Brano: LA DODICESIMA NOTTE In [...] Feste, il buffone alla corte di Olivia, sembrava [...] di un qualche senno: per come si [...] soprattutto per come le mandava a dire. E per quanto si [...] disinteresse da tutto quello che incrociava, sembrava [...] muovere le cose affinché finissero non [...]
[...]ente, quel che verrà [...] certo non è sicuro, e il ritardo non porta [...] e allora [...] cento volte dolcezza, perché la [...] è una stoffa che non dura. Alla fine, ad esempio, [...] di tre, quattro versi piuttosto tristi ma [...] dal buon vecchio Feste, appunto), [...] delle questioni sentimentali si [...] meglio. Voglio dire, due coppie [...] maschio con una femmina e una femmina [...] che era già parecchio viste le premesse, [...] lì troppo a sottilizzare su chi fosse [...] chi. Anzi, ne sarebbe[...]
[...]ria, la dama di compagnia della contessa, avrebbe [...] Sir Toby, il ciccione alcolista sempre ben disposto a [...]. Come dire: quel che [...]. Ce [...] per tutti. [...] avrebbe in effetti accusato [...] che Maria gli aveva fatto subire, ma [...] di Feste che ne era uscito. E alla fine il [...] fuori parecchio ridimensionato nella [...] spocchiosa e [...] presunzione, oltre che orrendamente [...] la fa [...] e difatti aveva preferito [...] la casa e la contessa, che oramai [...] marito e, forse, maga[...]
[...]one essenziale perché Sir Toby [...]. A dire il vero [...] Orsino, né Cesario o Viola, oppure Sebastian, [...] Maria, Sir Toby e neanche Sir Andrew [...] o la contessa Olivia [...] tutti, il suo maggiordomo [...] fossero disposti a riconoscere [...] Feste [...] qualche capacità di intervento nelle loro vite. Ma non erano state [...] in cui il buffone [...] emendato dei suoi peccati [...] una moneta, o piuttosto un sorriso, valso [...] buffone ma soprattutto il buon umore per [...] quanto mai pregiata[...]
[...] non erano state [...] in cui il buffone [...] emendato dei suoi peccati [...] una moneta, o piuttosto un sorriso, valso [...] buffone ma soprattutto il buon umore per [...] quanto mai pregiata di quei tempi). Così quando lei aveva [...] allontanare Feste, rapido come Ermes con le [...] ribadito: «non avete sentito, fate portare via [...]. Tutto sommato lo pagava [...] farsi scuotere il mal [...] «via, via, sei un [...] non ne voglio più sapere di te: [...] un [...] scostumato». E lui le aveva [...] [...]
[...]va [...] dimostrare perché, tra loro, in vero il [...] lei. Ma non è detto [...] in effetti, dovunque guardiate, può sembrare eccessiva La [...] Il terzo racconto su «La dodicesima notte» di William Shakespeare [...] il suo centro nel personaggio di Feste, [...] matto che riesce là dove i «savi» [...] sbrogliare la matassa di equivoci e sentimenti. Questa è [...] puntata dedicata a questo dramma. /// [...] /// Questa è [...] puntata dedicata a questo dramma.