Brano: [...][...] una riflessione di tipo : [...] e [...] stessa. Se camminiamo Lo conosciamo [...] per la [...] esilarante partecipazione in «Manhattan». Ma è anche un [...] teatro [...] colloquio con Wallace Shawn, [...] ha pubblicato un monologo scottante La febbre [...] MARIA N ADOTTI Da noi lo si è conosciuto [...] come attore cinematografico. Persuasivo rappresentante di esistenziali [...] turbamenti ne «li mio pranzo con André» [...] André Gregory e e diretto da Louis Malie, [...] Irresistibile caratterist[...]
[...]alie, [...] Irresistibile caratterista in tante pellicole [...] («Simon», [...] Over», [...] «The Hotel New Hampshire», «The Bostoniana»), [...] cammeo in «Manhattan» di Woody [...]. Poi, nel settembre del [...] editrice romana e/o ha pubblicato «La febbre» [...] pagine da Stefano [...] 1119 ottobre 1992), un [...] folgorante [...] Wallace Shawn ha scritto [...]. Monologo pensato per la [...] «La [...] è la lucida autoanalisi o esame di [...] personaggio (lo stesso Shawn? Che, con significativo [...] [...]
[...] in giro per loft [...] londinesi) che non vuole o non riesce [...] a patti con [...] sociale e politica della [...] America [...]. In copertina, nella versione [...] compare li volto di un ragazzo nero. Come a suggerire che [...] sistema di cui «La febbre» parla possa [...] al diverso per eccellenza, al marginale, [...] assoluto. Wallace Shawn, incontrato a [...] New York, davanti a questa immagine depistante [...] «In Italia crederanno che io sia un [...]. Niente di più lontano [...]. Appartengo all[...]
[...] critiche anche [...]. Negli Stati Uniti, almeno [...] riguarda il teatro, vige un regime di [...]. Non è molto diverso [...] succedeva [...] Unione Sovietica con la [...]. Soltanto che [...] nessuno si pone neppure il [...] della fiducia. [...] di «Febbre». Come lo hai scritto? Quale [...] il retroterra? Era nelle [...] intenzioni fame un testo [...] una forzatura [...] per tale? È strano [...] tentare di spiegare il retroterra della [...] scrittura, perché in realtà [...] qualcosa? Ma diciamo pure [[...]
[...]erenza. Sapresti ricostruire le ragioni profonde [...] tuo percorso? [...] I sensi di colpa? La [...] la potrebbe forse dare uno psicologo. Non credo che per [...] senso speculare su cose di questo tipo. Ma voglio tentare comunque [...]. Ho scritto «Febbre» perchè volevo [...] io stesso [...]. Ne avevo fatto un [...] qualsiasi tipo di attore, uomo o donna, [...] bianco e nera, ma la mia intenzione [...] in giro io. Non nei teatri, ma [...] davanti a piccolo gruppi di persone, che [...] fame argomento [...]