Brano: [...]iva ogni tanto nel [...] al lettore, per [...] capire che lo sapeva [...] quelle erano storie, da non essere prese [...] almeno da non essere prese sul serio [...] apparentemente dicevano. La foresta e il [...] Volendo [...] per la televisione [...] furioso il regista Luca Ronconi [...] trovato di fronte al problema di rendere [...] quella ironia che [...] aveva intercalata al suo [...] verbali. E ha avuto una trovata [...] nel suo punto di partenza, mi pare assai intelligente. Egli cioè ha fatto recit[...]
[...]i partenza, mi pare assai intelligente. Egli cioè ha fatto recitare [...] suoi attori e ha diretto i suoi scenografi secondo [...] principio che Brecht ha detto [...] e che ha teorizzato e [...] largamente [...] sue onere. Cosi, le tante scene [...] Furioso sono ambientate nella foresta o comunque in [...] televisiva di Ronconi si svolgono in un [...] palazzo patrizio rinascimentale, e solo un albero [...] angolo e un [...] di foglie gialle sul [...] lettore che si è in una foresta, [...] solito, non [[...]
[...][...] riempendo cosi i suoi [...] politici e [...] strumento dì battaglia politica; [...] ironia avvertiva il lettore [...] leggeva erano « corbellerie », ma intanto [...] messaggi, i soli che gli stessero veramente [...] Ronconi invece svuota [...] furioso e di quelle [...] quegli altri messaggi, sicché allo spettatore di [...] più nulla, tranne, [...] il gusto di uno [...] raffinato, ma fine a se stesso, spettacolo [...]. Questo discorso tende a [...] furioso era, per [...] seria. Se dovessi [...] in termini di linguaggio [...] che esso è un « universo immaginario [...] che è [...] nella quale l'autore, adoperando Io [...] immaginazione, condensò e rifletté organicamente la visione [...] e del suo tempo,[...]
[...]gruppo sociale [...] cioè del mondo cortigiano e patrizio del [...]. Una di quelle opere [...] il gruppo sociale egemone di una determinata [...] esprìme organicamente la propria visione del mondo, [...] sapremmo più pensare a quella età senza [...] furioso la nostra concezione [...] italiano sarebbe diversa e monca, come lo [...] Raffaello o Michelangelo. Però il Furioso non è [...] opera « naturalistica ». Voglio dire che, per [...] visione del mondo, [...] non rappresentò direttamente la [...] essa era, ma la rifletté, come in [...] specchi, nel mondo, lontano e perciò plasmabile [...] vecchie storie dei paladini [...]
[...]civiltà del [...] quel lontano favoloso mondo di armi e [...] cortesia e crudeltà, ne poteva dare [...] nello stesso tempo deformata [...] e « vera », e [...] dietro le apparenze effimere, [...] con le sue contraddizioni, le sue tensioni, [...]. Nel Furioso, allora, vi [...] Cinquecento delle corti italiane, con quello splendore, difficilmente [...] intelligenza, di cultura e di arte; ma [...] la coscienza della crisi italiana, ora che [...] scorrazzavano per la penisola e la conquistavano [...] ». E v[...]
[...]e distanza da [...]. A [...] « storicamente », quale [...] dovè essere per l'autore e per i [...] si rivolgeva (quella folla di signori, di [...] intellettuali che [...] immaginò [...] e [...] festa sul molo, come [...] da una lunga navigazione), il Furioso è [...] alla quale noi siamo [...] quale riconosciamo questa nostra età: [...] che pare essere tanto [...] più rivelatrice quanto più dice della disgregata [...] essere individuale e sociale, e quanto più [...] sue strutture formali, rotta, dissolta[...]
[...]uanto più dice della disgregata [...] essere individuale e sociale, e quanto più [...] sue strutture formali, rotta, dissolta, specchio della [...] impotenza, comunicazione [...] di comunicare, negazione del [...] arte. Lontano, dunque, da noi [...] Furioso, [...] lontano quel rinascimento di giganti di cui [...] specchio. Ed è naturale allora che [...] lo legge senza i sussidi necessari [...] filologia e della storia, se [...] legga a suo modo: uno spunto Ì a sognanti [...] di [...] (così ricordava Pa[...]
[...]chio. Ed è naturale allora che [...] lo legge senza i sussidi necessari [...] filologia e della storia, se [...] legga a suo modo: uno spunto Ì a sognanti [...] di [...] (così ricordava Pascoli, in una [...] famosa, lo sue letture adolescenziali del Furioso; così lo [...] letto tutti a una certa età); uno spunto, come [...] Luca Ronconi, a rifacimenti di un intellettualistico calligrafismo; una [...] per altri, a [...] in chiave psicanalitica (e si [...] immaginare facilmente che ne vien fuori! Ma [...[...]