Brano: [...]sato di [...] ieri aveva soprattutto il [...] un sessantenne che ha deciso di sputare [...] gli si agitava in gola. Georges [...] tutta una vita al municipio [...] Parigi a dirigere [...] del personale, ha raccontato al [...] che negli anni [...] il Comune stipendiava almeno duecento [...] senza motivo alcuno, tranne la loro appartenenza politica. Evaporavano così un centinaio di [...] di franchi [...] una trentina di miliardi di [...]. [...] per cento del prelievo fiscale [...] sui parigini. [...] pe[...]
[...]novati: tre, cinque, nove milioni al mese a [...] dalle [...] prestazioni. [...] ne contò fino a trecento, [...]. Chi erano i beneficiari? «Il [...] era nepotista: si reclutava la famiglia, figli, [...]. La seconda categoria erano [...] elezioni. Il Comune assicurava loro [...] di quello che avevano perso. La terza categoria concerne [...] (il feudo elettorale di [...] che conta molti immigrati [...] Parigi, [...]. [...] poi i militanti del [...] che magari lavoravano alla sede [...] partito in rue de[...]
[...]o che avevano perso. La terza categoria concerne [...] (il feudo elettorale di [...] che conta molti immigrati [...] Parigi, [...]. [...] poi i militanti del [...] che magari lavoravano alla sede [...] partito in rue de [...] ma che erano pagati dal Comune. E infine gli amici: [...]. La lista comprende «la [...] ex primo ministro, la figlia di un [...] Senato, il figlio di un ex candidato alle [...] del sindaco di una grande città. [...] per il contribuente [...] cifrato [...] trenta miliardi [...]. [[...]
[...]ero polso di ferro in [...] ministra Guardasigilli Elisabeth [...] 68 della Costituzione dice [...] è irresponsabile per gli atti connessi alla [...]. Ma come tutti i [...] della Repubblica può essere tradotto in Tribunale [...] dei reati di diritto comune». Ineccepibile, ma detta dalla Guardasigilli [...] frasetta assume [...] minaccioso di una nera nuvolaglia. Ha rincarato la dose un [...] ministro socialista, il perfido e profetico Claude Bartolone, noto [...] stato [...] al mondo ad [...] previsto[...]
[...] per qualcuno che sogna di rimanere [...] bel [...] di anni e di [...] Francia per mano nel terzo millennio. /// [...] /// In basso con il [...] Jean [...] Sotto il suo regno [...] Quando [...] fece [...] de Ville uno «Stato [...] Stato» [...] 1. Il Comune di Parigi? «Uno Stato [...] Stato», diceva il sindaco [...] già nel [...] quando divenne primo cittadino [...]. /// [...] /// Sotto il suo regno, che [...] il bilancio municipale gonfiò fino [...] sfiorare i trenta miliardi di franchi, si crearono q[...]
[...] creatore di consenso attraverso [...] clientele, ma anche efficace, rapido, [...] gestore. La città, fino a [...] gli mostrò obbedienza e gratitudine. Non uno dei venti [...] parigini passò ai socialisti. Parigi era di destra, [...]. [...] era «il» Comune. Non [...] capo di Stato straniero che, [...] e [...] non rendesse visita ai magnifici [...] de Ville. E non [...] spazzino di origini africane che [...] dovesse [...] grazie al sindaco per il [...] lavoro. [...] pulizia, ordine (anche perché si [..[...]
[...]ne che [...] dovesse [...] grazie al sindaco per il [...] lavoro. [...] pulizia, ordine (anche perché si [...] la massima cura [...] insediamenti abitativi nella Parigi [...] le mura, che è [...] di abitanti). [...] regnava amato e incontrastato. Il Comune fu il suo [...] di lancio per [...] «Ciò che abbiamo fatto per [...] le presidenziali del [...]. Le vinse, e da [...] Comune non ne va più bene una. Si votasse oggi, è [...] socialista [...]. Il successore di [...] è rapidamente diventato [...] faccia della medaglia gollista: clientelismo [...] efficienza, potere senza ambizione politica. Anche [...] a metà degli anni [..[...]