Brano: [...][...] vita che è ormai morte, [...] sia degna di essere [...] Martini dice che bisogna anche «ascoltare le [...]. Il malato ha potere [...] stesso. Ora, non c'è dubbio che [...] chiedeva di [...] lasciato morire. A leggere [...] c'è in esse la [...] Dio aveva deciso la fine di quella vita, [...] quella fine significava aiutare il disegno divino. Non era un atto [...] «Tu [...] vuoi farmi vivere, io malignamente voglio morire». Era una sottomissione: «Sento [...] morire, accetto e mi rassegno». Diam[...]
[...], accetto e mi rassegno». Diametralmente opposta la lettura [...] che a un credente [...] ha negato i funerali [...] defunto, fino alla fine, ha perseverato lucidamente [...] volontà di porre termine alla propria vita, [...]. In questo modo si [...] Dio che infligge [...] interminabile, e un malato [...] sottrarsi scappa nella morte ma così scappando [...] immeritevole di perdono per [...]. Siamo al Cattolicesimo presocratico, [...] fino a qualche decennio fa, tutto il Cattolicesimo: [...] che vuol[...]
[...]he infligge [...] interminabile, e un malato [...] sottrarsi scappa nella morte ma così scappando [...] immeritevole di perdono per [...]. Siamo al Cattolicesimo presocratico, [...] fino a qualche decennio fa, tutto il Cattolicesimo: [...] che vuole Dio, così fai il bene. Socrate si proponeva il passaggio [...] sponda: fai il bene, così fai quel che vuole Dio. Il cardinal [...] sta sulla prima sponda, [...] Martini sulla seconda. Stando sulla prima sponda, il [...] non vede il bisogno di [...] ai conviventi e ai [...] perché, [...] necessari «sono già [...]. [...] niente famiglie affettive, niente unioni[...]
[...]disperazione, che non può mai guarire e [...] migliorare, anzi peggiora di giorno in giorno, fino a [...] delle giornate un lamento ininterrotto, colui che vuole che [...] così fino alla fine ama, e molto, ama indicibilmente: [...] non ama [...] ama Dio. /// [...] /// Io riconosco al cardinal [...] questa grandezza. Ma se un giorno [...] di trovare una meno grande, ma più [...] pietà. Ritengo doveroso richiamare alcuni [...] sono [...] testardi»): a) la magistratura italiana, [...] il dovere di ris[...]
[...]o i [...] una collaboratrice familiare. In Italia, invece, non [...] un sistema di regole etiche condivise e [...] (come tu e tanti ci sforziamo da [...] una diversa qualità etica della politica si [...] tu come tanti da anni ci sentiamo [...] «fastidiosi moralisti» ovvero, la più ipocrita delle [...] con fiducia [...] del processo». Ma noi (mi permetto di [...] Te e me e tanti altri) non vogliamo aspettare [...] del processo, ma riteniamo di [...] dovere [...] nostro giudizio [...] (ripeto [...] a[...]