Brano: [...]e dritto «ad una [...] economica profonda, ad [...] della disoccupazione, ad una crisi [...] senza precedenti, ad una febbre inflazionista, [...] di tutti, a tensioni sociali [...]. Risponde Jean Marie Le Pen, [...] sé alla terza persona: «Vedere il grande [...] Le Pen non ha niente di disonorante, [...]. Non perde un colpo, [...] Fronte nazionale. Non appena vede la possibilità [...] parlare [...] più popolare parte in quarta, [...] non lo ferma più nessuno. Campione [...] lo è sicuramente: difende[...]
[...]amente preoccupante, si assume una [...] storica». Gli altri socialisti, da Martine Aubry [...] Laurent Fabius, non hanno più alcuna esitazione [...]. Nessuno parla più di [...]. [...] come «unica scelta repubblicana». [...] del capo [...] sfida «il grande padronato [...] e fa appello ai «piccoli». Studenti in piazza [...] Il presidente degli imprenditori lancia [...] il programma del Fronte nazionale porterà il paese ad [...] regressione economica [...] La confindustria francese contro Le Pen Gli i[...]
[...] della [...] Saint Denis ha ottenuto [...]. Ha influito anche la [...] «Certamente, ha presentato sedici candidati, cosa assurda [...] nuova: già nel 1936 Léon Blum in La [...] sosteneva che il sistema dei partiti in Francia [...] che non esistevano grandi partiti organizzati che [...] maggioranza, come avviene in Gran Bretagna, in Germania, [...] nord. Non vedo [...] di un partito dei verdi, [...] esempio, anche se difendono una causa apprezzabile, quella della [...]. Lo stesso discorso vale per [...] destra: [...] non riesce ad avere un [...] partito conservator[...]
[...]chi punti di riferimento, come [...] la laicità, il repubblicanesimo o il marxismo; [...] i realisti, i conservatori, i cattolici; nei [...] destra e sinistra si sono opposte [...] sulle 35 ore, sul [...]. In «La febbre francese» [...] in esame otto grandi crisi, dalla Comune [...] otto accessi di «febbre politica» che hanno [...]. Ritiene ora che si [...] grande crisi? «Direi di no. Avevo identificato i momenti [...] in discussione le istituzioni, la Costituzione, che [...] crisi di coscienza. Ora si tratta di [...]. Mi sembra soltanto insolito [...] eliminato il rappresentante della sinistra. Ma il [...][...]
[...] contestazione anche inedita delle storiche diffidenze degli «isolani» nei [...] europea. Prodi ricorda il recente [...] Tony [...] quando il premier laburista [...] non [...] preso parte, sin [...] al progetto europeo è [...] interessi stessi della Gran Bretagna». Eppure a Prodi sembra non [...] ben cosciente che la partita per [...] di Londra [...] è tutta da giocare. Prodi esalta [...] della politica estera comune [...] i britannici a non leggere le innovazioni [...] linguaggio». Li invita a fare[...]
[...]gni paese [...] di «fare da solo». I britannici vogliono stare [...] americani? A parte il fatto che «non [...] Prodi rassicura [...] e dirigenti [...] «Siate certi che ogni [...] ha nulla contro gli Stati Uniti. E un vostro impegno [...] voce della Gran Bretagna dentro [...] e nel mondo intero». Prodi contesta, in terra inglese, [...] che qualcuno stia edificando una sorta di super Stato [...] Europa. Parla ai britannici ma [...]. Né [...] né stare da soli. Venezia fu grande, ricorda [...] crocevia potente, militare ed economico. Ma, alla prima globalizzazione, [...] scoperta [...] Venezia non si [...] alle altre città italiane [...] alcuni secoli. Attenzione, dunque, perché le [...] spariscono anche dai libri di stor[...]
[...][...] Venezia non si [...] alle altre città italiane [...] alcuni secoli. Attenzione, dunque, perché le [...] spariscono anche dai libri di storia». Il cancelliere tedesco, al [...] britannico, è uno che in Europa vuole [...] peso [...] il paese più grande [...]. Arriva da Prodi per [...] contrasti con la Commissione che sono andati [...] di sforamento del deficit, al contenzioso, appena [...] di Stato alle banche, sino alle sanzioni [...] Bruxelles [...] materia di industria automobilistica. La cen[...]