Brano: [...] i bambini e perfino scrivono [...]. Ma va là, dicevano [...]. Meglio un assegno per tirare [...] una mensa in centro. Una brava assistente sociale. Oppure il manicomio, proprio [...] ci stava più con la testa. Sembrava uno scherzo, ma [...] «Piazza Grande», il giornale dei senza casa [...] libera in tutta la città, è diventato [...] in tutto il Paese. Come a Parigi, dove [...] il Macadam Journal, o a Londra dove «The Big [...] permette di campare a [...] ed è anche è [...] un settimanale vero. Anche [...]
[...]Londra dove «The Big [...] permette di campare a [...] ed è anche è [...] un settimanale vero. Anche Bologna, prima in Italia, [...] suo giornale di strada. A ruota seguirono imitazioni, [...] Milano, [...] Firenze, a Padova. Tutti a chiamare Piazza Grande [...] come avevano fatto a mettere insieme trenta [...] scrivere un giornale. Era il dicembre del [...] Bologna il primo numero, e Massimo Zaccarelli [...] prima fila. Ad incazzarsi con [...] che non gli dava [...] con i giornalisti, soprattutto tel[...]
[...]gare ai bolognesi [...] dire per un povero chiedere, per una [...] cambio di [...]. Io ti do il [...] dai il suo prezzo. Senza elemosine, pietismi, pacche [...]. E se ti fa [...] nuove orizzonti, se [...] qualche dubbio, tanto meglio. Nasceva Piazza Grande e [...] mesi a 12. Roba da fare invidia [...] Carlino, [...] Repubblica, [...]. E adesso ci mancava [...] dei barboni. Sì, mancava il giornale [...] Bologna, e Massimo, non da solo ovviamente, [...]. Le prime riunioni carbonare [...] in via Marconi,[...]
[...]fare invidia [...] Carlino, [...] Repubblica, [...]. E adesso ci mancava [...] dei barboni. Sì, mancava il giornale [...] Bologna, e Massimo, non da solo ovviamente, [...]. Le prime riunioni carbonare [...] in via Marconi, poi [...] di via [...] (un grande riconoscimento, davvero). Si entrava alle otto [...] guardia giurata che ti guardava come se [...] «giù, al piano di sotto, in fondo [...]. Ed [...] la redazione: Tonino, Gigi, Fausto, Massimo, [...] Conte, il Fotografo, il Poeta, [...] lo Scrittore[...]
[...] il Fotografo, il Poeta, [...] lo Scrittore, il Rompiscatole, [...]. Che si fermavano dieci [...] per dire la loro. Anche gente che non gliene [...] niente del giornale dei barboni, che loro volevano una [...] una donna, un lavoro. E [...] di Piazza Grande, dei [...] rubriche sui ristoranti dove si mangiava bene [...] poco, tanto loro non avevano un soldo [...]. Però [...] curiosità, attenzione, qualche invidia. E la redazione funzionava: [...] commenti, articoli, collaboratori, poesie e racconti. E [[...]
[...]...] una dichiarazione sul giornale. Massimo, [...] senza casa che inizia [...] che [...] nella cooperazione sociale, che [...] giunte e amministratori, che riesce a dare [...] ne ha sempre avuta poca, pochissima. Ma che giornale doveva [...] Piazza Grande? A chi si doveva rivolgere? A chi [...] oggi, quando Massimo ormai da tempo ha [...] del mensile più povero della città? Chi [...] impegnando per questa grande scuola di giornalismo [...] ha già trovato delle risposte. E Piazza Grande continua [...] corsa per una informazione sempre più attenta [...] a chi vive di poche cose. Certo, nel decidere, non [...] meno di ricordare Massimo, e quel suo [...]. Quel suo modo di [...] come se dovesse combattere una battaglia. /// [...] /// I[...]
[...]tantissimi emarginati Nessuno ci credeva: invece per la prima volta i poveri [...] chiedere soldi in cambio di [...] senza elemosine [...] la storia BOLOGNA «Ha dato [...] agli altri, non pensava mai a se stesso. Se ne è andato [...] figli di Piazza Grande sgomenti e spaesati». Assunta [...] esponente [...] e membro della Consulta [...] Comune di Bologna, ricorda così Massimo Zaccarelli. Lo conobbe nel 1993, [...] Fausto Viviani, Paolo [...] e Stefano Girardi (morto [...] mezzo fa) andò al dormitorio [...]
[...] andò al dormitorio [...] per cercare di coinvolgere [...] di un giornale fatto da loro. Dormiva lì da qualche [...] contrasti con la famiglia. [...] del giornale gli piacque subito, [...] si offrì a [...] 7 giorni su 7». Il successo che ebbe Piazza Grande [...] fece capire di [...] intrapreso la strada giusta, [...] altri di fondare [...] prima, la cooperativa [...] poi. Lo colpì molto il [...] uso nel sindacato, le continue assemblee, riunioni, [...] che era il modo giusto per portare [...]. Lui si [...]
[...]un lato andando a vivere negli appartamenti [...] dal Comune insieme alla [...] fidanzata, [...] recuperando i rapporti con [...]. Credeva molto in questo [...] nel rispetto delle diversità di tutti, [...] reale dei bisogni». Oggi i ragazzi di [...] Grande [...] piangono, «si chiedono come faranno senza di [...]. Sono e siamo tutti [...] persona con tale vitalità, con tanta fede [...] potesse risalire la china, sia morto così [...]. Del resto era uno che [...] pensava mai a se stesso, diceva che non a[...]
[...]eseranno il suo percorso [...] la [...] determinazione, più forte di [...] tenacia tipica di chi sa di essere [...]. Peserà soprattutto la lucidità [...] in grado di far valere con qualsiasi [...]. Massimo è stato [...] e il corpo della [...] Piazza Grande. Anche se ormai da [...] della vita di strada era stata superato, [...] vista gli era rimasto dentro, diventando parte [...] Dna. Per questo, la [...] battaglia ha riguardato il [...] della persona, [...] per misurarsi infine con [...] rappresentanz[...]
[...]to è [...] innovativo che [...] di Massimo ha saputo realizzare: [...] povertà oggi ha una [...] rappresentanza diretta nella vita politica [...] città. Questo anche il punto [...] con il mondo sindacale e con la [...] particolare. Non a caso Piazza Grande [...] da [...] della Camera del lavoro, [...] mai fatto la strada che ha percorso [...] senza «i barboni» della città e senza Massimo [...]. Tutto quello che a Bologna [...] fatto nella battaglia contro la povertà estrema [...] nasce comunque attorn[...]
[...]...] della Camera del lavoro, [...] mai fatto la strada che ha percorso [...] senza «i barboni» della città e senza Massimo [...]. Tutto quello che a Bologna [...] fatto nella battaglia contro la povertà estrema [...] nasce comunque attorno a Piazza Grande e [...] stretto rapporto di vari soggetti, dal sindacato [...] al terzo settore. Massimo ha promosso e partecipato [...] prima linea [...] e alla gestione delle strutture [...] per i senza fissa dimora, a partire [...] di via Ranzani, [...] del sost[...]
[...]promosso e partecipato [...] prima linea [...] e alla gestione delle strutture [...] per i senza fissa dimora, a partire [...] di via Ranzani, [...] del sostegno mobile, al progetto [...] «avvocati di strada». La capacità di rappresentanza di Piazza Grande era stata sancita con [...] di Massimo a presidente della Consulta contro [...] sociale. Sono convinto che, con [...] avremmo fatto tutti un bel cammino, utile [...] esclusi e a chi prova a [...]. Anche allo stesso Comune, [...] Consulta è espressio[...]
[...][...] notturno per senza fissa dimora di via Lombardia, [...] di vita che ci lascia Massimo. BOLOGNA «Un carissimo amico e [...] persona insostituibile». Così Piero Stefani, presidente [...] «Mosaico [...] solidarietà» che gestisce, insieme a Piazza Grande, [...] Rupe, [...] e altre il dormitorio [...] Carracci a Bologna, definisce Massimo Zaccarelli, che del [...]. Stefani ha lavorato con Massimo [...] fianco sin dal 1999: «È stato e [...] un punto di riferimento fondamentale per [...] del disagio in[...]
[...] di rapporti con altre realtà, era [...] perché era capace di uscire dal proprio [...] steccati per raggiungere [...]. Al [...] il merito del successo della Consulta è suo». Chi Massimo lo conosceva [...] Antonino Palaia, attuale direttore di Piazza Grande, che [...] un breve ricordo: «Con Massimo scompare un [...] una grande figura [...] della cooperativa». Dal mondo politico arriva [...] capogruppo dei [...] in Consiglio comunale, Davide Ferrari. Piazza Grande è una esperienza [...] perché si basa sulla dignità [...] del povero, [...] non solo [...] di chi sta meglio. Esprimo a tutta la [...] famiglia il nostro cordoglio, alla [...] Marisa Bovina, una carissima nostra compagna». Dal mondo sindacale arriva[...]
[...]te diverse iniziative. Tutte con [...] obiettivo: dare una risposta vera, [...] sui bisogni delle persone, [...] sociale. Offrendo qualcosa in più di [...] coperta e un panino. [...] del 1994, pochi mesi [...] del giornale, vede la luce [...] Piazza Grande, un insieme [...] progettazione e di [...] per [...] dei diritti delle persone [...]. Fin dal 1994 Piazza Grande, [...] gestire [...] giornale, ha promosso progetti [...] attività lavorative autogestite «come risposta al modello [...] competitività e del mercato, dando voce ai [...] per combattere ogni forma di assistenzialismo, per [...] vera giustizia social[...]
[...]lo [...] competitività e del mercato, dando voce ai [...] per combattere ogni forma di assistenzialismo, per [...] vera giustizia sociale». [...] che nel 1997 le [...] i contributi della Comunità europea e di [...] «Fare mondi: le Officine di Piazza Grande», [...] «il diritto al riconoscimento sociale delle persone [...]. Fu [...] talmente stimolante che «da [...] Assunta [...] della [...] i ragazzi capirono di [...] un lavoro vero, continuativo, e diedero vita [...] La Strada». [...] della cooperativ[...]