Brano: [...]ussa annunciava il suo ritiro anticipato dalla politica. Il volto gonfio, malato, [...] stropicciavano gli occhi, come se non avesse [...] un addio da uomo di Stato. Si dice che [...] abbia pianto firmando le [...] per sé e per [...] invischiata nel Far West delle privatizzazioni dei [...] Stato, svenduti per alimentare fortune private. Eppure fu proprio lui, [...] a [...] strada a Mosca, [...] dalla [...] vita di provincia a [...] negli Urali. Laureato [...] edile, i genitori con quattro [...] di [...]
[...]o [...] edile, i genitori con quattro [...] di carcere sulle spalle per propaganda antisovietica, Boris [...] comunista locale. Ma è la capitale [...] visibilità. Boris, chiamato a mettere ordine [...] un partito minato dalla corruzione, finisce per farsi molti [...] e per [...] stesso [...] criticato per [...] prudenza delle sue riforme. Estromesso dal Politburo [...] nel [...] torna da vincitore come [...] Congresso del [...] della federazione, diventando un punto [...] chi in Russia spera nella [...]
[...] palazzo sferzato dai colpi [...] mondo. [...] la spunta, la [...] irruenza sanguigna gli dà ragione, [...] politico quasi animale che i suoi gli riconosceranno a [...]. Ci sarà una nuova Costituzione, [...] nuovo parlamento, nuove regole, che [...] far [...] comunista sopravvissuta al crollo. Il Paese è [...] in [...] vecchie reti di protezione [...] il mercato offre scaffali finalmente pieni di [...] però possono comprare. È la stagione delle privatizzazioni [...] hanno creato gli smisurati [...][...]
[...]zione e lo [...]. Boris la perde quella [...] chiusa nel [...] con un accordo con [...] vigilia delle elezioni presidenziali e in crisi [...]. Malato, [...] tenta la rimonta avventurandosi [...] in diretta tv, tra il primo e [...] elettorale ha un infarto. Eppure, povero, svilito, il Paese [...] inlui, non nelle ombre del passato, non [...]. E [...] umiliato da uno 0,5 per [...]. [...] stato riconfermato alla presidenza, a [...] vengono impiantati cinque bypass. Le malattie diventeranno una costant[...]
[...] di [...] fondatore sulle ceneri [...] dello Stato russo, e [...] Stato russo che per la prima volta nella [...] quasi [...]. [...] che di lui resterà sarà [...] quella, dunque, che lo vede [...] del 1991 arringare il [...] Mosca dal [...] mandato a far fuoco contro [...] parlamento [...] colpisti che avevano bloccato e [...] in Crimea il Presidente [...]. /// [...] /// Due destini, due linee che [...] incontrano e si separano, [...] dinuovo [...] quadro confuso e drammatico di [...] processo di im[...]