Brano: [...]..] di [...] anni. [...] sotto [...] appariscente talvolta colore napoletano, non [...] potrebbero dare scrittori più diversi. Secondo una constatazione oggi [...] a quei tempi, di purtroppo illusivo progressismo. Ma che conferma il [...] italiana migliore di questi ultimi decenni: impegnata [...] quasi tutti gli scrittori definiti [...] neorealisti, [...] inadeguatezza, se non patente [...] fortunatissima etichetta. Sino al punto che, [...] di presenze, la categoria [...] Neorealismo [...] ridotta ormai ad un guscio vuoto: in [...] caso di Michele Prisco, t[...]
[...]rittori definiti [...] neorealisti, [...] inadeguatezza, se non patente [...] fortunatissima etichetta. Sino al punto che, [...] di presenze, la categoria [...] Neorealismo [...] ridotta ormai ad un guscio vuoto: in [...] caso di Michele Prisco, tra gli scrittori [...] è stato veramente emblematico: e sin da [...] equivoci. Eppure, gli otto racconti [...] Provincia addormentata, suo libro [...] (che, [...] profondamente riveduta del 1969, [...] quella scelta [...] al mondo della piccola [...] e per di più provinciale un mondo [...] ma velenosissime, corrosive , si tenevano già [..[...]
[...]a scelta [...] al mondo della piccola [...] e per di più provinciale un mondo [...] ma velenosissime, corrosive , si tenevano già [...] populista allora molto in voga, [...] resistenziale, e [...] letteratura documentaria che dovesse [...] diretta sugli eventi della guerra e della [...]. Non per niente, se [...] giuoco delle ascendenze, non dovremmo richiamarci [...] di certo [...] di ritorno, [...] Verga per altro frainteso [...] che è ravvisabile, lo dico per inciso, [...] sin troppo famoso come [...]
[...]dove le sue storie e i suoi [...] il lato opposto». Sicché, se molti di [...] troveranno a vivere [...] «bella giornata», tanto per [...] scintillante che il napoletano La Capria avrebbe [...] Ferito a morte (1961), non ne trarranno [...] al guazzabuglio del cuore, che rilutta, tenace, [...] e lussuria [...] paesaggio sfatto di luce, [...]. Ecco: «la penombra ci [...] sudario». Sono parole che si [...] libro [...] per temi e scrittura, [...] e cioè Le parole del silenzio (1981) [...] affidano una c[...]
[...] e scrittura, [...] e cioè Le parole del silenzio (1981) [...] affidano una chiave per rileggere unitariamente il [...] Prisco, almeno quanto alla [...] disposizione psicologica, che fu [...] frequentante, in ogni stagione della [...] vita creativa, gli stadi [...] quelli della penombra: poco importa che, via [...] suo compasso per così dire sociologico e [...]. In effetti, le pulsioni [...] personaggi arrivano sempre dal profondo (un profondo [...] né Freud, né la grande tradizione dei [...] sotto[...]
[...]ico e [...]. In effetti, le pulsioni [...] personaggi arrivano sempre dal profondo (un profondo [...] né Freud, né la grande tradizione dei [...] sottoposte ad uno [...] processo di cloroformizzazione, dentro [...] frustrate, ritrazioni, desideri sbagliati, ambizioni impotenti, scatti [...] di [...] del profondo» che ebbe, [...] Mario Pomilio, il più attrezzato testimone. Né sarà da sottovalutare, [...] autobiografia, il ruolo svolto dalla famiglia, il [...] chiarezza e della reticenza, [...] costitutiva: ma che rappresenta [...] tra [...] e gli altri, tra [...] socializzata (e del tutto ignara di sé) [...] appena interiorizzato, tra il soggetto che narra [...] raccontati. Se Prisco ha avuto [...] e linguaggio, si deve proprio alla spasmodica [...] punto di fusione narrativa, sperimentato a[...]
[...]to [...] delle opportune tecniche narrative. Ci si potrebbe chiedere, [...] Geno Pampaloni nel suo saggio più organico, Modelli [...] della prosa contemporanea (1987): «Ha amministrato bene [...] La domanda è [...] se pensiamo che, nonostante [...] egli ci appare, nella nostra società letteraria, [...] dal gusto forbito e [...] che viva appartato fuori città. Ciò equivale a dire, [...] letteratura, che ha semplificato la [...] complessità, ha smussato la [...] scandaglio, si è accontentato di darci le [...] drammatiche che la [...] fantasia suscitava dal buio, [...] con la distaccata eleganza che è una [...] i suoi possibili inferni». È difficile non convenire [...] soprattutto quando si pensa che Prisco ha [...] f[...]
[...] [...] con un non piccolo conflitto esistenziale: quello [...] e naturale accordo con [...] antica ed un obbligo [...] pressante, ad essere assolutamente moderno. Quel conflitto che lo ha [...] al conio [...] scrittura sempre [...] del sottile scandaglio, ma talvolta [...] ipercorretta, e [...] ipercorrettismo da vecchio e gentile [...] di provincia. Una scrittura sempre dimidiata [...] e il commento: che, in qualche caso, [...] risultati davvero interessanti, come quelli che si [...] romanzo come [...]
[...]o precipua [...] applicate, non al caso criminale, ma alla [...] magistrato, che rilegge, attraverso quel caso, la [...] matrimoniale. Si tratta di pagine [...] disposizione al commento incalzante, di cui parlò [...] Carlo Bo, trova forse la [...] migliore esemplificazione. Pagine dove domina, suggestivamente, un [...] di latente catastrofe: e che fanno di Prisco [...] dei più bei gialli psicologici [...] secondo Novecento italiano. Se, però, volessimo andare [...] meglio attesta questa oscillazione, se non dicotomia, [...] commento (un commento, si badi, che non [...] che fare con una qualche disposizione al [...] riferirci al libro (sarebbe difficile [...] romanzo) che lo scrittore [...] anni fa per [...] Rizzoli,[...]
[...]one, se non dicotomia, [...] commento (un commento, si badi, che non [...] che fare con una qualche disposizione al [...] riferirci al libro (sarebbe difficile [...] romanzo) che lo scrittore [...] anni fa per [...] Rizzoli, dal significativo titolo Gli [...]. È la storia [...] ritrovamento casuale: quello [...] dattiloscritto dimenticato, scritto dopo Gli [...] del vento (1950) e prima di Figli difficili (1954), [...] in mano a quasi [...] dalla [...] composizione. Prisco vi intercala delle [...] scritte dal più alto promontorio degli anni: [...] appunto, ma [...] che chiarificatrici (perché la [...] è chiarificatrice di niente). Non pensate a un [...] magari quella del metaromanzo. Si tratta, dentro un [...] bellissimo commiato dello scrittore [...] ma anche [...] straziante con[...]
[...]uane. Quella su [...] de [...] a Ginevra, dove ho imparato [...] capitalismo selvaggio vedendo sparire una dopo [...] le vecchie bellissime case. Tutte le finestre [...] tra un lago o [...] un letto disfatto. Mentre scrivo, guardo con [...] gialle degli ippocastani, e tra qualche giorno [...] riflesso nel vetro sullo sfondo del cimitero [...] e quello più metropolitano [...] con Boulevard [...]. Ma le finestre sono [...] anche da fuori. Non ho mai cessato di [...] e sognare vite scorgendo un lampad[...]
[...]on Boulevard [...]. Ma le finestre sono [...] anche da fuori. Non ho mai cessato di [...] e sognare vite scorgendo un lampadario, un pezzo di [...] una libreria colorata, perfino i lampi azzurri di una [...] accesa. Provo un languore erotico [...] degli edifici più poveri, quelli che si [...] del treno [...] delle città, o dai [...] come un desiderio inconscio di clandestinità. Le finestre raccontano storie [...] di morte, matrimoni di sguardi. È una di queste storie [...] vorrei raccontare. La dic[...]
[...]hiera di lui [...] e paura, lei risponde fermati, e lui [...] requie sotto la finestra di lei, addossato [...]. Continuano a guardarsi come [...] parla. Finché lui si lascia [...]. Più tardi saprà. /// [...] /// Urla e strepiti erano [...] tabaccaio gli ha sparato alla schiena e [...]. Fu sola a [...] riparo, sguardo (shelter [...] the [...] cantava Bob Dylan). /// [...] /// Ha testimoniato le violenze, [...] soccorso. I giornali ne hanno [...]. I negozianti hanno raccolto [...] delle armi. Lei ha [...]
[...] [...] e di un ultimo respiro, «senza trionfo [...] poliziesca, / sotto [...] cui ti sei appoggiato / [...] un ultimo atto [...]. Non è vero che [...] è essere separati dal mondo. Era assolutamente lucido e [...] in condizioni discrete, circondato dagli affetti familiari». I funerali si [...] stamane alle 11 nella chiesa [...] San Luigi a Posillipo a carico [...] comunale e con [...] del sindaco Rosa Russo [...]. Michele Prisco aveva 83 [...] a Torre Annunziata nel 1920, e viveva [...] Napoli. Nume[...]
[...].] stamane alle 11 nella chiesa [...] San Luigi a Posillipo a carico [...] comunale e con [...] del sindaco Rosa Russo [...]. Michele Prisco aveva 83 [...] a Torre Annunziata nel 1920, e viveva [...] Napoli. Numerose le opere pubblicate [...] fine degli anni Quaranta, da «La provincia [...] «Gli eredi del vento» (1950), a «Figli [...] «La dama di piazza (1961), fino ai più [...] «Le [...] del silenzio» (1981), «Lo specchio cieco 1984), «I [...] conchiglia» (1989), «Il pellicano di pietra» (1996). Ha vinto numerosi premi, [...] lo Strega nel 1966, il Fiuggi Una [...] cultura nel 1985 e il Premio Selezione Campiello [...]. Le sue opere, pubblicate [...] Italia [...] Rizzoli, sono tradotte nei principa[...]
[...]ttuali e politici. Tra [...] quello del sindaco Iervolino, del [...] della Regione Campania, Antonio [...] del deputato dei [...] Vincenzo Siniscalchi, [...] Italo Bocchino di An e [...] sottosegretari [...] Antonio Martusciello di Forza Italia. Tra gli scrittori e [...] Luciano De Crescenzo, Antonio Ghirelli, Antonio Spinosa, Diego De Silva [...] Vittorio Paliotti. Così come vivo dolore [...] Piero [...] che di recente aveva [...] di Prisco sotto il titolo «La pietra [...]. /// [...] /// Così come[...]