Brano: [...]ia tutte le [...] migliori. Come se non ci [...] dire e così è stato per molte [...] noi, che non sapevamo cosa dire. Adesso invece lo sappiamo: [...] la guerra/ la pace, [...] momento storico ingarbugliato di problemi e di [...] possiamo tentare di fare la pace, non [...] la pace possibile [...] e ora. Come? Non so tutta [...] sì, lo abbiamo trovato, [...] fuori [...] e dal mutismo di [...] più alienata, per significare, insieme, la nostra [...] la nostra comune vicinanza alle donne e [...] o minac[...]
[...]e. Lavoro che non si [...] essenzialmente consiste nelle speciali missioni diplomatiche, perché [...] la lingua che parliamo, è un continuum [...] di continuità, scorre dalla parola scambiata con [...] casa alla possibilità di un accordo risolutivo. Fare pace dove [...] guerra [...] una recentissima pubblicazione della Libreria [...] donne di Milano. E dice, parlando del [...] «basta per sempre con la guerra» espresso [...] donne e uomini, non si dà come [...] in un orizzonte futuro, né resta sospes[...]
[...]mini, non si dà come [...] in un orizzonte futuro, né resta sospeso [...] ideale, ma è già presente nelle pratiche [...] concrete di una politica che è orientata [...] pace [...] e ora. Sono [...] solo una cosa vorrei aggiungere. Nel cambiamento che Fare [...] termini di contestualità [...] pacifico, quello che traspare [...] cambiamento è una presenza libera di donne. Dovrei portare degli [...]. Ci sono i numeri: [...] di persone che sono contrarie a questa [...] maggioranza sono donne. C'è, ancora[...]
[...]ora, che i [...] interdetti negli edifici pubblici dello Stato, si [...] delle abitazioni, luoghi governati in passato e [...] preferenza, dalle donne. E [...] lo stile delle manifestazioni di [...] che sta cambiando. Si attenua il bisogno [...] per fare posto al senso di esserci [...] condividere progetti e sentimenti. Il primo a notare [...] alla presenza di donne, è stato il [...] giornale. Commentando la grandissima manifestazione [...] a Roma, ricordo che [...] folla enorme, cosa che, di suo, farebbe [...] fa paura, grazie alla grande presenza di [...]. Accade forse perché nella [...] porta qualcosa che resta associato alla vita [...] so, ma non lo considero deteriore, anzi, [...] modo per riscattare la reclusione domestica di [...] passato. [...]
[...] che finiranno per non [...] più niente. Lo spiega bene una donna [...] della [...] quando [...] guerra, il linguaggio si militarizza [...] una specie di contaminazione tanto più forte quanto meno [...] vuole sapere quello che succede intorno a noi (Fare [...] dove [...] guerra). Intorno a noi, insieme [...] che non abbiamo voluto, è successo un [...] voluta, concepita, messa al mondo da donne [...]. Che rimanga fra noi, con [...] capacità di metterci in rapporto [...] con le altre, quasi un [...] s[...]