Brano: [...] stato capace di trasmettersi nel [...] di nascondersi fra le pieghe della reazione [...] alla modernità. In quella «nuova pentecoste» [...] presenza e nella compagnia con gli altri [...] certo modo con tutta [...] hanno sperimentato come la [...] a Dio il passato perché lo giudichi [...] perdono Egli possa aprire innanzi ad ognuno [...]. Ed è per questo [...] fede (non per opportunismo) che i cattolici [...] potevano guardare indietro al complesso fenomeno [...] e [...] termine tecnico che il [...[...]
[...]lio proprio grazie [...] intrinseca di far dialogare tesi diverse, mostrò [...] che [...] aveva causato alla chiesa [...] talmente grave da far apparire poca cosa [...] di coloro che misero a repentaglio la [...] salvare le vittime del tentato genocidio perpetrato [...] fascisti e dai loro collaboratori. Passo dopo passo la [...] Vaticano II arrivò alla «deplorazione» conciliare dell' antisemitismo [...] solenne della validità perpetua della promessa di Dio: [...] punto di vista Nostra [...] approvata la mattina del [...] resta un reale punto di svolta. Come nessuno può negare [...] fu un reale cambiamento, e nessuno può [...] fu fatto nel 1965 esoneri le generazioni [...] proprio quel passaggio, come [...]
[...]razioni [...] proprio quel passaggio, come se Nostra [...] e il Vaticano II [...] di formule morte. Su questo punto, [...] di [...] Santità Giovanni Paolo II [...] è un modello vivente di cosa sia [...] Vaticano II. Recandosi da fratello nella [...] diocesi, impegnando le chiese e le religioni [...] la santa pace, recandosi pellegrino a Gerusalemme [...] visibile come la qualità del discorso conciliare [...] suo svilupparsi ed accrescersi, secondo una fedeltà [...]. È infatti evidente che [...] di [...]
[...]eare le [...] inimicizia che bestemmia sia il giudaismo che [...]. Rompendo con la perversione [...] abbiamo dato come cristiani un contributo a [...] credenti, riconoscendo che un giudizio dato per [...] una ingiuria [...] come creatura immagine di Dio. E in un tempo [...] generalizzazione porta alla demonizzazione, la demonizzazione al [...] terrorismo alla guerra totale, ciò ha un [...] debbo dilungarmi a spiegare. E sappiamo anche che [...] gesto sincero e profondo (lo dicevamo in [...] abbiamo[...]
[...]fondo (lo dicevamo in [...] abbiamo sottoscritto con molti uomini e donne [...] di cultura nel marzo scorso) che apre [...] pace, che dà, semplicemente, vita. In questo cammino siamo [...] ricerca che è ricerca di libertà e [...]. Come scrive [...] «Dio ha messo la [...] nei nostri cuori, senza però che possiamo [...] dal principio alla fine»: oggi, [...] anni dopo Nostra [...] noi possiamo affermare che [...] abbiamo visto [...] e forse non vedremo [...]. La tiratura de [...] del 28 ottobre è stat[...]
[...]o, [...] da [...]. Nel Paese di [...] infatti, giornali e Tv [...] e non hanno dimenticato [...] guerra cecena. Quello che è accaduto [...] Mosca [...] più un capitolo di quella guerra (non [...] quale morte, [...] è stroncare la rivolta) [...] episodio della guerra al terrore cominciata a New York. Noi italiani dovremmo [...] perché è italiano [...] giornalista al mondo che [...] prove dello sterminio realizzato dai russi in Cecenia [...] non conosciute. Sto parlando di Antonio Russo, [...] Radio Radicale, che è stato ucciso in [...] e negato. La [...] colpa era di avere [...] di quelle armi, tra [...] detto e ripetuto, la sperimentazione di gas [...]. Nessuno dei sopravvissuti del [...] Mosca (quanti saranno, alla fine?) potrà [...] più di [...]