Brano: [...] [...] nel 1998 Bill Clinton [...] palestinese Yasser Arafat e il Primo Ministro [...] per un summit a [...] Mills, nel Maryland. Il summit si concluse [...] con la firma a Washington di un [...] per la sicurezza dei Territori. Il presidente Clinton discute [...] Barak In basso un disegnatore a Gerusalemme [...] David, Barak minaccia la [...] Lettera [...] «Palestinesi inaffidabili». Ma Clinton insiste nella [...] DAL CORRISPONDENTE SI EGMUND [...] WASHINGTON Sono andati [...] di un Clinton determinato [...] nulla di intentato pr[...]
[...]bito. Era stato diffuso il [...] durissima lettera di Barak a Clinton, in [...] israeliano accusava la controparte di «malafede» e [...] «a meno di mutamenti [...] minuto». E invece il negoziato [...] oltranza, con le unghie e coi denti, [...] della disperazione si [...] dire, fino a tarda [...]. Sembrava che ci fosse [...] la prevista partenza di Clinton mercoledì mattina [...]. E invece il presidente Usa [...] rinviato di 24 ore la [...] partenza, scusandosi con i Giapponesi [...]. Se non rinvia [...]
[...].] se non di un accordo completo, almeno [...] qualche modo le parti a significativi punti [...]. [...] ad altre 24 ore poteva [...] che una conclusione positiva era a portata di mano. Ma anche il contrario, [...] Arafat [...] Barak sono ancora così distanti che Clinton [...] indietro se li lascia soli anche per [...] per i tre giorni del summit in Oriente. Di fallimento e rottura [...] a parlare mentre i colloqui erano ancora [...]. Fonti al massimo livello [...] non intende attendere nemmeno le 2[...]
[...]ndibile per la pace», aveva annunciato la [...]. Poi era stato diffuso [...] di una lettera di Barak a Clinton [...] dice: «Noi siamo arrivati a [...] David in buona fede, [...]. I Palestinesi sono venuti [...] in malafede, senza essere pronti [...] discutere una pace duratura e a prendere decisioni storiche. A meno che non ci [...] mutamenti [...] minuto dovranno prevedere le conseguenze [...] di [...] mancata per colpa loro». Lettera durissima, di congedo, [...] minuto», cui continuavano a [...] [...]
[...]della quale sono concentrati [...] Luoghi [...] delle tre religioni monoteistiche: la Spianata delle Moschee (Islam), [...] Muro del Pianto (Ebraismo), il Santo Sepolcro (Cristianesimo). Sovranità sulle persone, in attesa [...] al territorio. Sforzo disperato per tenere [...] la Storia ha sempre divaricato. Ma Gerusalemme Est, insistono [...] Palestinesi, [...] può essere un corpo separato dal resto [...] Palestina [...] si fa Stato. La risposta di Barak [...] non metaforico, di architettura politi[...]
[...]Est, insistono [...] Palestinesi, [...] può essere un corpo separato dal resto [...] Palestina [...] si fa Stato. La risposta di Barak [...] non metaforico, di architettura politica: un tunnel [...] proposta avanzata a [...] David che unirebbe [...] Dis, il villaggio arabo [...] Gerusalemme Est con la Spianata delle Moschee. Quel sottopassaggio in territorio [...]. Se questo progetto dovesse [...] sul terreno di una divisione de facto [...] Gerusalemme [...] sarebbe molto difficile da far accettare[...]
[...]rusalemme in una sorta di [...] ebraica. [...] chi risponde a questi [...] politica con [...] di spalle e una [...] «Sino a quando gli israeliani non si [...] devastante mentalità di colonizzatori, sarà impossibile trovare [...] su Gerusalemme», ribadisce [...] leader storico dei palestinesi [...] Città [...]. Invece che da statista [...] militare». Ma i tempi della [...] attendere quelli, più lunghi, di una pur [...]. Ed è per questo [...] si stanno cimentando attorno ad una ridefinizione [...]. U[...]
[...]sarebbe un suicidio [...]. Ciò che Arafat potrebbe [...] di un accordo che dà il via [...] dello Stato palestinese, è un qualche compromesso [...] Gerusalemme Est a patto che si configuri chiaramente come [...] e transitoria». A [...] David si cerca disperatamente [...] extremis un clamoroso, forse irreparabile, fallimento. Demonizzare Arafat farebbe solo [...] destra ebraica. Ancor più in imbarazzo [...] Bill Clinton: il presidente Usa ha scelto di puntare [...] Arafat [...] entrare nella Storia c[...]
[...] tunnel della vergogna. /// [...] /// Con o senza [...] di Israele, [...] 13 settembre o comunque entro [...] nascerà lo Stato di Palestina. E non mi riferisco solo [...] sue dimensioni territoriali, ai confini, a tutto ciò che [...] queste ore è in discussione a [...] David. No, mi riferisco ai [...] garanzia del pluralismo politico, culturale, religioso, al [...] individuali e collettive. Penso ad uno Stato [...]. È un sogno, forse, [...] che siamo in tanti a [...]. E in Medio Oriente [...] alla [...]