Brano: Gli esempi non mancano. Nella lunga storia afroamericana [...] diversi: Mercer Ellington, il figlio del grande Duke, [...] mai arrivato ai vertici espressivi del padre; [...] Thelonious Monk è un buon batterista, ma [...] Ravi Coltrane è un bravo sassofonista, lontano [...] cosmica del padre; lo stesso vale per [...] Gil Evans, che, fra [...] porta anche un [...]
[...] [...] sarà perché sono condizionati dal peso di [...] geni, sarà perché la gente si aspetta [...] o sarà per qualche recondito motivo che [...] Freud potrebbe spiegare, hanno qualche «problema». Vi includiamo anche il [...] Antonio Carlos Jobim, il grande compositore brasiliano scomparso [...] di bellissime ed intramontabili melodie, che hanno [...] al linguaggio afroamericano e che hanno dato [...] ad una musica, quella brasiliana, che prima [...] confinata negli angoli [...] musicale. Paulo Jobim, [...]
[...]che differenza, sono [...] con cui la discografia mondiale lottava [...] degli anni Ottanta, ma [...] cambiò tutti gli scenari: un nuovo supporto [...] pubblicizzare, migliorare continuamente è il vero toccasana [...]. E proprio ora, il [...] con la Grande Rete è ancora in [...] incertezze e dubbi, rinvigorito da improvvisi slanci [...] altrettanto improvvise prudenze. Una cosa è certa: [...] i prossimi [...] anni, non ci sarà [...] musicale a diffusione di massa, e questo [...] di lunga durata. Non c[...]
[...]igorito da improvvisi slanci [...] altrettanto improvvise prudenze. Una cosa è certa: [...] i prossimi [...] anni, non ci sarà [...] musicale a diffusione di massa, e questo [...] di lunga durata. Non ci sono solo [...] nè tutto si può risolvere nel grande [...] padroni della musica. Il caso [...] è illuminante anche per [...] versante, più squisitamente artistico, che [...] i gusti dei consumatori. Come ha imparato a [...] il gruppo irlandese non fa soltanto un [...] su un grande progetto planetario (come fanno [...] Michael Jackson, come hanno fatto i Beatles [...]. [...] eccetera, mettendo in moto [...] mercato multimediale. [...] una pratica spettacolare che richiede [...] di pensiero e tempi brevi. Intanto, il target, [.[...]
[...] [...] dei dischi, si fa [...] meno prevedibile. La proliferazione di generi [...] proprio per diversificare il [...] modo che tenda a diminuire il consumatore [...] da tanti consumatori di nicchia. In più, il fattore [...] velocizzato anche lui: un grande gruppo che [...] suo pubblico per [...] anni non è poi [...] intatto con i soldi [...] a comprare il disco. In soldoni, il solito [...] tenta di rinnovare il suo target. Non è detto che [...] cinque anni fa avrebbero fatto follie per [...] siano dis[...]
[...]ollie per [...] siano disposti a [...] anche oggi. E i giovani, i [...] dovrebbero arrivare a sostituire quelli che se [...] non possono aspettare scadenze quinquennali per avere [...] disco del loro gruppo preferito. Tutto si velocizza, [...] della Grande Rete, e [...] un disco e [...] son un lusso che [...] può permettere. Per questo anche per [...] di «Pop» sono sezionate al microscopio: si [...] lì dentro, come fanno i maghi coi [...] un futuro possibile per il [...]. Roberto Giallo Nei primi [...[...]
[...]...] fu [...] della bossa [...] che [...] jazz grazie a Stan Getz, Charlie Byrd, Jobim, Gilberto [...] molti altri. Sonny Rollins, in quegli [...] oltre: non solo bossa [...] ma anche [...]. Nacque questa storica incisione [...] possono ascoltare il grande Candido [...] alle [...] e ai bongos, un [...] Jim Hall in splendida forma e Ben Riley [...]. La musica è viva, [...] fa muovere. Era uno dei periodi [...] di Rollins. Uno di questi è Mauro Negri, [...] qualche anno tra i più ispirati giovani [...].[...]