] vissuto la vita e, sia pure, attraverso [...] dolorose. E la vita per [...] che sia pensata e meditata e non [...]. Anche il [...]


Brano: [...]con un vestitino [...] un paio di gambaletti. Una delle virtù del [...] di conoscere le pecore. Per i bambini era consuetudine [...] alla prova con [...] sanzone, [...]. [...] che arrivammo mio zio [...] agnelli: erano oltre cento. E mi disse: [...] Guarda [...] se lo conosci te lo [...] a te. Lo guardai e tra [...] conobbi. La prima prova era [...] considerato subito come un ottimo pastore, fui [...] custodia, mio zio ne era entusiasta. E nella mia bravura [...] di molti pastori e, come ero un [...] si offersero di darmi un agnello. Così dopo un a[...]


Brano: Tereso: Ebbene, Ricardo, io [...] ero anche più povero e più oscuro [...]. Non avevo questa bella [...] bensì soltanto il rozzo camiciotto del minatore. Perciò, Ricardo, non scoraggiarti. /// [...] /// Tereso: Guarda [...]. Hai una bella faccia. Può darsi che tu [...]. Ma senza livrea, eh, Ricardo, [...]. E tu come ti [...] Mi [...] Saverio, eccellenza. Tereso: Tu invece hai [...] servitore, il corpo del servitore, sei servitore, [...]. Mi dispiace, ma è [...]. [...]


Brano: [...] Ma che faccia ho? E [...] spie hanno una faccia [...] (sempre ridendo): Non hanno la [...] faccia. Tu hai la faccia [...] sei: un capo rivoluzionario, intrepido, sagace, determinato, [...] coraggioso. [...] Guarda che tutte queste sono [...] che anche le spie debbono possedere per far bene [...] mestiere loro. Saverio : Insomma, è [...] la mano sulla spalla). Mi dispiace per te, [...] sei tagliato per far la spia. Che ci vuoi fare? Ciascuno [...] con la [...][...]


Brano: [...]ne incontro [...] da qualche tempo, che lo prese per [...] gli disse: «Queste scommesse non le devi [...]. Ma non [...] paura, ti accompagno io a [...]. Il forese tornò a [...] dal sacerdote morto, bussò la porta, e [...] venne ad aprire le disse: « Guarda [...] con me: Don Francesco». Ma Dòn Francesco era [...]. Il forese si ammalò [...] morì, e il padrone tenne per sé [...]. Il carattere di queste [...] essere reali avventure psicologiche: tranne che nel [...] si tratta di esperienze personali realm[...]


Brano: Dissi però a Rosetta: [...] Guarda [...] non portare tanta roba che saremo fuori [...] due settimane e fa ancora caldo ». Eravamo infatti verso il [...] e faceva molto caldo, più degli altri [...]. Così riempimmo due piccole [...] per lo più di panni leggeri e [...] un paio di maglie[...]


Brano: [...].] mi sentivo la forza di rimettere a [...] in cui sapevo che presto non avrei [...] di accendere il fuoco nei fornelli che [...] sarebbero più stati i miei fornelli e [...] avrei più cucinato. Mangiammo senza tovaglia, sul [...] sardine; ogni tanto guardavo a Rosetta, così [...] il boccone mi si fermava in gola [...] pena e avevo paura per lei e [...] era stata fortunata a nascere e vivere [...] questi. Verso le due ci [...] sopra le coperte disfatte, e dormimmo un [...] dormì Rosetta, tutta acciambe[...]

[...]e [...] Rosetta [...] la roba che ci avevo nella casa [...]. Avevo fatto scrìvere anche [...] oggetti non tanto perché non mi fidassi [...] Giovanni [...] perché è bene non fidarsi di nessuno. Così prima di cominciare [...] Giovanni, seria seria : « Guarda che [...] roba sudata che io e mio marito [...] in [...] di lavoro . /// [...] /// Così prima di cominciare [...] Giovanni, seria seria : « Guarda che [...] roba sudata che io e mio marito [...] in [...] di lavoro .


Brano: [...]mera da [...] quattro seggiole nel mezzo con il velluto [...] aprii la credenza e gli contai pezzo [...] il servizio di porcellana a fiori e [...] completo per sei, che ci avevo mangiato [...] due volte in tutta la mia vita. [...] a questo punto : « Guarda che questo servizio ce [...] caro quanto la luce degli [...]. /// [...] /// [...] a questo punto : « Guarda che questo servizio ce [...] caro quanto la luce degli [...].


Brano: [...].] chi avrà il coraggio di toccarmi ». Dal buio una voce [...] di un certo Proietti, fornaio, un uomo [...] si dire e sempre molto greve nel [...] non avevo mai potuto soffrire, disse con [...] A te magari non ti toccheranno perché [...]. Risposi: « Guarda come [...]. Io dissi allora, proprio [...] Tu pensa piuttosto a quella mignotta di [...]. Credevo che la moglie [...] erano di Sutri e io [...] vista [...] via qualche giorno prima; [...] stava anche lei nel rifugio e io [...] per via del buio. Ma l[...]


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