Brano: [...]osofia provvisoria senza [...] dai libri o dalle speculazioni [...] filosofi », ma «abbandonandosi al suo buon senso, alla [...] ragione, [...] un grande lavoro di fantasia [...]. Buon senso, ragione e, [...] della realtà. /// [...] /// Hugo, [...] nelle sue acrobatiche ascese alle [...] vette, non si allontanò dalla realtà, e seppe [...] ogni giorno persino con rocchio [...] cronista scrupoloso. Gli si può muovere [...] ceduto alle tentazioni contemporanee, [...] accentuate, sedotto dal gusto del f[...]
[...]o. Gli si può muovere [...] ceduto alle tentazioni contemporanee, [...] accentuate, sedotto dal gusto del fantastico verso [...] grottesco e del mostruoso che gli veniva [...] e dalla Germania. Ma il suo amore [...] deriva dalla compiaciuta visione delle cose e [...] si rinchiude nella comoda e facile diagnosi [...] secolo. Ossia afferra un lato [...] sfugge a tutti gli altri scrittori. Quale, come sarà questa [...] Il [...] si affida allora alle sue speranze, al [...] sfuggirà ad ogni indagine più [...]
[...]ntanto egli ha saputo [...] che il destino degli uomini non è nella condanna [...] e della guerra perpetua. Ha saputo trasformare questa [...] in immagini, in personaggi che acquistano il [...] comune, si trasferiscono nella coscienza del [...]. E quelle esagerazioni, sulle [...] insiste quando arriva allo esame dei suoi [...] quanto egli si proponeva, e cioè sacrificare [...] arte alla chiarezza e [...] della [...] agitazione. Cade [...] nelle esagerazioni di stile [...] forma, e spesso ci stanca. Eppure in quelle sue [...] scorso ci appare più chiaro che in [...]. Quante cose ci insegnano [...] scenici dove il lettore si perde come [...] : il brulicare della Corte dei Miracoli [...] misteriosa di quel monastero [...] scendere dal cielo [...] in fuga e Cosett[...]
[...] di [...] Waterloo che la storia sprofonda con Napoleone nei [...]. [...] e in tanti altri episodi, [...] la finezza lirica e la prontezza narrativa della mente [...] di [...] che sa trasferire la scenetta [...] semplice in un favoloso paese [...] : Elle [...] de [...] en sa [...] fée, [...] Et [...] des [...] de [...] : [...] un po' d'acqua nel cavo [...] mano, o dolce fata, [...] e dalle dita lasciava cadere [...] pioggia di perle! Hugo vive nella realtà [...] ma sempre con lo sguardo al futuro. V[...]
[...] [...] : è [...] della rivoluzione che viene. Hugo vive nel suo [...] Montherlant, ma non è, con ogni buona [...] ridurrà ad essere, quello che non è [...] costringerà alla banale agonia [...] compiaciuto figlio del secolo. Proprio nei Miserabili e nelle [...] opere [...]. Hugo si farà, con la [...] di [...] lo scrittore più popolare che [...] avuto la letteratura del mondo intiero. Quante confusioni sono venute [...] è diventato [...] popolare aggiunto al sostantivo [...]. /// [...] /// [...] una v[...]
[...]o [...]. L'autore, per chiarire le sue [...] partiva da una scenetta quotidiana. Descriveva i consumatori, ossia [...] quella facile letteratura dei fumetti o dei [...] « evasione ». Li ritraeva mentre in [...] metropolitana o del tram si immergono nelle [...] scrittore di quei libri, incuranti della pressione [...] numerosi, delle scosse, degli spintoni, dei maleducati [...] piedi e dei beneducati che, costretti forse [...] chiedono scusa. Con molta improntitudine, l'autore [...] « Ecco una delle più importanti funzioni [...] (si badi bene, costoro dicono « funzione [...] 0 aspetto) : rendere [...] o annebbiare, secondo i [...] della metropolitana, [...] tutte le stelle del [...] i granelli di sabbia del deserto ». Questo è il tipo [...] si vorrebbe far succedere, nella esistenza di [...] alla educazione « popolare », quelle [...] grammatica, aritmetica e belle maniere impartite nei [...] vita, e che nelle intenzioni delle classi [...] solo perchè la vita moderna esige una [...] per alcuni gruppi di lavoratori. Spesso Questa educazione è [...] raduna il [...] in caserma e gli [...] si imbraccia un fucile e si spara. /// [...] /// Hugo non attribuiva alla [...] « funzi[...]