Brano: [...]...] di Giovani», aveva il sicuro pregio di [...] assai più chiaro [...] dello scrittore senese, tanto [...] Debenedetti, nei suoi studi fondamentali sulla storia [...] il Tozzi di Con [...] aveva completamente ribaltato [...] del Tozzi celebrato da Borgese [...] Tempo di edificare (1923), quello di Tre croci, [...] limitanti ipoteche [...] e [...] dentro le regioni del [...] gnoseologico del secolo appeno trascorso. Se si riflette sul [...] Tozzi è da considerare lo pensava il grande Baldacci, [...] R[...]
[...]tà, Tozzi, [...] Kafka [...] resto, fece di quel precipite sentimento di [...] privilegiata per accedere alla conoscenza del mondo, [...] nella realtà che, nel [...] messo capo [...] poetica dei «misteriosi atti [...]. In questo senso vide benissimo Borgese quando, assai tempestivamente, ebbe a dire che [...] di coscienza fatto ad occhi [...] è una discesa da palombaro entro [...] e una natura che reagiscono [...] vita con contrazioni, ad altri impercettibili, di spasimo». Occupato, se non soffocato, [[...]
[...]captare i [...] destino feroce e straziante, universalmente [...] seppure a diversi gradi di consapevolezza: come attesta, anche [...] fervorosi anni ultimi, il romanzo Gli egoisti, pubblicato postumo [...] 1923 per le cure della moglie Emma e [...] Borgese, ancora una volta ristampato [...] scorso per i tipi della pistoiese Libreria [...] ad opera [...] Marco Marchi. E Marchi, nella [...] introduzione, fa benissimo a declinare [...] cosiddetta [...] della prosa di Tozzi in [...] «realismo del profondo[...]
[...]e sottolineare, [...] un aspetto che colloca meno ovviamente Gli [...] di quella speciale [...] che molti scrittori soprattutto [...] Tozzi, si trovarono a condurre, dentro una [...] e politica delle mitologie patriottarde, come i [...] Pirandello e Borgese. Prendete il primo capitolo: Tozzi [...] presentando il musicista Dario [...] migrato da Pistoia a Roma [...] le sue ambizioni di artista. Sentite quel che gli [...] della capitale, dopo due anni di residenza [...] dalla paura del fallimento: «Era i[...]
[...]tia Pascal (1904), laddove Anselmo [...] ad acutissime considerazioni sulla Roma [...] papi e la Roma portacenere degli italiani. Non [...] chi non veda poi, nelle [...] successive, quelle che disegnano [...] di [...] corrispondenza col ritratto che Borgese [...] del protagonista del suo Rubè (1921). Ma sarebbe, questo, discorso [...] altra articolazione: ché proietterebbe Tozzi entro una [...] per forza di cose trascurati dalla critica, [...] più urgenti ricognizioni, a cominciare dalla determinazione[...]