Brano: [...]..] /// Il 6 novembre del [...] dei primi mille alloggi. Cosa fanno Angelo e Carmen? «Ridono. Un sentimento strano, [...] dentro. Siamo tutti lì nella [...]. Ci chiamano uno alla [...]. Il sindaco La Pira [...] Dalla Costa consegnano le chiavi delle case». /// [...] /// In mezzo a tante [...]. Eccoci davanti al sindaco. Resistiamo alle lacrime. Altri invece piangevano senza [...] e ridevano, [...]. Che scene! Per me è stata anche [...]. /// [...] /// [...] noi e altri del meridione. Poi [...] quelli[...]
[...]ià con i [...] bambini in collo aveva firmato e ritirato [...] con i nonni in casa. Si creò [...] forte, vera. Un clima paesano. Non era più la [...] il Paese Isolotto. Come dice spesso don Mazzi [...] tutti il bisogno di costruire qualcosa di [...] case, una nostra identità». Qual è la [...] casa? «Ah, lassù. [...] toccato il grattacielo in via [...] Magnolie. Li chiamavano così. Cinque piani, la nostra [...] quarto. Novanta metri quadri, è una [...] casa. La prendemmo a riscatto, [...] 25 anni di [...]
[...]aversare il fiume [...] Cascine si montava sul barcone, tirato con [...]. Poi hanno fatto la passerella: [...] davanti alla finestra. Fra noi ci si [...] qualcosa per gli altri, loro facevano qualcosa [...]. E le lotte? «Scandivano [...] passava. Le case [...] e [...] 5 mila persone. Ma non [...] altro. Allora ci furono gli [...] per avere le scuole, gli asili. Poi quelli per avere [...] la farmacia. E quella volta che [...] Night, mamma mia. Funzionava così: si discuteva [...] sceglievano i più cap[...]
[...]» «Arrivammo da tutta Italia, [...] chi fuggiva da Tito. Si creò subito una [...] Gli anni delle lotte per avere la scuola: «Nel [...] tutti dalla parte dei [...] 50 ANNI FA [...] Il 6 novembre del [...] di Firenze La Pira consegnava le chiavi [...] Case Ina: Il ricordo di Carmen, che da allora [...] nel quartiere popolare Immagina una civiltà della [...] in cui non manca mai [...] di imparare e di [...] i livelli, a tutte le età, per [...] vita. Immagina un mondo in [...] lavoro non sono due cose s[...]
[...]pende. Il mio sessantotto è [...] fame per protestare contro il ritorno di [...] vescovo di Firenze, nella [...] dai carabinieri. E noi seduti tutto [...] gradini della chiesa al sole di un [...]. [...] confessato solo qualche anno [...] Tommy della Casella, che quella volta io e Moreno [...]. Fu verso sera, quando [...] ne andammo a farci un panino con [...]. La rivoluzione ha i [...]. Pensavo che il Tommy [...] no. Il mio sessantotto è [...] Comunità. La sofferenza di non [...]. Il peso di essere [...]