Brano: [...] dalle forme [...] inizialmente Calabria ha cercato di dare forma [...] la natura gli suggeriva, ma poi ha [...] grande questione era di imparare «le leggi [...]. La pittura consente di [...] sincronico con il formarsi del pensiero, per [...]. Tutto ciò ha coinciso con [...] di una nuova fase creativa, seguita alla presa di [...] del relativismo tipico della condizione postmoderna. Ecco perché un artista [...] stato attento alle tematiche sociali e che, [...] vasta produzione di manifesti politici [...]
[...]la [...] terra, mai dimenticata. Ma, di più, una [...] oggetti «trovati», già cosparsi di fango, coperti [...] egli intendeva prontamente [...] in un bagno vitalistico, [...] terra da cui erano usciti, e cui [...] dovevano ritornare per [...]. Tutto ciò in conformità della [...] fondamentale propria del Surrealismo a favore di una realtà [...] di un vitalismo primigenio, di un ritorno [...] madre Terra, per ritrovarvi una [...] intatta di energie, a cominciare da quelle [...]. Ne viene, anche, la [[...]
[...]] per sottostare a una riconversione forzata secondo [...] su un vitalismo originario. Succede allora che, quale [...] processo di aggregazione attraverso cui [...] compie i suoi assemblaggi [...] viene arbitrariamente imposto il nome di donna [...] cioè una tonalità [...] o, nel secondo caso, [...] dichiarazione [...] giacché quelle forme, appena [...] si raffredda, risultano irrigidite in un aspetto [...] invano tentano di sottrarsi con un battere [...]. Le lingue infide della [...] pronti allo s[...]
[...] secolo, come Severini, [...] Schifano, Rotella e Ontani, la [...] propone una riflessione [...] del sacro e [...] moderna. Monserrato Arte [...] via di Monserrato, 14. /// [...] /// Marco Di Capua [...] ancora una volta in [...] Charles Baudelaire, cioè non proprio uno qualsiasi. Fidiamoci di lui: e [...] critica [...] sia politica, appassionata, parziale. Non politicamente, almeno non [...] ma con passione e spirito molto di [...] da evidenti prove oggettive, dico subito che Giuseppe Bergomi [...[...]
[...]identi prove oggettive, dico subito che Giuseppe Bergomi [...] il nostro maggiore scultore contemporaneo, e sono [...] opera non tema confronti [...] posta in un qualsiasi contesto internazionale. Se posta, il condizionale [...] perché poi in realtà ciò non avviene, [...] conformismo emanato da tutte le più celebrate [...] Biennali e [...] tra trasgressioni sempre più [...] provocazioni [...] presentate a borghesi che [...] proprio più di niente, e platee di [...] si annoiano subito e volentieri fa[...]
[...]ati da Vittorio Sgarbi e Mario Botta, [...] una folta antologia critica che la dice [...] delle persone che via via Bergomi ha [...] parte. Che so: Mario De Micheli, Giorgio Soavi, Fabio Benzi, Roberto Tassi, Furio Colombo, Marco [...]. Dunque, bilancio o rilancio? Un [...] tutte e due le cose insieme, [...] giusto che sia, suppongo. Fatto sta che la [...] Giuseppe» comincia quando lui ancora non fa lo [...] pittore. E lo fa in [...] Settanta, che se dipingi tutti ti guardano [...]. La pittura è stata [...] s[...]
[...]alsiasi ansia, [...] al divenire, eppure così consapevole della nostra [...] tutte le tracce, le emozioni, da [...] la tenerezza, la fragilità, [...] a un che di assoluto. Immagini così sarebbero le [...] storie interrotte, o che proseguono altrove? Ciò [...] teatrale della scultura di Bergomi, la [...] propensione ad allestire prosceni [...] messe in scena potenziali. Ne è un favoloso [...] monumentale che Giuseppe ha recentemente realizzato per [...] in Giappone. Ecco, su una fila [...] la creatu[...]