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Stimato come nome proprio è riscontrabile in 43290 Entità Multimediali (stima per difetto, approssimativamente altra metà riscontrabile tramite ricerca full-text nel campo «cerca»).
Attraverso questo strumento è possibile visualizzare una trascrizione frammentaria della rassegna stampa relativa tratta dalla Biblioteca Digitale (dunque non dall'Archivio):

Brano: Tereso: Che cosa ci può [...] di più bello che morire con [...] che si [...] Vivere con lui, diamine. Tereso: Per una volta vi [...] ragione. /// [...] /// La polizia conosce i [...]. A [...] forse sono già sottochiave. Fausta: [...] Veramente. Vi ho detto questo [...] che cosa sono capace per amore. Ma ricordatevi che se [...] capace delle azioni più coraggiose e temerarie, [...] essere capace delle vendette più implacabili (con [...] spietata). Fausta: Per [...] Sì, per odio. Non ho mai perdonato né [...] traditori né alle donne infedeli. Fausta (tranquillamente[...]

[...] Fausta: Per [...] Sì, per odio. Non ho mai perdonato né [...] traditori né alle donne infedeli. Fausta (tranquillamente): Avete ragione. Tutto si può perdonare [...]. [...] spinge il carrettino fino alla [...] fa [...]. /// [...] /// Voi permettete che uno [...] e sporco vi serva? Oppure preferite un [...] bella livrea piena di [...] (con voce sorda): Preferisco [...]. Fausta si alza, si [...] scoperchia la zuppiera). /// [...] /// Sapete che mi accorgo [...] gran fame? (Ella riempie una scodella e [...] a Tereso, il quale, come spinto da [...] le cinge la vita con il braccio). Fausta: Che [...] Vi piace dopotutto lo spazzacamino. Gli perdonate la [...] sporcizia e i suoi [...] Aspettate [...] vi versi da bere. E poi versa la [...] piatto e siede). /// [...] /// E poi versa la [...] piatto e siede).


Brano: Tutto è diritto politico [...] staliniano; non occorre soltanto innalzare le norme, [...] accettare [...] che questo innalzamento serve [...] scomparso il capitalismo, le fabbriche sono del [...]. Per forza di cose, [...] norme si amplia: la fabbrica è veramente [...] Che cosa è il regime? E [...] Sovietica? Che cosa è [...] ? (5). Non vi è dubbio [...] non ricevono una precisa risposta, ma la [...] nella quale esse sorgono [...] di fatto che le ha fatte sorgere. Con il sorgere di [...] tutte le vecchie correnti politiche della vecchia [...] rivivono fra gli operai. Non è un caso [...] del SED del 1949 Fred Oelssner, il [...] partito, attacca per la prima volta il [...]. È caratteristico che nel [...] denunciava soprattutto il «nazionalismo [...] » ; nel 1949 [...] » da un lato, ed il « [...] » [...] (7). Generalmente gli operai sono [...]. Si legge: « Esiste [...] maggioranza dei casi una diffidenza istintiva (fra [...] una antipatia che si manifesta da un [...] altezzosi, c [...] con la ostilità irriflessiva [...] diffamazione » [...] del 24. In seno al partito: [...] non ci si astiene dal parlare al [...] di cose che vengono invece dette apertamente [...]. Ma là, vi è [...] caposquadra o il compagno direttore, e allora [...]. Un corrispondente operaio della Acciaieria [...] si rivolge alle « Autorità [...] generale: « Non raccogliete le vostre informazioni [...][...]

[...][...] nelle direzioni delle imprese! Mentre, fra di loro, [...] nascondono il proprio pensiero » [...] del 20. Abbiamo il compito di [...] teologici di tipo [...] della sinistra tedesca, questi [...] abitualmente sotto il nome di [...]. Non si creda che [...] essere risolta semplicemente dicendo: chi dei nostri [...] letto Rosa, che importanza hanno ancora questi [...] No, [...] sarebbe un sottovalutare il peso della tradizione [...] der I [...] der SED, Berlino, 1949, [...]. Allo stesso tempo continua il [...] di destra. /// [...] /// La situazione sembra particolarmente [...][...]


Brano: [...]i, Erica [...] ebbe otto, ebbe nove anni. Il padre lavorava in [...] montatore e guadagnava un monotono pane. Presto Erica cominciò a [...] i genitori poveri proprio come si diceva [...]. E cominciò ad osservare [...] con sospetto, cominciò a temere che diventassero [...]. Dalle fiabe sapeva che [...] diventano cattivi, portano i figli nei boschi [...] abbandonano. E tese [...] ai loro discorsi. Pensava che il babbo non [...] mai voluto [...] in un bosco, ma che [...] mamma era forse capace di [...]. Essa non era stata [...] con loro ragazzi e rideva solo se [...] in casa, rideva a lui. Di questo Erica si [...]. Decisamente la mamma non [...] in lui. E come una notte [...] farsi festa tutti e due nel buio [[...]

[...] di più [...] ai loro discorsi. Per [...] essi parlavano sempre di « [...] ». Il babbo aveva bisogno [...] di scarpe. La mamma aveva bisogno di [...] camicia. Di nuovo alla ferriera [...] salari, se andavano [...] a [...] ancora non si sarebbe [...] che polenta e acciughe. E che importava, pensava Erica, [...] e acciughe? Che orrore era, perchè dovevano [...] Che orrore era di fronte [...] di essere abbandonati in [...] perdere il mondo? Cresceva [...] in Erica perché ogni [...] lo sentiva possibile. Dalla festa che quei [...] dentro al buio della notte li sapeva [...] misteriosa compagnia segreta, di complotto, di intesa [...] gli altri e loro ragazzi, e sempre [...]. Essi potevano, per questa [...] isolava, diventare davvero terribili. E uno sgomento scaturiv[...]


Brano: E perché, poi? Per una [...]. Si pentì di quello [...] e nello stesso tempo crebbe in lui [...] la moglie. Tutto quello che non [...] non la riguarda. I figli, la casa, [...] basta. Tutto il resto vada [...] come se poi non ce ne fosse [...]. Eppure, in modo oscuro [...] che la moglie era nel giusto più [...] fosse lui con la [...] ridicola capacità [...]. E questa consapevolezza aumentava [...]. Era semplicemente per dare [...]. Tu non leggi mai i [...] non [...] a una vita che pure [...] ma tutto, tutto è così. Falso, grottesco, tragico. I vecchi, un tempo, lavoravano [...] per i figli. Ma noi, per chi [...] Che [...] è mai la nostra? Che senso ha [...] se tutto, poi, è così assurdo, così [...]. Capì che la moglie, ora, [...] guardato con riconoscenza perché aveva detto « [...] bene », e fu contento [...] detto. Probabilmente Anna, di tutto [...] aveva preso sul serio che quella frase, [...] egualmente. È tanto che non ti [...] una vacanza», disse Anna dopo una lunga pausa, affettuosamente [...] timidamente, come incerta, in quel momento, [...] di un tale consiglio. Hai ragione tu », [...]. Finito il pasto, andò a [...] su una poltrona, con una sigaretta fra l[...]


Brano: [...] mai? Aveva abbassato lo sguardo [...] notaio, anzi a quella che si appoggiava [...] a [...] volta reggeva bastone e [...]. Virginia non aveva mai saputo [...] di meraviglia ogni volta che [...] quelle mani: «Che mano gentile! [...] nel suo gergo aveva varie [...] « Che mano delicata! Come termine di [...] con la mente alle mani del vescovo C. Eppure nella mano del [...] C. Al contrario, più magra [...] la mano del notaio si esprimeva con [...] gesti imprevedibili, tutti rivelatori di [...] interiore sognante e dis[...]

[...]te alle mani del vescovo C. Eppure nella mano del [...] C. Al contrario, più magra [...] la mano del notaio si esprimeva con [...] gesti imprevedibili, tutti rivelatori di [...] interiore sognante e distratta. Unica leziosaggine in quella [...] posa che vi assumeva il mignolo destro: [...] esso si sporgeva tuttavia fuori del palmo [...] indicare, con un lieve arco, [...] tasto di [...] tastiera di pianoforte, da [...] si fosse appena staccato, dopo un lungo [...]. Avesse dimenticato tutto del [...][...]

[...]ito, così sensibilmente proteso ad indicare una [...] esiste e non esiste, si ricorda e [...] almeno quel dito lo avrebbe riconosciuto fra [...] staccate dalla mano. TI suo pensiero si concluse [...] su di una frase strettamente professionale :«Dio, che unghie? E come hà [...] così? ». Il notaio trasse nel [...] arcuato e sospirò [...] lo so bene. Perciò stamane [...] cercata da Armando. Nicola Monaco si strinse [...] Così, noia per noia, ho certo di rendermi [...]. /// [...] /// Nicola Monaco si s[...]


Brano: [...].] sorridente, siamo amici, [...] madre era una bella donna [...] mio padre gli rassomiglia stranamente. Gli vado di fronte, [...] girarsi. Corre il Comandante delle [...] Pancrazio [...] se avesse veduto un lupo, si leva [...] bastone « Tu vattene, che finisce a [...]. Il Comandante voleva fare il [...] vicino a me, dovetti [...] se no si prendeva una [...]. Gli lisciavo la barba: «Ma [...] Che ti senti? ». Si mise a piangere. Gli detti una sigaretta [...] posi in tasca, cominciò a scherzare. Venne la Madre Superiora. Si tirò il calzone [...] Che avete? » chiedeva la Madre. Dovevo prendermi il letto [...] la luce e se vomitavo, gli dovevo [...]. /// [...] /// Fummo a bere da Fagiolo, [...] buono, un [...] aceto, ma vecchio. Più tardi, il Partigiano, [...] agli elettricisti e saliva con le st[...]


Brano: Il loro fondamento è la [...] oggettiva di una [...] la [...] trasformazione in una successione disordinata [...] frammenti istantanei di esperienze, e quindi la [...] inconoscibilità fondamentale, sia per se [...] che per gli altri. Nella [...] Party di Eliot la [...] al poeta esprime così questo sentimento del [...] moriamo ogni giorno [...] per [...]. Ciò che noi sappiamo [...] È solo il nostro ricordo di [...] cui li abbiamo conosciuti. E da allora sono [...]. Ammettere che essi e [...] stessi È [...] e comoda convenzione [...] qualche volta deve essere [...]. Ci dovrebbe sempre essere [...] Che [...] ogni incontro incontriamo uno straniero. La dissoluzione della personalità, [...] compiuta, per così dire, spontaneamente, [...] di possibilità astratta e [...] ad un sistema consapevole. Non per nulla Benn [...] libro teorico [...] (Doppia vi[...]

[...]alità, [...] compiuta, per così dire, spontaneamente, [...] di possibilità astratta e [...] ad un sistema consapevole. Non per nulla Benn [...] libro teorico [...] (Doppia vita). Egli vi riconduce la dissoluzione [...] a una scissione schizofrenica, che si compie nuovamente da [...] nuovo aspetto. Non vi è [...] alcuna consistenza, alcuna sintesi [...] comportamenti diversi. Anzitutto, [...] animalesco e « il [...] sublima in forma sempre più nuda » [...]. Secondo, [...] di pensiero e azione è [...[...]


Brano: [...] ci pareva più ora [...] in gruppi differenti, di distinguerci in politici [...] politici. Anche la spia chiamata Augusto [...] ammansita e dimessa. I risentimenti si erano [...] piovere di quei lapilli bianchi e di [...]. Uno urlò ora battendo [...] non si parte? Poi picchiò ancora sulla [...] fuori rispose. Nessuno potè [...] bocca, per rispo[...]

[...]messa. I risentimenti si erano [...] piovere di quei lapilli bianchi e di [...]. Uno urlò ora battendo [...] non si parte? Poi picchiò ancora sulla [...] fuori rispose. Nessuno potè [...] bocca, per rispondere a quella [...]. Chi poteva [...] pareva che due persone [...] fra di loro. Restammo a lungo in [...] si capiva di che cosa parlassero. Erano forse due uomini [...] del nostro destino. Era strano questo. Due stavano parlando fuori, e [...] terza voce si sovrapponeva a quel colloquio per domandare [...] noi « Che [...] ». Sentivo ora abbastanza vicine [...] dialogo. Parlavano nella lingua del [...]. Dicevano, in quella lingua, [...] noi, assolutamente estranee. Ho spedito il pacchetto. Deve essere morto in [...]. Come sta tua figlia? Il [...] andato in bestia ». Queste e altre cose [...] soldati, mentre ogni tanto alle loro parole [...] nostra lingua e con altra voce, la [...] Che [...] ». Prima da una parte, poi [...] parte del vagone pareva che questa domanda si ripetesse. Era adesso come uno [...] labile e fuggevole. Non più una frase fatta [...] umane parole, ma un sospiro [...] come [...] accorata di una suprema stanchezza. Ed ecco che a [...] voce si mutò. Divenne più consistente, più robusta, [...] in ordine, [...] dentro? [...] E delle nocche dure batterono [...] volte sulla parete. Otto con manette e [...] senza. Ci sembrava ora, dopo [...] che il palpito «che [...] » continuasse a oscillare [...] come Paleggiare basso e il cinguettare sommesso [...] spaurito. /// [...] /// Ci sembrava ora, dopo [...] che il palpito «che [...] » continuasse a oscillare [...] come Paleggiare basso e il cinguettare sommesso [...] spaurito.


Brano: Sulla linea di tale [...] di qua del suo termine estremo, si [...] psichico che in concreto può manifestarsi con [...] ma che tipologicamente resta definito da una [...] parola e senza gesto, e senza anamnesi [...] uno stato simile, designato dal comune linguaggio [...] « impietrito (o folgorato o raggelato) dal [...] riflette [...] noto [...] nel mito di Niobe. Si tratta [...]

[...]lette [...] noto [...] nel mito di Niobe. Si tratta però di una [...] inautentica, funesta e minacciosa, e di una instabile smemoratezza, [...] da un momento [...] può dirompersi in un [...] cioè in un comportamento orientato [...] arrecare offese anche mortali alla propria integrità fisica. Questa polarità di ebetudine [...] denunzia una crisi profonda nella quale in [...] formale si instaura la [...] estremamente contradditoria di un [...] per farsi vuoti di contenuto» ovvero di [...] annienta ma[...]

[...]ità fisica. Questa polarità di ebetudine [...] denunzia una crisi profonda nella quale in [...] formale si instaura la [...] estremamente contradditoria di un [...] per farsi vuoti di contenuto» ovvero di [...] annienta materialmente quella presenza che dovrebbe invece [...] situazione. In particolare nel [...] il furore autodistruttivo si accompagna [...] sentimento patologico di una [...] di una colpa smisurate che [...] ricevere nella coscienza varie motivazioni fittizie, ma che in [...] nasce dalla esperienza critica di non [...] dare nessuna motivazione reale secondo [...] e di chiudersi nella situazione invece di [...]. Appena un [...] al di qua di questa [...] polarità di ebetudine e di [...] sta la sgomenta coscienza d[...]

[...]za di [...] immerso in tale polarità e di non [...] padroneggiare. Al senso angoscioso del [...] cadere [...] o nel caotico [...] si ispirano le parole [...] Admeto [...] ritorno dei funerali di [...] « Ahimè, ahi ahi, [...] Dove [...] Dove stare? / Che dire? Che tacere? [...] Come [...]. Del pari nelle Troiane Ecuba [...] a terra [...]. /// [...] /// Del pari nelle Troiane Ecuba [...] a terra [...].


Brano: Molti dei versi italiani che [...] tra il [...] e il [...] non furono pubblicati. La censura giudicava imprudente questo [...] estremismo forcaiolo, così ingenuo e scoperto [...] i [...] la [...] à Mazzini! Ma in questi frammenti [...] di un uomo che [...] fatto propria la religiosità, così vicina al [...] liberali moderati della Restaurazione. Allora i suoi ideali [...] nella carta della monarchia di Luglio, [...] gelosamente serbava trascritta fra [...] suo Zibaldone. E nei sonetti, spesso [..[...]

[...] trascritta fra [...] suo Zibaldone. E nei sonetti, spesso [...] in là del juste milieu, manifestando quegli [...] onde si levò sempre, coerente, immutata, ribadita, [...] contro [...] di « due generi [...] dalla realtà delle classi. Questa protesta che solcò [...] poema romano, giunge fino ai versi della [...] oscura e contraddittoria cicalata del 1852 che [...] II [...] fatto è insomma che, [...] Del bel Contratto di messer [...] Scolò un unguento da [...] A quel vecchio sistema del briaco Che [...] e chi satollo. [...] oggi, o signori, ha il [...] o il baco Che gli uomini, del del sotto [...] gran [...] tutti al [...] banchetto. Che fa il provvido [...] figli in mezzo al numeroso [...] numero [...] suoi pria si [...] poi dato di mano [...] Nel pentolaccio la minestra [...] a la scodella di [...] manca [...] da [...] il braccio e là [...]. [...] forse per [...] di cavilli Si [..[...]

[...]o al numeroso [...] numero [...] suoi pria si [...] poi dato di mano [...] Nel pentolaccio la minestra [...] a la scodella di [...] manca [...] da [...] il braccio e là [...]. [...] forse per [...] di cavilli Si [...] fra voi di tali e [...] A [...] che fra i grandi e [...] i pusilli Quelle prebende non saranno eguali. /// [...] /// [...] forse per [...] di cavilli Si [...] fra voi di tali e [...] A [...] che fra i grandi e [...] i pusilli Quelle prebende non saranno eguali.


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