Brano: [...]Avvenne nel 1941. Il padre di Storace [...] strada, mi portò alla sede del Fascio [...]. Mi aveva legato alla [...]. Mario [...] deportato «in quattro campi [...] tutta la famiglia decimata. Parla con voce flebile, [...]. Ieri mattina era alla [...] Fosse Ardeatine, al fianco di Aldo Pavia, [...] nei campi di concentramento, madre partigiana, attuale [...] (Associazione nazionale ex deportati). Pavia, non appena ha [...] Francesco Storace fra le autorità, nel piazzale del Sacrario, [...] in segno di [...]
[...]ersonale: [...] di tanti anni fa con [...] picchiatore fascista. Al telefono, nel pomeriggio, [...] «Sono [...] in incandescenza, mi sono sentito venire meno. È vero che le colpe [...] padri non ricadono sui figli. Ma se al posto [...] Storace [...] fosse stato Fini non avrei avuto la [...]. Anche perché Fini ha riconosciuto [...] sbagli che hanno fatto, invece Storace non ha mai [...] una parola». A caldo [...] aveva affermato: «Storace non [...] offende la memoria dei poveri morti. Io sono stato 18[...]
[...]» arrivando a adombrare una [...] ad arte. Da parte loro, il Capo [...] Stato, il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il [...] Provincia, Enrico Gasbarra, hanno preso subito le distanze, [...] fuoco. E Veltroni: «Il presidente [...] Regione [...] alle Fosse Ardeatine [...] e i cittadini del Lazio. È stato giusto che [...] stata sbagliata la [...] assenza». I sentimenti vanno tenuti [...]. Non trasformiamo questa giornata in [...] giornata elettorale. Silenzio e memoria devono [...] oggi». Ma il momento[...]
[...]..] su «posizioni naziste, [...] revisioniste». Quanto [...] di contestazione a Storace, [...] conto della doppia faccia della medaglia: «Da [...] sentimento personale di un reduce che lo [...] il rovescio della medaglia: «Se [...] della Regione non fosse venuto, avremmo protestato [...] importante che i rappresentanti delle istituzioni siano [...] Fosse Ardeatine». Mario [...] spiega perché ieri ha [...] del Lazio alle Fosse Ardeatine. Sindaco e presidente della Provincia [...] «Doveva essere lì, come le altre istituzioni» «Il [...] Storace mi portò alla casa del Fascio e [...]. Ed infatti, per motivi [...] la partita è stata anticipata a sabato [...]. Oltre a ciò [...][...]
[...]cedente campagna per [...] ministro [...] Bianco fu messo in [...] storia della minaccia brigatista a Berlusconi e [...] ai [...] del Polo. Tanto che il leader [...] Casa [...] Libertà annunciò con enfasi la sospensione della [...]. Nemmeno il paese fosse [...] Beirut [...] anni Ottanta. [...] quel giochino funzionò. E chissà se qualcuno ha [...] di [...] adesso. In realtà, come detto, [...] nella [...] di qualsiasi campagna elettorale, [...] tensioni aumenta anche il livello di allerta [...]. Ma se [...]