Brano: [...]durante [...] concerto al [...] di New York, nel [...]. Certo, la Garland non [...] Sinatra né i Beatles. E [...] può sembrare in questo [...] piccolo [...] se non si considera [...] platea odierna di questo mito [...] tempi, molto più degli [...] i gay. Specialmente i gay americani, [...] questa diva tragica e tormentata, un culto [...] in libri e film [...] tanto per [...] uno). La Garland aveva tutti [...] diventare [...] figlia di attori del [...] a calcare i palcoscenici prima ancora di [...] era finita sotto con[...]
[...] più [...] se si contano gli anni dei sentimenti, [...] divorano, e tutti i drammi che aveva [...] una dozzina di vite». Liz Taylor sì. E Marilyn Monroe? No. /// [...] /// Nel mondo fatato delle [...] quelle che possono aspirare a diventare un [...] gay, e quelle che non hanno davvero [...] non è semplice sintetizzare [...] che conferisce a queste [...] del divismo gay. [...] La vita tragica? Una favolosa [...] di vestiti? Ma queste cose le aveva anche Marilyn. È una forza della [...] la vita e intanto se la ride. Persino nel suo declino, [...] suo declino, è più che mai mutevole: [...] dalla clinica di Betty Ford[...]
[...]esa il [...] che dovrebbe ma ama ogni suo chilo, [...] la sfrontatezza di lanciare un profumo con [...] e grosso fondoschiena da diva». Insomma, [...] è non essere «vittime». Essere «vincenti». Per questo Madonna in America [...] un seguito [...] di gay e lesbiche, che [...] la [...] immagine di diva ambiziosa («blonde [...] titolava un suo show), in totale controllo del suo [...] della [...] sessualità, della [...] carriera. Così come Courtney Love, [...] anche lei [...] vincente: è sopravvissuta [...]
[...]icidio del [...] Kurt [...] il linciaggio dei media, [...] hollywoodiana e punk rocker [...] classifica, «cattiva ragazza» al [...] ogni possibilità di redenzione. E con un guardaroba [...] Prada e Versace in testa. Altre signore della canzone [...] gay contemporanee sono [...] Kim, linguacciuta rapper nera [...] attribuiti un passato da [...] e un arresto per [...] boutique di [...] ma che ora, a [...] dischi a milioni [...] è diventato plurimo disco [...] un linguaggio che fa arrossire anche i [.[...]
[...]i suoi colleghi. E poi Patti La Belle, Diana Ross, Bjork, Sinead [...]. Per non dire delle [...] Grace Jones, nata proprio come massima icona [...] postmoderna anni Ottanta, e Bette [...] simpatica e sguaiata, che [...] carriera cantando proprio nei gay bar [...]. E poi [...] della diva suprema: Maria Callas. Nessuna ha mai raggiunto le [...] vette, nessuna ha incarnato meglio di lei la regina [...] la [...] stessa vita è [...]. A lei, come a Joan Crawford [...] la più amata e [...] delle icone gay), si [...] il decalogo stabilito da Gay [...] «Devono avere grande capacità [...] fronte alla tragedia, essere più glamour di [...] Tiffany, con lampi di crudeltà ma un [...] senso del destino pari a quello di Napoleone, [...] una fame vorace, insaziabile, consumante, per la [...]. Ma nie[...]