Brano: [...]classe» è diventata invisibile Ma il suono trova il potere di [...] STEFANIA SCATENI Tradizione, teatro popolare, [...] politica. /// [...] /// Il folle e il [...] spesso sono in [...] persona). Il sacro e i [...]. Le lacrime e il [...]. Se [...] un gruppo musicale (ma non [...] che in Italia è riuscito a far incontrare la [...] realtà della fabbrica, il senso di sradicamento e la [...] della storia di un luogo e della [...] gente generando [...] lingua e musica, questi sono [...]. Una ricerca di iden[...]
[...] storia, la loro [...] elaborare [...] e [...]. Nello sfruttamento capitalistico, nelle relazioni [...] di [...] che era [...] del modello di pienezza [...] rappresentata nel teatro tradizionale». Come hanno elaborato la [...] rituali religiosi? «Il Gruppo ha capito subito [...] trattava tanto di difendere le tradizioni così [...] fino allora, quanto di [...] e [...] nel presente. Il loro teatro musicale [...] dai materiali della vita quotidiana, della fabbrica [...]. I rumori della fabbrica [...] lin[...]
[...]lora, quanto di [...] e [...] nel presente. Il loro teatro musicale [...] dai materiali della vita quotidiana, della fabbrica [...]. I rumori della fabbrica [...] linguaggio musicale. Guardando [...] tempo fa, ho pensato agli [...]. /// [...] /// Il Gruppo di Pomigliano [...] invece, contamina con il lavoro [...] tradizione. Ha individuato collegamenti fra [...] e musicali e li ha [...] per creare qualcosa che non [...] prima. Hanno trovato, ad esempio, una [...] tra [...] slogan. Mi ricordo alcune ma[...]
[...]iversa da quella della «Nuova [...] di canto popolare», nata più o meno negli [...] «Quella della [...] compagnia di canto [...] è stata [...] molto colta, che aveva uno [...] storico più lungo e anche [...] più classica rispetto al lavoro [...] dal Gruppo operaio. Questo non vuol dire che [...] lavoro degli [...] non fosse colto. Anche la loro era [...] colta, ma in un altro [...] quello di una riflessione [...] della contemporaneità. Avevano rapporti stretti con [...] come [...] de Martino, il Nuovo[...]
[...]ei loro primi [...] adesso è meno facile [...]. In più va detto [...] musicale, anche per loro, si è fatta [...] articolata e in qualche modo è andata [...] fuori dal terreno dal quale era partita. Nei loro momenti migliori, [...] ai [...] un grande gruppo intriso [...] tradizionale che utilizza i suoni della contemporaneità». [...] della militanza», [...] a tutti i diseredati, disoccupati, [...] malati psichiatrici. [...] ancora questo forte senso politico? [...]. [...] questa componente [...]. Il pu[...]
[...]]. Ha prima accennato alla [...]. Anche il recupero dei luoghi, [...] può [...] la strada, sia nella [...] sia nella [...] funzione di via dove si [...] è stata molto importante? «Certo. Poi la strada intorno [...] cambiata anche la composizione del gruppo. Ma è rimasto il [...] e [...]. Che ora è diventato [...]. /// [...] /// Crede che le posse abbiano [...] «Come esiste [...] tra la [...] e lo slogan, esiste anche [...] la [...] e il [...]. Credo anzi che ci sia [...] continuità tra [...] slogan e [...]