Brano: [...]tabiliva, grazie ad un laborioso compromesso, che [...] Cuba [...] stata mantenuta la quota simbolica di 1 [...] di tonnellate; il reste sarebbe stato distribuito [...] paesi produttori, lasciando aperta la porta ad [...] di Cuba nel mercato qualora Castro dovesse [...] ad un governo filoamericano. Le ragioni degli [...] cosa significa tutto ciò? Da [...] lato, è vero, si è fatto un passo verso [...] liberalizzazione del mercato dello zucchero e verso la liquidazione [...] cartello creato attraverso l[...]
[...]o [...] liberalizzazione del mercato dello zucchero e verso la liquidazione [...] cartello creato attraverso lo Sugar [...] del 1934; ma [...] si è lasciata aperta la [...] lobby di recuperare ciò che [...] stato perduto, mediante la liquidazione di Castro. Questo spiega, ci sembra, [...] la natura e [...] delle pressioni insistenti per [...] Cuba e basterebbe scorrere la biografìa di [...] trovare sul fondo della loro tazzina una [...] zucchero. Del resto ve ne [...] il senatore [...] che in fatto di[...]
[...]..]. E la semplice menzione [...] queste due ipotesi, a giudicare da accurati [...] grave imbarazzo o ci schiererebbe apertamente contro [...] di governi [...] e addirittura minaccerebbe, per [...] violento rovesciamento da parte di simpatizzanti di Castro [...]. Diremmo che non esiste [...] situazione nel Sud America apparsa negli ultimi [...] non confermi questa valutazione. In [...] in [...] America [...] 1961), ad esempio, il [...]. [...] della Fondazione [...] scriveva poco, tempo fa [...] nel re[...]
[...]responsabili [...] in risposta agli interventisti [...] ultime settimane negli Stati Uniti. [...] per fare un altro esempio, [...] aveva difficoltà ad ammettere [...] sul New York [...] del 22 settembre [...] che « il tempo favorisce [...] regime di Castro se saprà resistere a questo periodo [...] transizione »; e pochi giorni prima, in una lettera [...] il prof. Samuel [...] ricordava agli americani « male [...] » che ciò che è stato fatto a Cuba [...] può diffìcilmente [...] altrove [...] America la[...]
[...]odo [...] transizione »; e pochi giorni prima, in una lettera [...] il prof. Samuel [...] ricordava agli americani « male [...] » che ciò che è stato fatto a Cuba [...] può diffìcilmente [...] altrove [...] America latina ». Anche senza basi e [...] Castro continua ad essere considerato « da [...] un Robin [...] che ha preso dai [...] ai poveri » e come « un [...]. Sono parole, [...] dei sottosegretario agli Affari [...] e le abbiamo ricavate [...] Bollettino [...] Dipartimento di Stato. Non si può di[...]