Brano: [...]Per salire al loggione [...] Scala [...] per sentire al Lirico la Fitzgerald toccava [...] e però quanta gente interessante si incontrava [...] Milano [...] anni [...] la Milano della Scala [...] Ghiringhelli, [...] Piccolo di Grassi e Strehler, del Giorno [...] Baldacci [...] poi di Pietra, di riviste come Comunità, [...] Casa [...] Cultura, in seguito del Club Turati. Lì maturò la mia [...] provincia, con studi universitari (più politica e [...] in realtà) a Pavia e casa a Voghera [...] intensamente[...]
[...].] e insieme rigorosa, umile nel [...] (anche a me [...] se quel tal dato o [...] andassero bene. Fu lei a consigliarmi [...] Milano allorché mi trovai (grande fortuna, lo [...] scegliere fra [...] a Roma, in Via Po, [...] Espresso e il tirocinio al Giorno dove era [...] Italo Pietra il quale mi offriva di entrare alla [...] prima in Italia). Con Arrigo Benedetti tuttavia [...] rapporti. [...] di no non era [...] del Giorno che leggevo [...] uscita e la personalità di Pietra mi [...] forte. Al telefono il [...] mi aveva detto con [...] temperata [...] che gli era rimasta [...] d'anni passati fra il militare (Etiopia, Albania, Nord Africa) [...] il [...] nel suo Oltrepò[...]
[...].] sindacale e scelto il [...] italiana del giovane Livio Garzanti, [...] Corriere della Sera, da free lance in [...] mondo, con conoscenze personali [...] e nel Terzo Mondo: [...] a Willy Brandt, da Ben [...] a Indira Gandhi, da Ben Bella [...]. Un giorno del 1958, [...] lì, Bernardo Valli già al Giorno e Guido [...] inviato [...] giunti sui monti della [...] al comando del Fronte [...] Liberazione [...] spinsero la porta e videro lui, «Edoardo», [...] una carta geografica spiegava agli astanti cosa [...] nella guerriglia. Durante la Resistenza gir[...]
[...] ne [...] eredità alcuni rari, sulla Federconsorzi che fu, [...] suo polemico cavallo di battaglia). Però dovevamo tenere sempre [...] mondiale, leggere a fondo almeno un settimanale [...] da lì quella misura ferocemente corta le [...] al più che al Giorno praticavamo. /// [...] /// Hai due dati? Ne [...]. Due aggettivi? Usa il [...]. E poi fatti capire, [...] è vecchio, prolisso, difficile. Bada bene, la chiarezza, [...]. Anzi, per la chiarezza, [...] Stendhal. Ti saluto». Quasi ogni giorno arrivavano [...] insieme alla solita mazzetta, anche alcuni giornali, [...] strani, mandati dal direttore, magari il periodico [...] con uno o più [...] matita, con la scritta imperativa: [...]. E toccava tradurre, spiegare, [...]. Lo stesso succede[...]
[...]olo Murialdi (con Pietra aveva diviso il [...] monti [...] il quale si alternava [...] comando oltre a sfornare le bellissime pagine [...] vennero lanciati Arbasino, Citati, Garboli, Manganelli e [...]. Pietra voleva in pagina [...] o una tabella al giorno e il [...] Massimo Fabbri, preso da mille faccende (eravamo in due), [...] un po' dovunque. [...] se Giuseppe Valieri era [...] lavori, toccava al giovane di bottega, un [...] e nero, con gli occhiali, dal segno [...] Tullio Pericoli. Il direttore a[...]
[...]a. /// [...] /// Poi di nuovo al Mulino. Non chiama nessuno». Chiamavano in pochi, Angelo Del Boca [...]. I suoi meriti sono [...] più tardi. Ebbe da Eugenio [...] conosciuto nella Resistenza, la [...] Messaggero, nel 1974. Volle con sé alcuni [...] Giorno: Gigi Fossati, Sergio Turone e me. Durò un solo anno. Nel giugno [...] subì un altro licenziamento politico, [...] da parte di [...] (e con lui ruppe, per [...]. Quando, [...] mi toccò la [...] stessa sorte, mi disse due [...] «Primo: non [...] male[...]
[...]..] insieme a Matteotti, Zagari [...] Vassalli. Lasciato il [...] dopo la rottura [...] sindacale, si dedicò al [...] italiana di Livio Garzanti, [...] «Corriere della Sera», e girando il mondo come [...]. Grande appassionato di economia, [...] del «Giorno», il quotidiano del presidente [...] Enrico Mattei, di cui [...]. Fedele ad una linea [...] avanzata e coraggiosa, si scontrò con i [...] la [...] uscita dal giornale nel [...]. Da Eugenio [...] conosciuto nella Resistenza, nel [...] direzione del «[...]