Brano: [...]lende era in Europa uno sconosciuto. Da soli tre anni [...] Che Guevara era stato ucciso in Bolivia e da [...] latina con gli occhiali [...]. E anche del Cile, [...] politico quasi europeo, si sapeva poco. A me fu più [...] in là perché mi trovavo a Cuba [...] il titolo trionfante e a tutta pagina [...] il giornale di Fidel Castro, [...] va lasciarmi incertezze di giudizio. Se [...] dei rivoluzionari, de! E che cosa precisamente? [...]. Il traguardo su cui [...] d'anni puntavano le sinistre cilene e[...]
[...]ocialista metteva [...] crisi il mondo [...] grandi centrali economiche e finanziarie [...]. Si assisteva, quindi, a [...] il metodo elettorale per una finalità rivoluzionaria; [...] istituzioni nate da una tradizione politica profondamente [...] di Cuba mentre 0 Fidel Castro che [...]. Evidentemente il governo avrebbe [...] almeno in questa prima fase, ma esso [...] dilaniare riformista, parola che, in Cile, aveva [...] prestigio nella sinistra dopo che il de [...] ne aveva usato e [...]. La formul[...]
[...]avo se [...] qualche [...] di resistenza. Nel suo primo appello [...]. Miguel Enriquez, capo del Mir [...] della sinistra rivoluzionaria ragionava cosi: «La solidarietà [...] dei paesi e delle forze democratiche e [...] particolare della rivoluzione cubana e dei movimenti [...] Ialina [...]. [...] é stata e continua ad [...] fondamentale. Ricostruii pezzi della macchina [...] Stato, clic nessuna «solidarietà» e [...] aveva [...]. Il punto [...] della [...] era [...] del [...] in cui si era avuta [..[...]
[...]io [...] una scritta: «Este es un [...] de [...]. Cosi [...] ebbe la certezza elle [...] avrebbe potuto [...] Allende. E Allende a questo [...]. Nel caos [...]. In queste condizioni, Allende [...] il minimo aiuto né [...] né dalla Cina, e [...] e da Cuba. Mancava ormai soltanto che si [...] una direzione unica del golpe. Mentre [...] ancora dal generale [...] sembrava restare fedele al [...] marina cominciarono a cospirare. Molti ufficiali usciti dalle [...] di Fort [...] e Fort [...] in stretto col[...]
[...]iolenza senza verità. A Santiago, fotografai ancora [...] Allende, a Tomàs Moro. Il giorno dopo, morì Pablo Neruda. Andai a visitare la salma [...] poeta, nella [...] casa. Un giornalista brasiliano mi [...] «Tutti [...] giornalisti possono andare a Cuba. Mi lasciarono andare. Il giorno dopo, fotografai [...] paesi [...] che venivano [...] fuori dalle [...]. Tra i libri vidi ardere [...] il [...] opuscolo di Régis Debray [...] en la [...]. Per pagare il mio [...] avevo più soldi, dovevo [...] subito[...]