Brano: Che tradurre sia tradire [...] perché sono convinto [...] della scrittura, della lingua, [...] letteratura. È lo stile che [...]. Date queste convinzioni non [...] capire [...] che mi punse per [...] i quindici e i [...] quando lessi per la [...] Dostoevskij, in edizione [...] probabilmente tradotti da altre [...] spesso con gli slavi. [...] che, pur con traduzioni [...] mi colmava di entusiasmo? Certo non la [...] lingua, non lo stile, che ovviamente mi [...]. Ciò vuol dire che [...] non necessariament[...]
[...] non la [...] lingua, non lo stile, che ovviamente mi [...]. Ciò vuol dire che [...] non necessariamente e non solo [...] trama. Con questo tarlo mentale, [...] provincia, ho raccolto speranzoso il recente volumetto, [...] Milli Martinelli, «Leggere Dostoevskij», che si presenta [...] guida alla lettura, dedicato mi pare agli [...] sprovveduti come me. Non ho molte letture [...]. Ricordo di [...] comprato e letto, nel [...] «La concezione di Dostojevskij» di [...] edito da Einaudi, ignoti traduttore [...] [...]
[...]ezione di Dostojevskij» di [...] edito da Einaudi, ignoti traduttore [...] prefatore, ignari [...] sovietico che cadeva sul gran [...] e sul suo esegeta. In quel libro tanto [...] mio «Idiota» o ai miei «Demoni» era [...] alla fine a prevalere [...] Dostoevskij. Perché ho ricordato [...] e non [...] o Strada? Perché mi [...] sia il referente, la [...] grimaldello scelto dalla Martinelli, persino nella scrittura. In ogni modo è [...] passo indietro perché il libro, nella [...] funzione didattica, di strumen[...]
[...]lo scelto dalla Martinelli, persino nella scrittura. In ogni modo è [...] passo indietro perché il libro, nella [...] funzione didattica, di strumento [...] è diviso in due parti, la prima [...] didattica alla vita, e perciò alla bibliografia, [...] Dostoevskij. Si tratta di una [...] importante e determinante, poiché è pressoché inevitabile [...] tra biografia e opera, in questo caso [...]. Biografia [...] e biografia intellettuale, che si [...] biografia compatibile per uno scrittore, [...] la [...] bibl[...]
[...]rerogative peculiari del fenomeno «romanzo» [...] Martinelli mi (ci) viene incontro anteponendo la [...] che è pur sempre operazione legittima. E dimostrando una [...] vocazione filosofica. /// [...] /// In questo modo potrei già [...] una risposta. Dostoevskij era un filosofo che [...] ed [...] la [...] filosofia sotto forma di racconto, [...]. Così finisco col ritrovarmi [...] con un altro filosofo che fu interprete [...] Nostro, [...] di cui sopra. Filosofo esistenzialista cristiano che, [...] Martinell[...]