Brano: [...]toum deve garantire la [...] non vuole o non è in grado, [...] deve rivendicare, e praticare il [...]. La tregua è un [...] non certo [...] per ridare vita, speranza [...] gente del [...]. [...] torna al centro [...] per le drammatiche vicende [...] Congo. I riflettori sembrano invece [...] altra immane tragedia: quella [...]. Siamo di fronte a [...] non a cataclismi naturali. E ognuno di questi [...] nostre coscienze, ci chiede di agire, di [...] responsabilità e i silenzi complici di quanti [...] d[...]
[...]in Ciad e [...] chi ci vive, raccogliendo racconti raccapriccianti che [...] violazioni dei diritti umani e gravi strappi [...]. E tutto questo, lo [...] avvenuto e continua ad accadere nel silenzio [...]. Un silenzio complice. E ora la storia [...] Congo». Resta [...] eroico delle organizzazioni non [...] umanitarie che continuano, mettendo a rischio la [...] a lavorare in queste aree devastate. Senza il loro impegno, [...] questi crimini sarebbero state ancora di più. Grazie alla loro testimonianza[...]
[...]hartoum . Tale consapevolezza ha portato [...] campagna di disinvestimento dal gigante cinese del [...] che fa affari con Khartoum. Dobbiamo svincolarci dal potere [...] e delle grandi multinazionali, non soltanto per [...] ma per i birmani, [...] i congolesi. Occorre proseguire su questa [...] sul campo e di denuncia. Perché siano svelati questi [...] sangue di milioni di esseri umani indifesi. Non è un caso [...] finale del rapporto sul [...] abbiamo sollecitato [...] generale delle Nazioni Unite [[...]
[...] [...] generale delle Nazioni Unite [...] una "lista nera delle compagnie che commerciano [...] Sudan", e invitato [...] ad evitare qualsiasi transazione [...]. Il governo sudanese considera ogni [...] affari interni. Lo stesso discorso sembra [...] Congo. Ogni Stato ha la [...] la [...] popolazione dal genocidio, dai [...] dai crimini contro [...]. Ma quando uno Stato [...] condizione o non vuole [...] allora la responsabilità di [...] tutta la comunità internazionale. Una cosa è certa: [...] vittim[...]
[...]internazionale. Una cosa è certa: [...] vittime e gli osservatori con i quali [...] la documentazione [...] e di altre organizzazioni [...] di civili in [...] resta diffusa. La violenza è cresciuta [...] è continuata nel 2007 e non si [...] 2008. In Congo assistiamo oggi [...] crimini perpetrati in [...] villaggi distrutti, migliaia di [...] distrutti o saccheggiati, stupri di massa. In [...] come in Congo le [...] le persone più deboli, le donne, i [...]. Chiudere gli occhi di [...] tragedie è esso stesso un crimine contro [...]. Insisto su questo punto, [...] proteggere le popolazioni contro la pulizia etnica, [...] ed il genocidio è [...] che esige[...]
[...]re che civile e politica. Una rivolta che dà [...] forza di volontà, del coraggio indicibile di [...] nei più devastati angoli del pianeta si [...] dei propri diritti, che si identificano con [...] fanno grande una civiltà. Dal [...] alla Bosnia, al Congo, [...] nella storia recente [...] vede le donne come [...] di una violenza brutale. Ma al tempo stesso, [...] più le donne che si ribellano ad [...] sfruttamento, di violenza spesso [...] donne che rivendicano i [...] contestano pratiche sanguinarie[...]