Brano: [...]lle [...]. Il nonno paterno era [...] scambi con Roma, con la Capitale, erano [...]. Era una famiglia [...] intellettuali di idee liberali. Sette figli, cinque maschi [...]. Il nonno teneva molto [...]. E questi figli ebbero tutti [...] riuscita. Il grande, Angelo, fu [...] Finanze, Giuseppe fu professore di Economia Politica nonché Rettore [...] Catania; un altro ancora, Quirino, fu fisico [...] direttore a Bologna [...] di Fisica [...] e il più giovane, [...] ingegnere e architetto. A lui si debbon[...]
[...]nica di Catania. Eravamo cinque fratelli e [...] tre maschi tutti di fila, poi dopo [...] sono arrivata io. A scuola si andava a Roma, non [...] dubbi. I maschi erano tutti [...] di Roma, in piazza [...] Cinquecento, [...] dei gesuiti, e mia sorella grande al [...] Trinità dei Monti. Io per qualche anno [...] Catania con papà, la nonna e ovviamente la [...] veniva a Roma a trovare i suoi [...]. Quando i ragazzi finirono, [...] mamma pensò, come è ambizione di molti [...] nelle grandi città del continente, Roma o Milano. Toccò a Roma e [...]. Mio fratello Ettore era [...] dei fratelli, quindi il più vicino a [...]. Ma [...] otto anni di differenza. Mio padre venne al Ministero [...] al Ministero delle Comunicazioni. Poi dovette [...]
[...] [...] per esempio, con mio nipote [...] libri ad alta voce». Questo le sorelle, il [...]. E i fratelli? E Ettore? «Mio [...] Ettore aveva già da [...] ma anche nelle altre [...]. Fra lui e gli altri [...] uno scambio culturale intenso. Mio fratello grande, Salvatore, [...] il nonno si interessava molto di filosofia, [...]. Luciano ed Ettore invece [...] Ettore poi passò a Fisica, in un anno [...] esami. Tra di loro [...]. [...] grande Ettore discuteva molto [...] esempio di Schopenhauer, Nietzsche, oppure di letteratura. Salvatore era ingordo di [...] patito di [...]. /// [...] /// [...] di tutte le tragedie di Shakespeare che [...] divorai molto giovane». Musica e pittura, assi[...]
[...]i Schopenhauer, Nietzsche, oppure di letteratura. Salvatore era ingordo di [...] patito di [...]. /// [...] /// [...] di tutte le tragedie di Shakespeare che [...] divorai molto giovane». Musica e pittura, assieme [...] punteggiato la vita di questa grande famiglia. Accompagnava mio padre, che aveva [...] discreta voce. Molto amore per il [...]. Mia madre aveva tutti [...] Puccini e Bizet. Anche Ettore suonava, a [...]. Tutti i fratelli studiarono [...]. Non erano particolarmente portati, [...] Ettor[...]
[...][...] le moltiplicazioni in un attimo. Era una cosa che [...] e che faceva molto piacere, e basta». Quando arrivò la scelta [...] fisico? Come ho detto, i due ragazzi, Luciano [...] Ettore [...] fecero Ingegneria insieme. Erano quegli gli anni [...] grande Orso Corbino aveva fondato la scuola [...] Fisica Teorica, che allora era più che altro [...]. Negli anni Trenta la [...] più piede e allora gli allievi migliori [...] a Fisica. Ettore fu uno di [...]. In un anno lui [...] esami necessari. Poi freq[...]
[...] va [...] insegnare [...] di Napoli e lì fa [...] prolusione. Che cosa accade? «Noi [...] la famiglia andammo, come era giusto che [...] questa prolusione, che fu bellissima. Non verteva solo su [...] fisica teorica, ma spaziava anche in campo [...] grande apertura mentale. Mi colpì moltissimo, ero [...] pensavo fra me: come parla bene. Andò benissimo, [...] molta gente. Noi poi ripartimmo e [...] Roma». Poi venne la crisi, [...]. E quella decisione di [...] Palermo. E di non tornare. Lo so, lo ha [.[...]
[...]] gennaio del 1938. Due mesi e [...] dopo, il 25 marzo, alle [...]. Prima ha fatto in [...] due lettere in cui annuncia alla famiglia [...] di Fisica, [...] suicidarsi. Ma la mattina successiva, [...]. [...] Carrelli un [...] di Napoli. Quindi [...] Grand Hotel Sole scrive, sempre [...] Carrelli, una lettera in cui sostiene che «il mare [...] ha rifiutato». Alla Tirrenia risulta che [...] 27 marzo, si imbarca sul Postale da Palermo [...] Napoli. Da quel momento, di Ettore [...]. La scomparsa, così te[...]