Brano: [...]azione del Museo di Freud. Dopo [...] lasciato [...] Freud visse a Vienna lino [...] 1938 quando, [...] dì 82 anni, sì trasferì [...] Londra dopo [...] alla Germania nazista. /// [...] /// Giornalista e poeta, scomparso [...] dopo una lunga malattia Gambetti, un maestro [...] del [...] Fidia Gambetti è morto [...] e pochi se ne sono accorti. Perfino noi, che sapevamo [...] siamo stati colti di sorpresa. Potremmo dire che è [...] stessa discrezione e la stessa modestia con [...]. Ma non basterebbe certo [...] alla [...] figura di giornalista, sag[...]
[...]ta nella redazione milanese de [...] nel palazzo semidistrutto dalle [...] Cavour, dove aveva avuto sede in precedenza [...] d'Italia. Lavoravamo tutti in un [...] diroccato. I tavoli dei servizi [...] ed esteri stavano gli [...] accanto agli altri. Gambetti era ai primi. A me toccò subito [...] agli ordini di [...] amico e collaboratore di Vittorini, [...] critico letterario finissimo. Cominciò allora un lavoro [...] sarebbe diventato durevole amicizia. Eravamo in quella redazione [...] ventenni che ne[...]
[...], nella letteratura, [...] successivo mezzo secolo. Ricordo solo qualche nome; Gianni [...] Aldo Tortorella, Saverio Tutino, Franco Calamandrei, Marcello Venturi, Gianni Toti, Giorgio Cingoli, Tommaso Giglio, Salvatore Conoscente, Fabio Carpi. Fidia Gambetti era di [...] anziano di noi e aveva alle spalle [...] che faceva di lui una personalità per [...] e illuminante. Giovanissimo, negli anni 30, [...] fascismo, da lui letto in una [...] interpretazione di sinistra, e [...] a partire volontario in guer[...]
[...]o spesso, perché così [...] a impaginare il giornale [...] per gli interni, io per gli esteri. Si restava attorno ai [...] sino alle 4 del mattino e [...] tempo in quelle notti [...] vita passata e del [...]. Posso dire che anche [...] conversazioni Gambetti è stato per me un [...] che professionale. Il lavoro ci ha poi [...] poiché io partii assai presto [...] ma le tracce lasciate da [...] precoce consuetudine già [...] legame. Inchieste Come giornalista Gambetti [...] incarichi di prestigio. [...] poi inviato speciale de [...] Vie Nuove, dove ebbe [...] e felice collaborazione con Luigi Longo, [...] di Paese Sera. Ma io vorrei [...] ricordare soprattutto i [...] due libri perché, entrambi di [...] giornalis[...]
[...]ano oltre le 24 ore cui è [...] genere destinato il nostro lavoro di cronisti. Il primo fu [...] sul fascismo, che uscì [...] una lunghissima serie di servìzi, più tardi [...]. So quanti lavori importanti [...] scritti sullo stesso tema, ma [...] dì Gambetti non può [...] dimenticata; fu un primo tentativo, compiuto ancora [...] dopoguerra, di ricostruire la storia del ventennio [...] scrupolo necessario, tanto che a distanza di [...] presenta ancora motivi di interesse. Il secondo libro fu I [...] e i [...]
[...] interesse. Il secondo libro fu I [...] e i morti [...] (in una successiva edizione diventato Né vivi né morii). Anche sulla terribile vicenda [...] mandati a morire fra le nevi russe [...] accumulati ì racconti, Si traila spesso di [...]. Quella di Gambetti, elle [...] prime, ancor oggi non sfigura accanto alle [...]. Vi erano in quei [...] nel modo più essenziale, le qualità che [...] il lavoro dì Fidia Gambetti. Gli altri suoi libri Oli [...] scollano. La grande illusione, Dietro le [...] di Botteghe Oscure, Comunista perché come, Siberia [...] sono altrettanti anelli di una [...] autobiografìa. Anche le poesie che [...] fino [...] erano fogli di un [...].[...]