Brano: [...]lotto ordito da [...] intendere i due. Contrada, in aula, aveva citato [...] De Gennaro: «Dicono [...] io ho fatto una carriera [...]. Sono altri) funzionari che [...] prestigio, come [...] vicecapo della polizia Gianni. De [...] lavorò con Giovanni Falcone [...] a raccontare quanto sapeva [...] Nostra. Il Dipartimento di pubblica [...] ha diffuso [...] per spiegare che le [...] decide e non le dirige il capo [...] «Le indagini relative al, [...] Contrada, [...] dalla , magistratura inquirente, sono [.[...]
[...]delitti venivano definiti, [...] «delitti di Stato». In altre parole, [...] di Contorno in Sicilia [...] allo scopo di «stanare», suo tramite, il [...] Grado [...] altri, fra cui Totò Riina. Il dottor De Gennaro [...] a compiere tale «operazione» da Falcone e Ayala. Nelle lettere si aggiungeva [...] soprattutto Falcone nel momento in cui si [...] nomina a procuratore aggiunto della Repubblica a Palermo, [...] per dare uno scacco [...] commissario Sica nei cui [...] eccessiva simpatia, facendo, in tal modo, al [...] favore ai suoi amici comunisti che in [...] non h[...]
[...]a simpatia, facendo, in tal modo, al [...] favore ai suoi amici comunisti che in [...] non hanno lesinato, come Ayala, gli attacchi [...]. Mi resi conto subito delia [...] gravità della questione. [...] era frontale, e pericoloso, [...] confronti di Falcone, ma anche del dottor De Gennaro, [...] aveva già dimostrato, in più occasioni, la [...] professionale e la [...] lealtà democratica e che [...] della Direzione investigativa antimafia (Dia). La cosa mi apparve [...] quando [...] commissario mi espre[...]
[...]ra da Palermo [...] giunta al Senato (e di cui mi [...] e di [...] a lui, che ne [...] fare alcuni accertamenti. Ricevetti la lettera, e [...]. Successivamente incontrai il capo [...] assunse su di sé tutte le responsabilità [...] dottor De Gennaro. Falcone mi fece osservare [...] tra i magistrati di Palermo erano spaventose», [...] Sica. Qualche giorno dopo, lo [...] Sica [...] telefonò, agitatissimo. E mi pregò di [...] subito nel suo ufficio, per [...] comunicazione [...] e grave che doveva farmi. [[...]
[...]e», [...] Sica. Qualche giorno dopo, lo [...] Sica [...] telefonò, agitatissimo. E mi pregò di [...] subito nel suo ufficio, per [...] comunicazione [...] e grave che doveva farmi. [...] giudice Misiano, suo collaboratore. [...] di Sica trovai anche Falcone: [...] fu, per me, il primo elemento di [...]. Sempre assai teso, [...] commissario mi disse che [...] uno studio sulle impronte che si ricavavano [...] me diretta, che aveva chiamato nel suo [...] dì Palermo [...] un caffè (o un [...] non ricordo b[...]
[...]disse che [...] uno studio sulle impronte che si ricavavano [...] me diretta, che aveva chiamato nel suo [...] dì Palermo [...] un caffè (o un [...] non ricordo bene), e che aveva riscontrato [...]. Non mi fece il [...] Dì Pisa (anche se credo che a Falcone [...] fatto) : io capii però a chi [...] la cosa mi stupì ancora di più, [...] noti i rapporti di amicizia tra Sica [...] Di Pisa (a Palermo si diceva che Di Pisa [...] Sica nel Palazzo di giustizia). Restai assai freddo [...] e gli chiesi perché [.[...]
[...]rno [...] invitai il giudice [...] a venire a Roma, [...] Commissione parlamentare antimafia. Nel [...] a Caltanissetta, Di Pisa fu [...] colpevole e condannato. Ma restò in servizio, [...] Procura di Palermo. E quel pomeriggio di [...] 1992, in cui Falcone fu ucciso, Dì Pisa [...] turno nel suo ufficio. E toccò quindi a [...] primi adempimenti dopo la strage di Capaci. /// [...] /// E toccò quindi a [...] primi adempimenti dopo la strage di Capaci.