Brano: [...]o [...] Coro [...] da apprezzare [...] la traduzione del testo, [...] Guido Paduano, punteggiata di scorrevoli endecasillabi. Calorosi e unanimi i [...]. E invece no. Sul palcoscenico del Teatro Grassi, [...] è il Piccolo di via Rovello, va [...] Il Grigio, testo che, scritto a quattro mani [...] Sandro Luporini nel 1988, segnò per il signor G. Oggi, che Gaber se [...] poco più di un anno fa e [...] prodotto dal Piccolo è un omaggio a [...] sono sempre quelli di allora Carlo [...] Capelli al pianofort[...]
[...]ber. Ma subito prende strade [...] itinerario personale che, partito da [...] riflessione su se stessi [...] si trasforma via via in invettiva, in [...] in una solitudine più volte annunciata, in [...] massacro di «tranquilla» ovvietà quotidiana. Il Grigio racconta di [...] di un topo, ma Mickey Mouse non [...]. [...] è solo, [...] trasloco, anche se nella [...] vita e nelle sue telefonate [...] sono ex mogli ed ex compagne, figli riconosciuti e [...]. Il Grigio, però, non [...] un topo che scende lungo i tubi [...] «altro» misterioso, intelligente e [...]. Un altro che, con il [...] corpo grigio, la [...] coda nuda e prensile, diventa [...] suo doppio, uno specchio pauroso nel quale [...] qualcuno da eliminare (magari con [...] fallimentare, di Tobia, il gatto [...] figlio) da mummificare, ma anche [...] presenza viva della vita del [...]. [...]
[...]on [...] fallimentare, di Tobia, il gatto [...] figlio) da mummificare, ma anche [...] presenza viva della vita del [...]. Una lotta che coinvolge [...] a guardarsi dentro per accorgersi che essere [...] poi detto che sia meglio che essere [...]. Il Grigio di Gaber e Luporini nasceva da una scommessa che il [...] aveva fatto con se stesso: [...] limite delle sue logorroiche riflessioni, [...] paure, tic. Così Il Grigio è, allo [...] tempo, [...] morale e uno zibaldone pessimistico, [...] metafora del grigio della nostra esistenza dove trionfa la [...] presenza della televisione, [...] conformistica piattezza di [...] dove il [...] rischia di essere una piccola [...] di vita comune a molti, il rodimento interno che [...] viene da tutta la volgarità che [...]
[...].] sensibilità e ha saputo [...] e intelligenza uno spazio scenico e interpretativo [...] con il suo interprete con cui collabora [...] del quale Fausto Russo Alesi ha «acchiappato» [...] per la coda. Lo spazio è una [...] specie di cubo riflettente grigio che una [...] rende, allo stesso tempo, vicino e lontano [...] trasformato (dalla regista, dallo scenografo Daniele [...] e dalle luci di Claudio De Pace), in un vero e proprio teatro mentale [...] la luce, abitato dagli inquietanti fantasmi di [...[...]