Brano: [...]schietta, dunque, [...] (2) scrive : « Cerebralità, [...] che è dramma tormento [...]. Il pensiero pensante, che [...] attraverso drammi contrasti lacerazioni continue e incessanti, [...] centro del mondo artistico: con Pirandello la [...] poesia ». Gramsci (3), che come critico [...] dell' [...]. Egli scrisse questo giudizio [...] :«Luigi Pirandello è un "ardito" del teatro. Le sue commedie sono [...] mano che scoppiano nei cervelli degli spettatori [...] di banalità, rovine di sentimenti, di pensiero[...]
[...]medie [...] pensiero astratto che tende a concretarsi sempre [...] quando riesce, dà frutti insoliti nel teatro [...] e [...] evidenza fantastica, mirabile ». I «Quaderni» ribadiscono che il [...] storico culturale [...] pirandelliana, come vista da Gramsci, [...] come ormai generalmente riconosciuto, è il contributo alla « [...] del basso [...] piccolo borghese e filisteo "e [...] mutato il gusto del pubblico" particolarmente [...] e [...] ». Fu nel marzo 1917 [...] Gramsci [...] una grande impressione da [...] in dialetto siciliano, rappresentato [...] Angelo Musco, commedia che gli parve «il prodotto migliore [...] Pirandello» fino a quel momento, scevro da [...] da artificio, opera di grande bellezza artistica [...][...]
[...][...] seconda sera organizzarono in [...] dei loro giovincelli (i «biancofiore» del tempo). Dal 1921, dopo i Sei Personaggi [...] cerca [...] a cui seguì [...] IV, cominciarono la fama [...] Pirandello [...] le diatribe dei critici. Nei « Quaderni » Gramsci [...] evidenza la grandissima importanza culturale di Pirandello [...] che è indicata nel brano già riportato, [...] Pirandello è qualificato « un ardito del teatro [...] al riconoscimento artistico, colloca la cosiddetta « [...] Pirandello nei suoi[...]
[...]ulturale di Pirandello [...] che è indicata nel brano già riportato, [...] Pirandello è qualificato « un ardito del teatro [...] al riconoscimento artistico, colloca la cosiddetta « [...] Pirandello nei suoi giusti limiti: i quali [...] angusti come Gramsci li proietta nel campo [...] cioè culturale ». Da [...] dei cattolici a Pirandello; di [...] la lotta particolarmente accanita [...] contro allorché la Compagnia di Marta Abba rappresentò (dal 7 dicembre 1929) il Lazzaro. Questo dramma appartiene [..[...]
[...]tà Cattolica, [...] Romano, le riviste di Monsignor [...] (che defini il materialismo [...] da tubo digerente »! La « Civiltà Cattolica [...] teatro pirandelliano un fiero articolo nel 1923. Ritornò alla carica più [...] dopo, al tempo di Lazzaro; e Gramsci [...] articolo del 5 aprile 1930, «Lazzaro, ossia [...] Pirandello ». [...] si rifà alle censure [...] ai violenti attacchi di un noto santone [...] voglio nominare, e definisce a maestro [...] e [...] » quello stesso Pirandello [...] come bravo cre[...]