Brano: [...] è retorico [...] ma, ora che non [...] più, la [...] lezione, come la [...] casa editrice, vive. Si tratta di [...]. /// [...] /// Fin da ieri sera tutto [...] ha pianto Giulio Einaudi. A cominciare da uno [...] più cari, [...] importanti: Norberto Bobbio, colpito [...] la morte [...] e la guerra in Jugoslavia, [...] sono i casi imprevedibili della storia». Dopo la liberazione, ha [...] indirizzi di pensiero [...] il comunista, con la [...] opere di Gramsci, e [...]. E che entrambi fossero [...] si è[...]
[...]l comunista, con la [...] opere di Gramsci, e [...]. E che entrambi fossero [...] si è capito quando la casa editrice [...] bersaglio preferito di coloro che hanno condannato [...] egemonia della cultura di sinistra». Ma tra i segreti [...] Einaudi, Bobbio ricorda anche «la straordinaria eleganza dei suoi [...]. Tra gli scrittori, uno [...] far giungere il suo cordoglio è stato Antonio Tabucchi: «Lo conoscevo bene, eravamo amici. Ho pubblicato molte traduzioni [...]. E fu sempre lui, [...] pubblicare [...]
[...]fra passione per i libri [...] per la politica [...] vita di Einaudi e della [...] casa editrice. Basta ricordare le famose [...] quando si ritrovavano intorno ad un tavolo [...] Pavese [...] Calvino, da Vittorini a Natalia Ginzburg a [...] e , poi, Bobbio, Venturi, Chabod. Erano comunisti e azionisti, ma [...] anche un cattolico come Balbo. A Giulio Einaudi piaceva [...] loro [...] un certa conflittualità, personale [...]. Tra Pavese e Vittorini [...] vera e propria tensione, qualche volta bisticciav[...]
[...] stato [...] sino ai primi anni Settanta di Aron, [...] Toqueville, [...] Orwell, di Silone, di [...] di Berlin». [...] di Galli della Loggia dette [...] alle ceneri. Per difendere la casa [...] campo numerosi intellettuali. Primo fra tutti Norberto Bobbio. Il filosofo ricordava come [...] per la saggistica della Einaudi e cioè [...] Cantimori, [...] Giolitti, gli Chabod e i Venturi non [...] politicamente in modo diverso (i primi due [...] azionisti), ma «spesso erano in disaccordo fra [...] di quest[...]
[...].] Cantimori, [...] Giolitti, gli Chabod e i Venturi non [...] politicamente in modo diverso (i primi due [...] azionisti), ma «spesso erano in disaccordo fra [...] di questo e quel libro e continuavano [...] dopo la [...] pubblicazione». Proseguiva Bobbio: «Chi poi voglia [...] alla collana i [...] si accorgerà con sorpresa, dopo [...] appreso che per [...] siamo stati costretti [...] leggere alla [...] che sui 150 libri pubblicati [...] stessi dieci anni (1947 1957) dominati dalle [...] settarie del[...]