Brano: [...]fe. La catastrofe? Sarebbe la continuazione [...] un mondo in cui [...] ha dei diritti [...] Restituite alle campagne soldati e [...]. La vostra libertà? Non [...] libertà per i nemici della [...]. Non saremo complici dei [...]. Aprite le prigioni, sciogliete [...]. Pochi mesi dopo comparvero [...] una Lettera ai rettori delle Università europee [...] «la grande Legge del Cuore», una Lettera [...] chiamato «Papa dello spirito [...] Lettera di supplica al Papa in cui gli [...] una Lettera alle scuol[...]
[...]stica che si vuole reale e corporea, [...] il corpo e dal corpo prendendo a [...]. Ma sentiamo dal ventre [...] Succubi [...] supplizi, nel singhiozzo delle interiezioni, la [...] voce: «Lo stile mi [...] mi rendo conto che quando scrivo ne [...] brucio tutti i miei manoscritti e restano [...] mi ricordano una soffocazione, un ansimare, uno [...] so quali bassifondi perché è vero», e [...] «Conosco [...] stato fuori dallo spirito, dalla coscienza, [...] e dove non ci [...] parole né lettere, ma in [...]
[...]cchiano la loro mazza sonora su quello [...] a disposizione, passando dai coperchi delle pentole [...] cranio e arrivando fin dentro [...] senza nome dove si [...] escrementi, là dove dalle schegge della pietra [...] infranta il [...] sente [...] di ciò che ha [...] in dono: «Le vibrazioni di una musica [...]. Ma questa «musica insensata» [...] di Al paese dei [...] o di [...] era ancora preda [...] estetica di essere [...] nella dissonanza, per [...] è vera solo dentro [...] indecifrabile, nel «di[...]
[...]oi [...] e [...] gridano da tutte le [...] letteratura compiuta è troppo spesso una menzogna. Le sue energie disse di [...] tutte rivolte alla vita, ma la [...] vita in carne e ossa [...] trasformò tutta in scrittura, in quella [...] che odiò e denunciò fino [...] fine. Come quasi tutto [...] Succubi e supplizi è letteralmente [...] libro orale: rinchiuso in manicomio, [...] dettò a una giovane segretaria [...] senza trascurare la punteggiatura, dettando [...] gli a capo e i corsivi. La voce gli us[...]
[...]ibro orale: rinchiuso in manicomio, [...] dettò a una giovane segretaria [...] senza trascurare la punteggiatura, dettando [...] gli a capo e i corsivi. La voce gli usciva [...] aveva quasi più denti; si lamentava perché [...] né burro né abbastanza cioccolato, e che [...] creativo se il corpo non si alimentava [...] dettava, dettava e dettava come una ironica [...] Spirito di cui si era fatto [...]. Aveva inseguito [...] liberatore, ne aveva anche [...] come un miraggio nel deserto, e ne [...] res[...]
[...]cardina [...] schioda coperchi di bare: per scoprire che [...] in persona è un limite, un muro, [...] sbatte il pipistrello della mente. Era forse sbagliata la [...] Antonin [...] La preghiera che chiedeva [...] di noi uno spirito [...] dimenticata? Ciò che in Antonin suona stentoreo [...] solo del letterato [...] o e lo stentoreo [...] a cui è condannata [...] della vita a bastare [...] Non [...] nessuna risposta unica, se [...] ognuno crede di sentire perché è quella [...] più. Resta solo, urtant[...]