Brano: [...]ressiva che ha [...] contenuto (e si scontra con) [...] del linguaggio contro [...] pratica che ha per contenuto [...] e si smarrisce in) ciò di cui non sa [...]. Ma non anticipiamo considerazioni [...] alla fine del nostro discorso e torniamo [...] Castaldi. Che peraltro [...] e non [...] con il nostro discorso nel [...] che se da una parte il suo tono alto [...] da Cassandra ci fa perplessi [...] il suo coraggio di lanciarsi in una visione finale [...] mondo così ricca di riferimenti biblici ci incute[...]
[...] discorso nel [...] che se da una parte il suo tono alto [...] da Cassandra ci fa perplessi [...] il suo coraggio di lanciarsi in una visione finale [...] mondo così ricca di riferimenti biblici ci incute rispetto. Che cosa racconta il romanzo [...] Castaldi? Difficile [...] in una sintesi e poi [...] lo farà a modo suo. Per parte mia così [...] letto. Il pittore [...] felice ritrattista di un Quattrocento [...] soddisfatto abbandona [...] dove vive in una [...] a fianco una bella moglie e si [...] igno[...]
[...][...] realistico a fronte della [...] barocca del testo di [...] e procedere a una [...] e di chiarimento della simbologia che nel [...] mi viene in aiuto [...] che [...] pronunciò al convegno milanese [...] fa Scrivere sul fronte occidentale. Lì la Castaldi sostenne [...] delle [...] in [...] 11 settembre, «non ha [...] cuore il simbolo [...] economico [...] ha colpito uno dei [...] alla base della civiltà occidentale: la Torre [...] Babele. Da quando cadde quella [...] siamo figli [...] e della colpa»[...]
[...]o in [...] «che salire e scendere le scale». A questa perenne instabilità [...] o meglio alla [...] insaziabilità che «è chiedere sempre [...] ancora la vita contro Thanatos: la morte» e, insieme, [...] di fare entrare la morte [...] della vita») la Castaldi oppone [...] «Gli orientali no, non hanno [...] di tornare a casa. Per loro la casa [...] è il cielo aperto, è [...]. Anche loro conoscono il [...] non conoscono il destino, la colpa e [...] stando dentro il mondo. Fanno parte del mondo [...] di un [...]
[...] del mondo [...] di un giardino, come le foglie. Non sono innocenti ma [...] vedere passare sul fiume il cadavere del [...] noi andremo a cercare il corpo del [...] cadavere in mezzo ai cespugli in riva [...]. [...] ammirazione e terrore in [...] la Castaldi dedica agli uomini che vengono [...] stessi che hanno acceso lo spettacolo delle [...] ammirazione perché sono «figli [...] sanno saziare e saziarsi» (mentre noi siamo [...] in loro avverte [...] del pericolo che incombe [...] che [...] che ha radic[...]
[...]lla [...] cristiana» possa finire stritolata, a tempi lunghi, [...] non è greca») e [...]. Questo sentimento della fine [...] che la minaccia [...] del tempo (e che non [...] valso nemmeno il sacrificio di Cristo) invade e permea [...] romanzo della Castaldi. Cristo non ha salvato [...] ma si è fatto uomo [...] soffrire con lui e così dare un senso al [...]. Ma il caos non [...] recalcitra e si rifiuta a ogni senso [...]. Il caos è la [...] del mondo edenico, del tempo in cui [...] di una madre in pace»[...]
[...]due presunte madri che se lo contendono abbia [...] parte. La madre vera si [...] la vita del figlio. Quale sarà in questo [...] vera che preferisce la vita intera del [...] il dominio almeno su metà?». Ho citato ripetutamente e [...] milanese della Castaldi perché [...] la migliore chiave di lettura del suo [...] aiuta a comprendere un testo per sé [...]. E poi anche perché [...] prendere conoscenza e fare i conti in [...] lingua che troverà nel romanzo, che già [...] di Scrivere sul fronte occidentale[...]
[...] [...] lingua che troverà nel romanzo, che già [...] di Scrivere sul fronte occidentale, una lingua [...] antiche, percorsa da una passione profetica, ricca [...] per intero costruita col vocabolario del dolore [...]. Coraggioso questo romanzo della Castaldi [...] di ammirazione e rispetto: certo un romanzo [...] ma alla fine ho un dubbio: mi [...] suo tono alto, il suo discorso grave [...] non alleggerite da alcun dialogo) è solo [...] nostra pochezza o anche di questa rappresenta [...] aiuto a [...]. [...]
[...]..] È la destra, bellezza, [...]. Cerchiamo di far qualcosa, piuttosto [...] dissiparci in dispute di parrocchia. [...] che tira fa male [...] italiano continua a tacere [...] Berlusconi non si produce niente di perturbante Dava [...] notte di [...] Castaldi Feltrinelli pagine 398 [...] La tremenda notte [...] Angelo Guglielmi il dibattito DA OSPEDALE A MUSEO DELLA FOTOGRAFIA Il primo museo italiano [...] fotografia nascerà a Firenze, nei primi mesi [...] il marchio della Fondazione Alinari e uno [...] [...]