Brano: [...] denuncia quella «parte dello Stato [...] ha fatto il suo dovere». Le dure parole di Secci Stazione [...] Bologna 12 anni dopo In migliaia chiedono [...] per tutte le stragi Cinquemila persone a Bologna [...] il dodicesimo anniversario della strage del 2 [...] i suoi 85 morti e i suoi [...]. Torquato Secci e Renzo [...] parlano per testimoniare, ancora [...] di verità e di giustizia. Ma anche per denunciare [...] Stato, le stragi di mafia. In piazz[...]
[...]per le [...] di mafia». Accanto al sindaco, [...] c'è anche un ministro [...] Repubblica, Giancarlo [...] emiliano, titolare del dicastero [...] Trasporti. Un piccolo [...] questo, come non manca [...] sindaco, visto che da parecchi anni, di [...] a Bologna non si vedeva neppure [...]. Poi alla stazione, di [...] della gente, il sindaco di questa città [...] ricorda la guerra condotta contro lo [...] BOLOGNA. Dodici anni, ma per Torquato Secci, presidente [...] dei [...] delle vittime della strage del [...] agosto [...] quando, alle 10. [...] i morti, c uno di [...] era suo figlio, poco più che ventenne, appena laureato [...] di Bologna. Certo, gli anni pesano, [...] della denuncia rimane saldo, E anche per [...] dodici anni non provocano stanchezza né, tanto [...]. Sono [...] alla stazione, dopo avere [...] per le strade della città, in cinquemila [...] il medagliere [...] col suo[...]
[...]» nella [...] luoghi della [...] Antigone urla in piazza Maggiore «Tutto [...] essere ancora fatto» Le bandierine con i [...] vengono deposte In piazza Maggiore. A sinistra, un momento [...] Terra»: teatro, ma più ancora rito civile. Nelle piazze di Bologna, [...] intera, è scorsa la ricostruzione di vent'anni [...]. E poi, in piazza Grande, [...] di terra si è imbiancato: fogli con [...] vittime senza giustizia, affidati a ogni spettatore, [...] loro continui a [...] sapere. Tutto, sussurra Antigone, [...]
[...] fa. E Livia, Giulia, Clem [...] di Brescia, coperti dalle bandiere nel maggio [...] hanno avuto vicino, nella medesima [...] Falcone. Per loro come per [...] Ustica, per i morti [...] come per il giudice [...] agenti trucidati con Paolo Borsellino, Bologna ha [...] volta un rito corale, civile, esigente. È successo al termine [...] dieci piazze: attori e spettatori hanno piantato [...] in piazza Maggiore rami sottili, ciascuno con [...] di carta con scritto un nome. Perché ogni uomo, ogni [...] e ogni[...]
[...]] e ogni vecchio, «per quel nome» continui [...]. Da poco Antigone (Rosa Pasino) [...] di sussurrare: «Tutto, tutto deve essere ancora [...]. Da poco Edipo (Renato Carpentieri) [...] Tiresia (Gigi Dall'Aglio) avevano consumato il loro dialogo: [...] Bologna, migliaia di persone, li aveva sentiti [...] della peste. Una metafora, forse, per [...] è difficile chiedere verità e giustizia, pericoloso [...] quando il potere si fonda su menzogne [...]. In questa inquietudine il [...] di un nome da [...] ha sc[...]
[...]voci di 140 ragazzi, [...] di cinque stragi senza [...]. Più di duecento i [...] quattrocento i feriti. Decine di processi, decine [...] colpevole. Milano, piazza Fontana, 12 dicembre [...] Brescia, piazza della Loggia, 28 maggio [...] tra Firenze e Bologna, 4 [...] Ustica, 27 giugno [...] stazione di Bologna, 2 agosto [...] stesso anno. In dieci angoli della [...] Antigone delle città», come si volle chiamare Bologna [...] è «andato in scena» questo rosario [...]. /// [...] /// Manco [...] e gli autori di [...] (Valerio Festi, Monica Maimone, Bruno [...] non volevano applausi: il [...] li ha traditi. Battendo le mani più [...] rabbia, e in questo corrispondendo [...]
[...]ualcuno, tra [...] ha voluto piantare nella terra di piazza [...] nome; se l'è portato a casa, stretto [...] nel manubrio della bicicletta. Insieme alla [...] verità, e alla [...] rabbia di giustizia. Le «parole per [...] nel libro scritto dai [...] BOLOGNA. /// [...] /// Sentirsi sconfortati o rassicurati. Succede tutto questo, scorrendo [...] in fretta da viaggiatori e passanti davanti [...]. Come si potrebbe intitolare [...] da migliaia di mani? Dentro c'è tutto [...] di tutto. C'è Fulvio, di Catani[...]
[...]i quando vota se [...] al dubbio risponde: «Chi è stato? Lo Stato». Sono tanti, tantissimi e [...] ripetere che [...] pagine di parole dolci, [...] violente. Le hanno scritte viaggiatori [...] grandi libri bianchi, rimasti aperti per giorni [...] di Bologna. Parole uscite guardando il pezzo [...] che non [...] più il 2 agosto di [...] anni fa o con negli occhi quella Palermo [...] Beirut. Pensando, ragionando, oppure scherzando [...]. Attaccandosi a una speranza [...] amore, vomitando [...] e la rabbia[...]
[...]rdoglio ufficiale: [...] per tutti quelli che scrivono il [...] verità negata». Ci abita Luca, [...] e lui dice solo: «Quel [...] poteva esserci ciascuno di noi. È [...] personale». Luca, che avrà metti [...]. Chissà quanti ne ha Vincenzo, [...] per Bologna da Sciacca, e lascia detto: «La [...] ci rimane che queste parole non siano [...]. Ma tu, giovane che [...] mondo di coglioni». E Romano? Lui grida: «Non [...] piangete», e sopra la [...] firma scrive: «A nome [...] nei campi di sterminio nazifascis[...]