Brano: [...]azione [...] come ha scritto [...] nel« Dizionario critico» . Ma a quel punto [...] in moto, sospinta da inneschi inarrestabili. Inevitabili Terrore e dittatura [...] No, [...] nulla è inevitabile nella storia. Ma [...] plausibili, e [...] in quella Francia che aveva [...] i ponti col passato, e che [...] la mancanza di un potere [...] con la volontà giacobina e [...] di una sovranità primitiva e [...] «regole». Inevitabile però, e destinata [...] ogni «democrazia selvatica», è la stessa «dittatura [..[...]
[...]orbona e storico [...] e [...]. [...] ha presieduto la Commissione per [...] celebrazione del bicentenario del 1789, e la [...] ricerca si è concentrata sui [...] della storia della mentalità e sulla rivoluzione francese. Ha pubblicato tra [...] «La Francia rivoluzionaria. La caduta della Monarchia», [...] «Breve storia della Rivoluzione [...] Laterza, [...] «La metamorfosi della festa, Provenza 17501820», Laterza, [...] per Laterza ha curato la raccolta [...] 1992. Nei «giacobini e il giacobinismo», [[...]
[...]el caso sappiano di quello [...]. Forse sarebbe il caso, [...] chi sono stati i giacobini. Per chi rispetta la [...] giacobino non evoca solo momenti estremi della [...] capirci i due anni del Terrore del [...]. Evoca, casomai, [...] politica che in Francia [...] meglio della Rivoluzione, quella parte della borghesia [...] soltanto al suo portafoglio ma era aperta [...] mossa da alti valori, attenta [...] della Francia». A discolpa dei non storici, [...] detto comunque, che [...] movimentato dei giacobini, tra scissioni [...] del club, non aiuta ad [...] una chiara visione. La svolta drammatica avvenne [...] dei girondini, che costituivano la parte più [...]. La d[...]
[...]ne [...] dei girondini, che costituivano la parte più [...]. La diaspora avvenne perché [...] movimento si rese conto di due cose. I girondini avevano voluto [...] i giacobini vedevano, invece, come un evento [...] radicalizzare la lotta politica in Francia. I girondini pensavano invece [...] in questo modo le tensioni interne nel [...]. Così non fu. Se fosse passata [...] delle riforme dei giacobini, [...] ciò sarebbe stato un punto a favore [...] della Rivoluzione francese. [...] divergenza era sosta[...]
[...]enza era sostanziale. I girondini miravano a una [...] sostituzione della classe dirigente, [...] alla borghesia, nella gestione dello [...]. I giacobini credevano invece [...] Rivoluzione, seguendo la strada delle riforme, dovesse trasformare [...] Francia secondo ideali di uguaglianza e giustizia sociale. Con il rousseauiano Robespierre [...] fecero». Insomma, il club dei [...] composto da pazzi sanguinari aggiunge Villari ma [...] cui studi erano maturati sul meglio della [...] Locke e Hume a Montes[...]