Brano: [...] gloria in sordo [...] umiliante della sconfitta potenti [...] loro potere così forte da sfidare mille [...]. Tolti i candidati di [...] inabissate [...] di Montecitorio intasata di [...] e consiglieri regionali speranze come quelle di Forlani [...] Fanfani, i sogni di Andreotti, le aspettative [...] le ambizioni di Spadolini, [...] della Repubblica, quando De Gasperi [...] a sponsorizzare quello che senza tanti complimenti Palmiro Togliatti [...] come «uno stenterello in uniforme americana». Si chiama[...]
[...]n [...] parole «Onorevoli senatori, onorevoli deputati. Aveva già pronto il [...] creduto davvero. Galleggiò per un [...] finché lo [...] non passò a Luigi Einaudi. Nessuno ha legato la [...] a ripetuti tentativi di arrivare sul Colle [...] Amintore Fanfani. Gli andò sempre male. E gli andò male [...] era in campo in prima persona. Nel [...] fresco segretario dello Scudocrociato, [...] ancora [...] per andarci lui, chiede [...] Quirinale [...] Cesare [...] il presidente del Senato. Si trattava di un [.[...]
[...]..] di affari e finanza. Dentro il partito non [...] con lui quanto con il suo protettore, [...] infilzare Amintore infilzano Cesare. Una votazione dopo [...] venne «dissanguato» dei suoi [...] costretto a cedere il passo a Giovanni Gronchi. Diceva, Fanfani, che quel [...] Colle non gli interessava. Importante diventare presidente? Con sette figli, di [...] a casa, e senza moglie, e in [...] esatta, mi creda, delle gravi difficoltà che [...] angosciano il nostro paese. Provava a [...] sopra: «Con tropp[...]
[...]] sopra: «Con troppi elettori non [...] elegge nessuno. Raccontò: «In politica penso [...] non esista e gli stessi elettori non [...] ma per speranza e qualche volta per [...]. Masticò spesso amaro, mentre [...] cadeva su quel fortino inespugnabile, Fanfani. Nel [...] quando poi trionfò [...] vedeva man mano i [...] 18, 53, 71, 122, 129. /// [...] /// Qualche amico di partito [...] il poeta Giuseppe Ungaretti. Ironizzò Aldo Moro, che pure [...] aveva [...] facile: «Se vince, dovremo modificare [...] un[...]
[...]..] vedeva man mano i [...] 18, 53, 71, 122, 129. /// [...] /// Qualche amico di partito [...] il poeta Giuseppe Ungaretti. Ironizzò Aldo Moro, che pure [...] aveva [...] facile: «Se vince, dovremo modificare [...] uno della Costituzione, perché con Fanfani, invece che sul [...] la nostra sarà una Repubblica fondata [...]. Ma dalla polvere Amintore [...] rialzato, ché «sono nato per combattere», e [...] ce [...] un altro e poi [...] e forse il momento buono verrà. Ma non venne mai, quel [...]. Ha vinto[...]
[...]! Non sapendo più cosa fare, [...] otto [...] si assiste [...] sfilata dei democristiani che passano [...] senza votare, in attesa che [...] capi decidano. Alla fine sbucò Giovanni Leone, [...] eletto contento informò la moglie: [...] fatto reggina! Fanfani, che pure a [...] carte in regola le aveva («Ho riflettuto [...] della società contemporanea e credo [...] molto da offrire [...] meditazione») si ritirò davanti [...]. Lo sfondo in lilla, [...] un tenue ocra, è finito. Meno rilassante, il suo [...][...]
[...]e e grandi». Scrisse: «Parlando di lui potevate [...] solo una ipotesi. Quella che presentava [...]. Nel [...] per qualche giorno sembrò la [...] buona. Lui sorrideva, scantonava [...] non replicava. Impresa impossibile? Si godeva [...] in poltrona, Fanfani: «Situazione difficile per Andreotti? Situazione [...] tutti. Ed è più difficile [...] credono che sia facile. Silvio Lega, vicesegretario dicì, [...] «Non è possibile pugnalare Andreotti nel Palazzo. Sarebbe come un regicidio [...] trono». Gli altr[...]
[...] che [...] che i suoi inquilini, anche chi soltanto [...] lì. Luciano Benetton, quello dei [...] della [...] candidatura informa il paese: «Ho [...] che rinuncerebbero al passaporto italiano». Walter Veltroni fa azzardi [...] «Peggio [...] un [...]. Fanfani, profetico [...] della [...] esperienza: «Ci ha preso gusto, [...] rischia il ruzzolone». Ovviamente, anche Forlani anni [...] «Non voglio diventare presidente. Complicazioni per la famiglia, non [...] avere uno studiolo. Scese [...] senza convinzio[...]