Brano: [...]nt. Dietro i riferimenti a Papa [...] e al solidarismo internazionale, insomma, [...] ancora e sempre il cuore [...]. INCROCI FRANCO RELLA Catastrofi [...] Negli anni Settanta, con 11 saliere senza fondamenti [...] Crisi [...] ragione ( [...]. [...] Gargani aveva sottoposto a una [...] serrata i sistemi razionali [...] avevano elevato la [...] delle verità» contro tulio ciò [...] li eccedeva: la grande [...] che recintava le nostre condotte [...] e le nostre scelte eliche in una ipertrofia del [...] cl[...]
[...]elle verità» contro tulio ciò [...] li eccedeva: la grande [...] che recintava le nostre condotte [...] e le nostre scelte eliche in una ipertrofia del [...] clic ci rendeva cicchi di Ironie ai grandi coni [...] che le cose proiettano accanto a noi. Gargani aveva riconosciuto, con Nietzsche, [...] mondo vero era [...] una favola. Aveva riconosciuto con Goodman [...] versioni del mondo, che non si escludono: [...] Galileo, di Newton, ma anche quelle di Van Gogh [...] di Canaletto. Aveva infine riconosci[...]
[...]riconosciuto con Goodman [...] versioni del mondo, che non si escludono: [...] Galileo, di Newton, ma anche quelle di Van Gogh [...] di Canaletto. Aveva infine riconosciuto elle [...] più. Si trattava dunque di [...] scrittura alle cose e al mondo». Gargani lo ha fallo [...] serie di libri, di cui non sempre [...] stile. Mi convinceva la scella [...] che, come dice Gargani in questo suo [...] letteratura è il linguaggio che appartiene a [...] si sa, alla reverenza di ciò che [...]. Ma mi pareva che [...] questa «narrativa» dovessero essere i pensieri, [...] del pensiero, mentre mi [...] Gargani si muovesse verso il romanzo puro, ma [...] di esso. [...] libro chiarisce il senso della [...] scelte e si apre ad una nuova dimensione della [...] filosofica. La fine del mondo [...] Astata vissuta come catastrofe, ma (anche una [...]. Ci mette di[...]
[...]..] del mondo. Guardiamo la città e [...] la conosceremo mai. Questa fedeltà, questa «reverenza" [...] che ci sporge verso il loro e [...] è il compito del pensiero. Non c'é [...] uno più grande, perché [...] abbiamo la percezione del nostro [...] . Gargani ha amato Bernhard [...] talvolta la [...] scrittura ad un omaggio [...] a faccia che Bernhard ha proposto con [...]. Ma leggendo [...] libro, non ho pensato a Bernhard, ma a uno sc [...] «incora più grande, a [...] che oggi possiamo leggere in [...][...]
[...]sibili, lo hanno dunque accostato a [...] quel vuoto, che sta dentro «il bozzolo [...] e che é il mistero della cosa, [...] nuova [...] della cosa. C'é nella narrativa di [...] un senso del destino, [...] necessità [...] con il destino. Aldo Giorgio Gargani« Stili [...] Feltrinelli, [...]. Bernardi, Einaudi, [...]. [...] dello [...] finisce per girare un [...] anche se alle ostentazioni di cinismo spregiudicato [...] ossessioni funerarie ricorrenti, gli assilli del disincanto, [...] impotenza» da cui l[...]