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- Lingua Español - Sottosistema simbolico: di persona, in uso nella lingua spagnola contemporanea →di persona Spagna/Latino America-maschili(PHiM+VO ).
Stimato come nome proprio è riscontrabile in 43290 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: [...] [...] /// [...] (modestamente): Sono uno strumento, [...] Mi [...] abituato a pensare soltanto quando sono solo. In presenza dei superiori [...]. Pensare una cosa e [...] costa troppa fatica. [...] posso fidarmi di [...] Dovete fidarvi di me. [...] Che cosa intendete [...] Che vi conviene fidarvi. Ormai sarebbe troppo tardi [...]. [...] (fa un gesto di [...] si trattiene): Con questo volete dire che [...] cose per. Ora aprite bene le [...]. Il programma dei festeggiamenti [...]. Soltanto, [...] momento è successo qualcosa per [...] tutto va cambiato. [...] Tutto cambiato? Impossibile. [...] Mi sono espresso male. Bisogna non tanto cambiare [...[...]

[...]]. Il programma dei festeggiamenti [...]. Soltanto, [...] momento è successo qualcosa per [...] tutto va cambiato. [...] Tutto cambiato? Impossibile. [...] Mi sono espresso male. Bisogna non tanto cambiare [...] cosa. [...] Ah, questo è diverso. Qualche festeggiamento in più: [...]. [...] Non si tratta precisamente di [...] festeggiamento. Si tratta del contrario [...] attentato. [...] (senza dimostrare il minimo stupore): Un attentato: benissimo. [...] vi consiglio una volta tanto [...] pensare an[...]

[...] festeggiamento in più: [...]. [...] Non si tratta precisamente di [...] festeggiamento. Si tratta del contrario [...] attentato. [...] (senza dimostrare il minimo stupore): Un attentato: benissimo. [...] vi consiglio una volta tanto [...] pensare anche in mia presenza. La vostra sicurezza mi dà [...] sui nervi. Dite: benissimo e invece [...] nulla. Voi credete senza dubbio [...] di sventare un attentato. [...] ma io ho capito veramente [...] che avete voluto dire. Voi volete aggiungere un [...]. /// [...] /// Voi volete aggiungere un [...].


Brano: Tereso ha fatto chiedere [...] alle cinque, alle sei e alle sette. Alle sette e un [...] e gli hai fatto dire che non [...] dovevi fare il bagno. Ma si può sapere [...] stata tutto il [...] Mi sono esercitata al [...] Doroteo. Un ragazzo dai capelli [...] carino. Duchessa: Doroteo: uno sguattero, [...]. Anche Clorinda tempo fa [...] golf con lui. È uno scandalo, lo [...]. Fausta: Ti consiglio di [...]. Me ne andrei via [...]. Duchessa: Ma, insomma: che [...] Tu stessa hai tanto insistito affinché si [...]. /// [...] /// E ora non vuoi [...] Tereso. E tutto questo per [...]. Fausta: No, non per [...]. Duchessa: Allora [...] Dovrei fare una spiegazione troppo [...]. E quando [...] fatta, non mi capiresti egualmente. Duchessa: Ora mi dai [...]. Fausta: Non arrabbiarti. Tu sei [...] ma certe cose non potresti [...]. Duchessa: Sai che ti [...] Mi pento di [...] dato retta. Questa festa mi costa [...] mi dà che delle noie. Fausta: Questa festa sarà il [...] grande successo. Duchessa : Sai che [...] ieri, nella chiesa di Antigua, il parroco [...] Che questa festa era una manifestazione pagana, [...] Cristianità. Tu mi hai fatto [...] preti. E tutto questo per [...]. Fausta: Che [...] dei preti? Loro hanno il [...] di fare le prediche e noi di far le [...]. E poi, visto che [...] spiegherò tutto, va bene? Dunque: non è [...] Doroteo che non ho voluto sinora vedere Tereso. Duchessa: E allora [...] Non sono innamorata di Doroteo. Ho anche un altro [...]. /// [...] /// Ho anche un altro [...].


Brano: [...]accio bastonare. Doroteo (cercando di [...] Andiamo. Fausta: Aiuto, aiuto. Doroteo (fuggendo per la [...] Vi [...] stanotte. SCENA [...] grido di « aiuto [...] Fausta, da varie porte entreranno servitori veri e [...] il [...]. [...] Chi grida aiuto? Che [...] Che è [...] qualcuno dietro quella tenda (ella [...] la tenda che nasconde la finestra per la quale [...] fuggito Doroteo). /// [...] /// Dietro quella tenda? (egli [...] e [...] scoprendo la portafinestra) [...] non [...] nessuno. Fausta (levandosi e stirandosi): Ma [...] sognato. Mi ero addormentata su [...] for[...]


Brano: E poi voglio tirare [...] divertirmi, voglio divertirmi e voglio divertirmi. E se la corda [...] notte. Ma mi sarò divertita. Duchessa [...]. Deve essere il cameriere [...]. Cara, non ti trattengo, [...] (voltandosi verso la porta). /// [...] /// Vado giù in salone [...] Sebastiano [...] entra portando su un vassoio la limonata [...]. Ricardo, mi raccomando, servite [...] la mia[...]

[...] Cara, non ti trattengo, [...] (voltandosi verso la porta). /// [...] /// Vado giù in salone [...] Sebastiano [...] entra portando su un vassoio la limonata [...]. Ricardo, mi raccomando, servite [...] la mia carissima, buonissima e simpaticissima duchessa! Duchessa: Su, Ricardo, svelto, [...] a bocca aperta? Chiudete la porta e [...]. Sebastiano: Sì, eccellenza (chiude [...] si avvicina). Duchessa (tutta turbata, come Sebastiano [...]. Avete inteso, Ricardo, quello [...] detto la marchesa [...] (trasognato): Che cosa, [...] (sempre più turbata): Che [...] tutto punto. Sebastiano (versando l'acqua calda [...] bicchiere della limonata): Ecco, eccellenza. Duchessa [...] la mano e [...] a posare il bricco, con [...] Di tutto punto, Ricardo! /// [...] /// Duchessa [...] la mano e [...] a posare il bricco, con [...] Di tutto punto, Ricardo!


Brano: [...]ta scena è ridicola, chiedo di [...]. Tereso (con violenza): Vi [...] dove siete. Fausta: Come volete (passa [...] Tereso e gli dice a bassa voce): Voi [...] per darvi un contegno e prendervi non [...]. Ma vi sbagliate: non [...] violenza. Tereso (anche lui a [...] Ne siete [...] degli invitati (uscendo dal [...] che stanno con le mani in alto): Io [...] non ammetto che mi si frughi. Io sono il conte [...]. Eccellenza, voi siete stato [...] mia. Tereso (con un sogghigno): Caro [...] stato vostro ospite, questo è vero, ma [...] nulla. Mi dispiace, in futuro non [...] più. [...] Che cosa bisogna fare? (indicando [...]. Tereso (freddamente): Il vostro [...]. [...] Prego, conte, prego, una formalità. [...] Io dico e affermo che [...] è un sopruso. Tereso (sempre sogghignando): Caro conte, [...] male a protestare. Se continuate a protestare, [...] rendervi il favore che mi avete fatto. A costringervi a vostra [...] la mia ospitalità. Peccato che le [...] ville non siano così [...] vostre, né dotate di altrettante comodità. Si tratta di ville un [...] semplici, un [...] nude. In compenso, però, ben [...] serrature, fili di ferro spinato, torri di [...]. Un altro invitato (senza [...] Ammetti[...]

[...][...] ville non siano così [...] vostre, né dotate di altrettante comodità. Si tratta di ville un [...] semplici, un [...] nude. In compenso, però, ben [...] serrature, fili di ferro spinato, torri di [...]. Un altro invitato (senza [...] Ammettiamo che sia una formalità. Ma perché ingiuriarci? Perché [...] Anche nelle formalità tutto è questione di [...]. Tereso: Che volete farci? Non [...] un soldataccio. [...] (che ha finito alla lesta [...] perquisizione): Ho finito, eccellenza. Non ho trovato nulla. /// [...] /// Non ho trovato nulla.


Brano: Questo [...] merita meglio. Questo [...] chiede da [...] ladri vengano scacciati e puniti. Che si faccia giustizia. Credete che non lo [...] Che [...] sappia tutto? Io so tutto e non [...] la mia pazienza sia illimitata. Io amo questo [...] da [...] sono uscito. [...] fatiche, le sofferenze che sopporta [...] un magro sostentamento. Prima che generale sono [...] i contadini, minatore tra i minatori, operaio [...]. Conosco le loro ammirevoli [...] semplicità di cuore, la loro sobrietà. Il pensiero che ci [...] come vostro fratello che fanno scempio di [...] ne approfittano sfacciatamente, facendosi usbergo di una [...] cui questo povero e grande [...] ha [...] credere sinceramente, questo pensiero mi indigna e [...]. È [...] di [...] è [...] di dare un esempio, di [...] giustizia[...]

[...]itiro [...] la mia petizione. Per tutto [...] del mondo non vorrei far [...] per un uomo indegno, sia egli pure mio fratello. Eccellenza, considerate la mia [...] avvenuta. E [...] di ritirarmi (fa per [...]. Tereso (sconcertato e [...]. Un momento, che [...] La mia visita aveva [...]. Ora non [...] più. Vostra eccellenza ha da [...]. /// [...] /// Tereso (alzandosi e andandosi [...] Fausta e la porta): Che diamine. Che vi prende? Un [...]. Fausta: Penso che dovrei [...] che è tardi e debbo ancora prepararmi [...] di stasera. Tereso: Aspettate (torna al [...] si prende la testa tra le mani, [...] ha fatto una trovata, con fermezza) Considerate [...] udienza e che non potete [...] prima [...] abbia congedata. /// [...] /// Tereso: Aspettate (torna al [...] si prende la testa tra le mani, [...] ha fatto una trovata, con fermezza) Considerate [...] udienza e che non potete [...] prima [...] abbia congedata.


Brano: Tereso [...] della cena si troverà con [...] donna. La bomba li ucciderà [...]. Sebastiano: Ma è proprio [...] Mi [...] diventato stupido. Che [...] necessario? Che Tereso venga ucciso? Io direi di sì. Sebastiano: Hai ragione, ero [...]. Dunque la [...] Proprio così. Sebastiano: È [...]. Sebastiano: Tutti e [...] Ma se ti ho [...]. SCENA VENTESIMA Saverio, Sebastiano e [...] Che fate [...] Ai vostri posti. Saverio: E quali sono [...] Tu Saverio ti metterai [...] di fuori nella Galleria [...] Busti. E aspetterai lì. Tu Sebastiano, starai con Saverio. Anche tu nella Galleria. Sebastiano: Penso che sia [...] mi appiatti nella stanza accanto a quella [...] stanza della marchesa Sanchez, per vigilare che [...] nostro piano. [...] (stupito): Ma in quella stanza [...] la marchesa. Sebastiano: Non ci sarà [...] della cena; cioè [...]. [...] (dopo un momento, [...] con sospetto): Va bene, nasconditi [...]. Ma al buon momento [...] ad irrompere anche tu nella stanza di Tereso [...] man forte a Saverio, ove sia necessario. Saverio: Non sarà necessario. Io metterò la bomba [...]. Scappando passerò dalla stanza [...] avvertirò Sebastiano affinché fugga con me. /// [...] /// Scappando passerò dalla stanza [...] avvertirò Sebastiano affinché fugga con me.


Brano: Oggi invece ha paura [...] non si apra abbastanza facilmente. [...] come chiamerei una tale [...] Donna pubblica. /// [...] /// Pubblica perché, come tutti [...] cui deve introdursi molta gènte, le preme [...] entrare che di [...] lontani i visitatori. E infatti non si [...] porte dei luoghi pubblici si aprano bene? [...] (guardando Sebastiano): Strano. Saverio: Che hai, [...]. Ma che ce ne [...] della marchesa Sanchez? Abbiamo altro da pensare [...] Che costui [...] lavoro e stia zitto. Fabbro: Per me basti [...]. Si vede che questa [...]. Forse volete entrare anche [...] Non [...] preme nulla. /// [...] /// Ora la chiave gira [...]. Entrate, uscite, fate come [...]. Io mi occupo di [...] aprono bene, non di donne che si [...]. /// [...] /// Ma [...] con il suo chiacchiericcio mi [...] dato sui nervi. /// [...] /// Giustina (che frattanto ha [...] la tavola e ha dato anche una [...] Ecco fatto. La tavola è preparata, [...] pronto, la chiave gira nella porta e [...] sui gangheri. Tutto è a posto! /// [...] /// Tutto è a posto!


Brano: [...] Eppure quella donna. Sebastiano: Quella donna sogna [...]. Se volete delle prove [...] quante ne volete. Volete che la bomba [...] Volete che spari addosso a Tereso e [...] tutti e [...] Non vogliamo nulla (lentamente, [...]. Può anche darsi, tutto [...] donna abbia detto la verità. E che tu sia [...] marchesa. E che tu abbia [...] azione per motivi tuoi personali. Ma questo non riguarda [...]. A noi quello che [...] che tu partecipi [...] nella maniera prestabilita. E che tu non [...]. Sebastiano: Per chi mi [...] Ti [...] per quello che sembri di essere. Quello che sei davvero [...]. Dunque: parteciperai [...] Sì. [...] Ne sei [...] : [...]. [...] E non ti farà [...] marchesa sia travolta sotto le rovine di [...] Che abbia il corpo ferito, schiacciato? Che [...] (dopo un momento di [...] Sarò [...] che così avvenga. [...] Non una parola di più. Ti prendiamo in parola. Allora [...] tutti e tre nella galleria. Sebastiano: Io rimango [...] (indicando un piccolo bar [...] Debbo [...] gli aperitivi. [...] Prepara quel che vuoi e [...] (exeunt [...] e Saverio). /// [...] /// [...] Prepara quel che vuoi e [...] (exeunt [...] e Saverio).


Brano: Maschera del diavolo: Ci [...]. /// [...] /// Giustina: Lo so, ma [...] hanno fatto tanta paura. Mi [...] come se tutto quanto fosse [...] vero. Fausta: Sono degli imbecilli ed [...] una fortuna che il generale non fosse nella [...] stanza, altrimenti avrebbe potuto [...] male. Lui non tollera questi [...] gusto ed ha ragione. /// [...] /// Fausta: Che hai? Che ti [...] Non [...] nulla, non [...] mascherare, [...] voi da Sebastiano. Guardate: riprendetevi [...]. Fausta (irritata): Brava, e il [...] Lo vedrete [...] volta. Ho un presentimento che [...]. Sento che nulla di buono [...] venire da questo [...]. Io debbo assolutamente cenare [...] e al tempo stesso debbo [...] con Sebastiano. Che cosa sono queste [...] Per tre maschere [...] (tremando): Hanno detto che [...]. Fausta: Ora basta. Se tu non vuoi [...]. [...] ci manderò Celestina. Giustina (punta sul vivo): Io [...] per voi, eccellenza. Il presentimento ce [...] per voi. Ma io ci vado, [...] Sebastiano. Che bisogno [...] di Celestina? Ci vado io. Fausta: Così va bene. Allora vieni, è tardi [...] mascherarti. /// [...] /// Allora vieni, è tardi [...] mascherarti.


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