Brano: [...]o mi era arrivata da una [...] della vita leggendaria e della morte improvvisa [...] anni; e allora Di Paco raccoglieva sulle [...] romantiche e comunque approssimative [...]. Per vedere Di Paco, [...] Giro d'Italia che arrivava a Bologna, anA [...] Coppi [...] In vetta al [...] A destra: durante un [...] In [...] anche al Velodromo, in [...] tutto di cemento grigio, piccolo e inclinato [...] del muro della morte al Luna Park. Durante la volata per [...] pa sembrava, di essere sulle spalle dei [...].[...]
[...]bito ti potevi avvicinare [...] ansimavano come bufali; con gli occhiali da Formula [...] gli penzolavano sul collo; sporchi in faccia [...] di polvere aggrumata. Sembravano [...] ed erano [...] minatori e contadini; con [...] radici Non c'è dubbio: Coppi apparteneva a [...] a queste condizioni di corsa, di gente, [...] aspettativa. Correva poco [...] dato che [...] poco asfalto ancora [...] e piuttosto sulla polvere [...] dato che [...] ancora molta polvere sulle strade; [...] polvere che nelle stra[...]
[...]feriche e in quelle di [...] era spesso alta alcune dita e sulla quale la [...] affondava come dentro al burro [...]. Quando pioveva si formava [...] pericolosa, come una morsa di sabbie mobili; [...] ti portava e ti affidavi, in parte, [...]. Anche Coppi (come [...] o come [...] nelle corse leggendarie non [...] ma contro altri cavalli, ai quali si [...] metri che dovevano essere riguadagnati in velocità) [...] straordinaria capacità di [...] dentro alla violenza agonistica [...] spasimo, ma di sape[...]
[...]..] esprimeva la loro diversità [...] la loro « superiorità », [...] scontato); era il rumore [...] della loro azione, la coordinazione fra lo [...] loro respiro, la qualità e [...] del loro sguardo (al [...] possibile tragedia). Molte fotografie di Coppi [...] scattate calde sul traguardo, raccolgono e fissano [...] sembra si stia staccando, poco per volti, [...] morte. [...] uno sguardo fra i più [...] che io ricordo. Perché non c'è ancora dentro [...] felicità ricuperata, e perché invece si sta st[...]
[...]a addosso, e ancora dentro [...] affannoso, [...] e il peso. In quanto molto più [...] si rischiava, e ogni volta che si [...] collo. Prendiamo, ad esempio, [...] tappa da [...] ad Aosta nel Giro [...] Francia [...] 1949, Bartali è in maglia gialla. Coppi però gli è [...]. Sono 257 chilometri massacranti [...] corridori attraverso il [...] Valle di Susa, il Moncenisio, [...]. Si parte dalla Francia, [...] Italia, si ritorna in Francia, si passa [...] Italia. Altezze tremende, salite in [...] cavare l[...]
[...][...]. Il [...] è a quota 1854 [...] Moncenisio è a quota 2. /// [...] /// Sembrano cose di antichi [...] cose di ieri che restano legate a [...] scolpita e precisa da diventare quasi leggendaria. Scendere in quel modo [...]. Salire era un massacro. Coppi arriva primo, a [...] Bartali e prende la maglia [...]. Sono elementi, in minuti [...] in autentica fatica, di una storia che [...] ripètersi. Perché appartiene, interamente, alla [...] cultura contadina. Una attenzione che non [...] Infatti le mani[...]
[...]ocianti [...] del circo domenicale, che [...] elucubrazioni tecnologiche ma certamente ha ormai perduto [...] giovinezza della competizione. Essa è cancellata sul [...] sostituita dal gradevole movimento a colori inquadrato [...] dal televisore. Per Coppi no. E anche per altri [...] prima di lui. Mi domando la ragione [...] che non si attenua e rispondo, a [...]. A [...] i quali concorreva [...] intero. In questo sta la [...] attualità e la [...] esemplarità. Direi: la [...] vitalità e la [...] esemp[...]
[...]r [...] che infine gli è stata [...]. [...] un doloroso, amichevole e preciso [...]. /// [...] /// Un campionato del mondo [...]. Quattro campionati italiani su [...]. Due campionati del mondo [...]. Cinque campionati italiani a [...]. /// [...] /// Coppi, come ha detto Fossati, [...] ciclismo; ed è vero. Ma [...] uno dei suoi gregari [...] compaesano, ha aggiunto, in una intervista: « Gli [...] bene, ma era capito da pochi. Se era difficile parlare [...] Ah, sì, sì, si. Lui non scherzava mai; [...] [...]
[...]a per andarsi ad allenare, allora si [...] era tutto contento». Mi viene in mente [...] Montale, scritta nel 1929, che io ho [...] prime e che non ho più dimenticato: Buffalo. La riferivo in principio [...] Dì Paco, quando ero ragazzino; e poi [...] Coppi quando lo vedevo passare e sentivo il [...] fra i raggi delle [...] ruote, nelle forsennate discese [...] cavallo delle streghe. La poesia concludeva così: «Mi [...] Buffalo [...] e il nome [...]. A Buffalo si correva [...] Sei Giorni, come al Madis[...]