Brano: [...]de sanguinose [...] massacrati o feriti a raffiche di mitra [...] stati assolti, si chiamano Maurizio Carella e Vittorio [...]. Dopo la lettura della [...] «Finalmente è stata fatta giustizia. Ma siamo stati tre [...] innocenti». Un terzo, Pietro Lo Giudice, [...] condannato a undici anni. Il quarto, [...] dei fatti minorenne, Consolato Villani, [...] sparato le raffiche che [...] carabinieri, è a piede libero, per complicate [...] inestricabili cavilli, in attesa di venire giudicato [...] minori. La C[...]
[...]abili cavilli, in attesa di venire giudicato [...] minori. La Corte, dopo cinque [...] Camera di consiglio, ha giudicato infondate le accuse [...] Carella [...] e non ha preso [...] richiesta di ergastolo contro di loro. Il pentito invece è [...] Lo Giudice. Per la prima volta, [...] un processo rigetta come inconsistenti e inaffidabili [...] un pentito. [...] da aspettarsi [...] ondata di polemiche tra [...] la sentenza è figlia del clima di [...] pentitismo e quanti diranno invece che finalmente [...[...]
[...]agali, colpevole di [...] facilitato il recupero [...] della cosca. Le intercettazioni telefoniche e [...] portarono a un giovane, Giovanni Calabrò [...] alla fine, rivelò di [...] visto fuggire dal punto [...] agguati, Consolato Villani e Pietro Lo Giudice, [...]. I due sono zio [...] parte della «famiglia» dei Lo Giudice, clan [...] del Reggino. Dalle indagini venne un [...]. Del commando aveva fatto [...] fratello di Giovanni, Giuseppe, il quale, una [...] il fosso diventando collaboratore di giustizia. Un [...] preciso, secondo la procura. Fece ritrovare il mitra [...]
[...].] primo sul luogo del delitto del giornalista [...] Op Da Sica un muro di «non ricordo» [...]. Ci hanno provato più di [...] volta gli avvocati, ma il presidente della Corte [...] li ha sempre bloccati. Niente da fare, il [...] Domenico Sica, primo giudice ad indagare [...] di Carmine [...] di quel caso, di [...] non può e non deve parlare: il [...] vieta. E così nessuno saprà mai [...] sostituto procuratore della Repubblica di Roma Sica lasciò per anni in una scrivania [...] del presunto assassino de[...]
[...]depositario di una lettera di [...] ministro [...]. Lettera che testimoniava il [...] quantomeno dalla corrente democristiana di [...]. Per quella lettera successe [...] in Parlamento. Ancora oggi Rosita [...] ricorda con amarezza [...] con Sica, il giudice [...] disprezzava [...] e la figura del [...] non aveva alcun interesse a scoprire mandanti [...]. Ed ancora oggi la [...] spiegarsi perché Sica aspettò quasi due anni [...] non certo per sapere da lei cose [...] morte del fratello, ma soltanto per [...]