Brano: [...]nzio. Così, stamane si è [...] del principale imputato del processo del Vajont: [...] egli abbia cercato di [...] nella banalità. /// [...] /// Il suo racconto è [...] ultimi giorni prece denti il disastro: « [...] 19«3 intrattenni a Roma [...] Baroncini su quanto stava [...] Vajont. Gli dissi che avevo [...] d;l serbatoio. Riunto a quota [...] metri, in seguito ad un [...] certo aumento » della velocità della frana. Conoscendo la [...] per [...] amicizia con il geologo della Commissione di collaudo[...]
[...]metri, in seguito ad un [...] certo aumento » della velocità della frana. Conoscendo la [...] per [...] amicizia con il geologo della Commissione di collaudo della diga. Penta, lo pregai di [...] lui per un sopralluogo della Commissione stessa. Baroncini nusci a fissare un [...] con Penta per il giorno [...] ottobre ». Biadene non parla di [...] precipitasse ormai nei giorni successivi. Il quadro drammatico [...] versante di una montagna [...] il lago colmo d'acqua si riduce nelle [...] un burocrati[...]
[...]la visita al cantiere [...] giorno 8 che conferma [...] della situazione, [...] sollecitata al sindaco di Erto [...] lo sgombero del [...] fanno da contrappunto ai contatti [...] che [...]. Biadene mantiene con Roma. Finalmente [...] di ottobre Baroncini gli [...] a parlare col professor Penta, il cui [...] « tranquillante ». [...] Biadene cerca a [...] per telefono anche [...]. Dalle sue parole risulta come [...] fosse ansioso in quei momenti di avere al Vajont [...] più [...]. Sembra un modesto fu[...]
[...]ni esterne. Ora [...] e giungiamo con la deposizione [...] fatale 9 ottobre [...] Biadene cerca il conforto e [...] suggerimento di tutti. Parla delle molte telefonato [...] con Roma, ma non dice [...] della lettera che quel mattino egli scrive a Pancini, [...] trova a New York: la terribile lettera in cui [...] che « [...] a! /// [...] /// Questi gli domanda so [...] il ritmo di svuotamento del serbatoio. Lui gli risponde che [...]. Pretendevano, i tecnici della SADE, [...] e governare la frana. Ma[...]
[...]eschi. Doveva essere il giorno [...] Benito [...] che la mattina [...] marzo del 1967 ebbe [...] di bussare alla porta della casupola di [...] Basilio [...] per farla aprire e [...] militi che avevano circondato la zona, [...] entrare nel rifugio di Cini [...]. /// [...] /// Invece la neve che ha [...] la città, gli ha [...] di giungere [...] tempo [...] e così sarà ascoltato insieme [...] zia. Nonostante [...] di questo [...] teste, [...] ha avuto altri spunti interessanti [...] durante le testimon[...]